Lo Skin Walker – di Gabriele Luzzini

La mitologia Navajo gode di figure complesse e di grande interesse tra cui gli Skin Walker. Sono persone dall’aspetto ordinario ma in grado di trasformarsi in uno specifico animale, di solito orso, gufo, coyote o lupo.
Del resto, sono gli animali presenti nella fauna locale, con caratteristiche tali da rendere utile la trasformazione e quindi è inevitabile che siano il riferimento su cui abbia attecchito il folklore.
Nella lingua navajo sono chiamati yee naaldlooshii che potrebbe tradursi con “per mezzo di esso (inteso come sortilegio), va a quattro zampe”.
I pellerossa non amano parlare di tale argomento con chi non appartiene alla loro cultura e perciò le informazioni al riguardo sono piuttosto scarne.
Uno Skin Walker ha abbracciato la via della Magia Nera, abbandonando gli insegnamenti tradizionali dello Sciamanesimo. Per acquisire tale capacità, secondo le leggende locali, deve avere infranto un tabù vincolante della propria cultura, come ad esempio uccidere un consanguineo come un genitore o un fratello. Il senso di una simile cerimonia è la distruzione della propria umanità con la conseguente acquisizione della capacità di assumere forme animali.

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La villa della Galaverna (2° parte) – di Federica Monte

Questa è la seconda parte della Galleria fotografica inerente alla villa della Galaverna (Albano Vercellese) che sorge nei pressi di ciò che rimane del castello diroccato del borgo.

La prima parte della Galleria fotografica è disponibile QUI

(da 14 a 26 di 39)

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Le Vampire Nude: il cinema “anemico” di Jean Rollin, tra avanguardia e genere – di Davide Rosso

Il cinema di Jean Rollin è intriso di umori novecenteschi che girano intorno alle esperienze artistiche e culturali della prima metà del ‘900. Sicuramente la matrice surrealista, che trova il modo di ibridarsi con le nuove istanze francesi della nouvelle vague e del free jazz. Rollin assorbe un surrealismo obliquo, non necessariamente quello che discende dal vate André Breton, bensì quello figurativo di un Clovis Trouille, o i collage di Max Ernst (La femme 100 tètes, Réve d’une petite fille qui voulut entrer au Carmel, Une Semaine de bonté ou les Sept éléments capitaux), riletti alla luce del decadentismo di Baudelaire e della foia di un De Sade. Altre fascinazioni si possono rintracciare nella decadenza di scrittori come Aubrey Beardsley o di un André Pyere De Mandiargues, scrittore a cui attingerà anche un altro irregolare come Walerian Borowczyk (a cui il regista francese sembrerà attingere in parte per il suo Fascination).

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‘Miseri Resti Sepolti ‘ di Miriam Palombi – Recensione di Simone Dellera

Nere Sinfonie di Morte! “Miseri Resti Sepolti” che assegna il titolo alla raccolta è anche il primo racconto che la inaugura. E come inaugurazione è efficace e ben delineato anche nel ricordare che… “a volte ritornano”. Chi? I morti ovviamente! E non sempre per una visita di cortesia. Un’antologia macabra quanto la morte che è decantata in questi 23 passi fra raccapriccianti racconti e fredde poesie. Dal sapore di ruggine e ferro, dall’odore di foglie in decomposizione condite al gusto di humus e larve, ambientati in spazi infiniti ma oscuri e tetri, la signora con la falce vi porterà a braccetto per osannare le sue vittorie.
I racconti sono funeree liriche spettrali e “Aby” ne è una tangibile prova. Halloween, la notte per eccellenza in cui le anime dolenti danzano insieme ai vivi, è narrato in maniera sinistra e Jack vi accompagnerà nel tetro percorso a ritroso verso casa. John, insieme all’Autrice, riscriverà in “Spettri”, i tre fantasmi della notte di Natale di Dickens. “La Preda” ribalterà le vostre iniziali sensazioni a riprova che il Diavolo è ingannatore. Percorrerete “On The Road” le cupe strade della follia umana.

