Il Fantasma di Kramer (Real Ghost Stories) – di Gordon Miles

Questa fotografia risale al 1977 ed è stata scattata a Kramer, in Pennsylvania, nel corso della ristrutturazione di una casa.

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La luce nell’oscurità – di Rosa di Damasco


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Robert Bloch’s Psycho World – di Davide Rosso

contiene alcuni appunti sulle differenze e le somiglianze tra lo sventratore dello Yorkshire e il mostro di Firenze, di cui appunto ricorre il giubileo 1968 – 2018

Dopo anni di ricerche nei vari mercatini delle pulci piemontesi, sono finalmente riuscito a mettere le mani sul volume della biblioteca del giallo Mondadori, Psycho 1 & 2 di Robert Bloch, con le traduzioni di Bruno Tasso e Giuseppe Lippi. Il volume è assai interessante perché contiene l’unica edizione in italiano del seguito del più famoso romanzo di Bloch. La Mondadori, specialmente nella sfortunata collana Horror curata da Giuseppe Lippi, ha sdoganato parecchio materiale di questo autore, concentrandosi particolarmente sui romanzi thriller, o psycho thriller.


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Un’inquietante Presenza nel Colorado

Il fotogramma che trovate qui sotto è del 2016 e appartiene a un filmato fatto sulle Montagne Rocciose del Colorado durante un’escursione familiare.
L’uomo che si vede è il padre del fidanzato della ragazza che ha effettuato la ripresa, intento a rispondere a un messaggio ricevuto sul telefono.

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‘Di corvi e di ombre’ di Gabriele Luzzini – Recensione di Simone Dellera

Prima Arrivarono i Corvi. Sopraggiunsero Poi le Ombre. Infine Non Rimase Più Nulla.È con queste tre frasi, che ovviamente calzano a pennello, prese in prestito dall’Autore, che danno il titolo anche alla recensione, che vorrei iniziare questo lungo viaggio attraverso i numerosi racconti che compongono questa variegata antologia.
Una raccolta di racconti divisa in tre parti distinte. La prima parte chiamata “I corvi” è quella Esoterica, la seconda “Le ombre” è legata al Paranormale, un lungo salto nell’Altrove, mentre la terza “Il nulla” troverà piena spiegazione nella parola che compone il titolo.
“La risposta giusta” si apre ponendo la questione sull”eutanasia”, “Il prigioniero” (narra della pietà e) ci sbalza nel tempo cupo dell’inquisizione e ci porta nel 1440 a rivivere gli ultimi giorni del maresciallo di Francia Gilles de Rais implicato in pratiche alchemiche e occulte, compagno d’armi di Giovanna d’Arco.

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L’ombra bianca del fiume (Real Ghost Stories)

La quieta immagine fluviale, se osservata nei dettagli, presenta un’innegabile peculiarità.
Infatti, guardando con attenzione, sembra di vedere una bianca figura che emerge dalla vegetazione.

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Un fantasma dalla Russia (Real Ghost Stories)

La fotografia che trovate qui sotto è stata scattata nel 1973 da qualche parte nella campagna russa, quando ancora era URSS.

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L’intruso da un’altra dimensione – di Gabriele Luzzini

Era un giorno soleggiato del 1964 quando la famiglia Templeton decise di fare un picnic ma mai avrebbe immaginato di scrivere una impenetrabile pagina di mistero che perdura ancora adesso.
Proviamo a ricostruire i fatti, accertando fin dove è possibile se i dettagli disponibili siano coerenti.

Il 23 maggio 1964, Jim Templeton, un vigile del fuoco di Carlisle, Cumberland (ora parte della Cumbria – Inghilterra), fece una gita insieme alla moglie e alla figlia che allora aveva 5 anni a Burgh Marsh, zona affacciata sul Solway Firth.
Il cielo era terso e il sole tiepido, quindi una giornata ideale per un’escursione giornaliera di tarda primavera.

Le uniche persone che la famiglia Templeton incontrò furono due donne anziane sedute in un’auto all’estremità dell’area.
Jim immortalò la figlia e la moglie in alcune fotografie e tutto andò per il meglio. L’unica cosa che notò fu un certo nervosismo tra le mucche che stavano pascolando nella zona, senza alcuna causa manifesta.

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La candida morte: ecco perché il Thrilling anni ’80 resta intatto al suo posto nel “riflusso” – di Daniele Vacchino e Davide Rosso

(…)
Il thriller italico anni ’70 è un monumento centrale dell’immaginario ermetico, linguaggio penetrato nel cinema e lì rimasto, incapace di attecchire in letteratura (I racconti di Dracula copieranno su carta i sintomi del gotico italico o hammer, pochissimo – e male – il thriller).

Fu una tabula rasa che accadde nella parentesi di piombo di quel periodo, tra stragi, golpe, br, afa di lacrimogeni.

La P38 mutò in un rasoio calzato dal cadavere di una mano, ossia dal guanto surrealista della grande trasformatrice, la Morte!
(…)
Il planisfero del thriller ha pure una musica cosmica.
Morricone.
Nicolai.
Trans europa express.
Ferrio.
Orlandi.
Umiliani.
I DeAngelis.
Cipriani.
Melodie sublunari fatte di armonia e numero, tetragrammi perfetti, cerchi genesi al cui centro è nascosto un punto luminoso in cui tutto è celato e non diffonde alcuna luce.
(…)
Torniamo a casa.

Torniamo al thrilling all’italiana, ai suoi lampi surreali, al connubio di morbosità, sesso e morte.

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In fuga – di Alberto Donel

Ce l’aveva fatta, era evaso! Quante settimane aveva trascorso a studiare le regole di quel carcere, cercando un punto debole nella ferrea sorveglianza e il momento giusto per filare via. Adesso correva nella campagna, avvolto dalla notte novembrina, con l’unico intento di allontanarsi il più possibile dai poliziotti che forse lo stavano già braccando. Seguiva un percorso non del tutto casuale, dato che, da libero, aveva fatto delle escursioni tra i campi e le colline ubertose di quel territorio ancora immune dall’assalto dell’edilizia e del turismo di massa. L’attrazione per le bellezze della natura non lo aveva tuttavia distolto dalle sue attività truffaldine, che gli erano costate una severa condanna.
“Non mi riprenderanno! Farò in modo che perdano le mie tracce, e in gabbia non ci tornerò più!” promise a sé stesso. Dopo circa tre ore, saltellando tra gli acquitrini di una bassura, intravide in lontananza un caseggiato. Cominciava ad avvertire la stanchezza, e riposare al coperto sarebbe stato meglio che all’addiaccio.

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