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Ombre ad Albano Vercellese – di Federica Monte

Avendo la fissazione di fotografare soprattutto le finestre dei luoghi abbandonati, dopo la mia visita alla villa di Albano, cercando di catturare l’atmosfera senza tempo di questo luogo, noto delle ombre con delle sembianze umane… gioco di luce o forse no ecco i due scatti che confermano la possibile veridicità di quello che si vede….

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Le magie piccole e improbabili – di Romina Capo

Le magie piccole e improbabili
in me come semi .e tu
un andirivieni di stupide rime
un tornare che non distingue
il mio da un qualsiasi altro seno
Qui si è invalidata l’appartenenza
di ogni significare .piogge acide
o sputi a margine come clausole
dell’ennesimo disperdersi .freddi
Di premure sfilate dalle lingue.

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L’energia più distruttiva e pericolosa – di Dèvera Blackmind

Nonostante la magia non abbia colori, l’energia ne ha. La bianca è l’energia forse più forte poichè “pura”, ossia che non è stata intaccata dall’uomo facendola diventare verde, blu, rossa o con altri colori. Certo, utilissima per interferire con gli eventi di questa dimensione, ma se si vuole interferire nei fatti astrali quella bianca è la più indicata. Là, oltre il velo, tutto funziona in modo differente da qui.
Però c’è un tipo di energia che è poco conosciuta, e io vorrei portarla alla luce.

Quanto segue è un articolo a solo scopo informativo, non vi sto invitando ad usarla.

L’energia di cui sto per raccontarvi è l’Energia Grigia. E’ differente da quella Nera poiché la nera si può attaccare all’aura e ai chakra, causare sventure e portare malocchi. Da lì causa malumore e malessere emotivo, nulla che una buona purificazione non possa togliere.
Quella Grigia, invece, attaccandosi all’aura e ai chakra intacca anche il corpo fisico.

Può servire a scopo di vendetta contro una persona, dirigendola verso quest’ultima o in un rituale.

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Federica Monte (Autori sulla Soglia)

BIOGRAFIA:
Nasco a Novara nel 1988, da sempre vissuta nel Vercellese.
Ho frequentato il liceo Artistico di Vercelli.
Amante sfegatata della natura e dei suoi cicli.
Appassionata di arte, magia, stregoneria e paganesimo
Da molto tempo sono inseparabile dalla mia macchina fotografica con cui mi diletto a fermare nel tempo i luoghi abbandonati che prima o poi non ci saranno più.
Da qualche anno legata all’uso delle Rune nordiche.
Da sempre molto sensibile alle cose che non “si vedono” ma “si sentono”.


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La villa della Galaverna (1° parte) – di Federica Monte

La villa della Galaverna (così chiamata per il particolare fenomeno degli aghi di ghiaccio che si formano nel parco) sorge ad Albano Vercellese, nei pressi di ciò che rimane del castello diroccato del borgo. Poco lontano inizia la riserva naturale delle lame del Sesia. La villa è abbandonata da molti decenni e in uno stato di degrado e incuria. Il fascino che emana dalle varie stanze è ancora molto forte e così la suggestione di quel che rimane degli oggetti e della mobilia. Negli scatti ho cercato di catturare l’atmosfera sospesa e senza tempo del luogo. In un paio di foto, forse una suggestione luminosa, forse no, si intravedono delle figure, dei volti…

(da 1 a 13 di 39)


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Pezzi fantastici alla maniera del dottor Prodigio commerciante ambulante di marionette & automi – di Davide Rosso

Titolo: Pezzi fantastici alla maniera del dottor Prodigio commerciante ambulante di marionette & automi
Autore: Davide Rosso
Editore: Lulu
Prezzo: 5,50 euro

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Questi pezzi fantastici sono dei Cabaret di periferia, cupio dissolvi di voci, serraglio di congegni meccanici dominati dai fili delle parche o del fantomatico dottor Limbo o Prodigio se mai esiste o è esistito? Le parole sono fili recisi,...

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