‘Una Storia dell’Orrore Italiana’ Di Paolo Prevedoni – Recensione di Simone Dellera

Una Grande Perla Nera!!!
Premetto che è sempre un piacere poter leggere romanzi d’Orrore, come in questo caso, di Autori nostrani… ma soprattutto con ambientazioni “locali”, piuttosto che relegare tali storie in un ambiente estero che ormai è diventato, per quanto mi riguarda, solamente un inutile cliché! Ricordo che il nostro Stivale è veramente ricco di folclore, cui poter attingere per scrivere ottime storie.
Interessante sin d...

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Il buco nero alla fine del Continuum: letteratura e cronaca nera – di Davide Rosso

Nonostante l’età d’oro della cronaca nera (in particolare quella legata agli omicidi seriali) trovi le sue radici negli anni ’80, dopo la lunga stagione del terrorismo stragista europeo, mai come in questi ultimi anni i media sembrano aver affinato le armi di una narrazione totale (penso in particolare ad una trasmissione artefatta come Quarto Grado, ripensata esteticamente da Gianluigi Nuzzi) capace di ibridare i linguaggi e mescolare tra di loro i differenti casi criminali, fino a formare una sorta di ipertesto dell’inquietudine e della morbosità, sorta di contraltare e deriva di questa società virtuale. Chi critica la cronaca nera lo fa dicendo che i crimini (ad esempio in Italia) sono molto diminuiti negli ultimi trent’anni e che non sono certo delitti mediatici come quelli di Avetrana, di Yara o Garlasco a spostarne la percentuale. Dunque? La cronaca nera è stato un termometro politico spesso utilizzato dai vari partiti per rinfocolare paure, razzismi e pregiudizi? Certo. Eppure la cronaca, con la sua abbondanza di particolari, psicologi, criminologi, esperti forensi e set televisivi ipertecnologici sembra smarcarsi dai dati della realtà per scivolare in un monologo accattivante e seducente che si rivolge un po’ a tutti e a nessuno, a destinatari dal basso profilo culturale, agli anziani, agli emarginati, a chiunque senta il bisogno di esorcizzare con la spettacolarizzazione il proprio dolore e quello del mondo.

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La misteriosa sparizione del S.S. Waratah – di Gabriele Luzzini

Le leggende del mare hanno sempre un sapore particolare, come se la salsedine e l’ignoto potessero creare un’alchimia in grado di affascinare anche gli animi più refrattari al mistero.
Quello che mi accingo a raccontare non appartiene al folklore ma è un fatto che riempì le pagine dei giornali nel 1909. Nonostante questo e dopo ben oltre un secolo, la vicenda è ancora senza spiegazione.

Il S.S. Waratah era un piroscafo inglese della Blue Anchor Line e collegava l’Europa all’Australia.
Il 26 luglio 1909, la nave salpò dopo aver sostato a Durban (Sudafrica) per dirigersi verso la tappa successiva e cioè Città del Capo.
A bordo erano presenti oltre all’equipaggio anche 212 passeggeri e merci di vario tipo.
Il giorno successivo, il S.S. Waratah comunicò tramite codice morse con un’altra imbarcazione, la The Clan McIntyre, condividendo informazioni rassicuranti sulle condizioni meteorologiche.
Nonostante il mare si fosse ingrossato, le navi rimasero in prossimità per diverse ore, prima che il piroscafo cambiasse rotta.

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Specchio Magico – di Vittoria Cacciapaglia

Vi vedo uomini e donne
Nudi senza pelle;
Il lenzuolo vi copre a malapena le ferite
Freddo quel letto dove non c’è il sogno;
Sangue cola dalle membra invisibili
Macchia i vestiti di liquidi seminali;
E lì che arriva l’Angelo della Notte
Di nero vestita come alito di caldo infernale
Con ali dipinte di rosso;
Vi soffierà il suo alito infernale,
Vi succhierà l’Anima,
Nessuno può resisterle,
Tutti strisciano al suo cospetto,
Tossici pe...

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Cartoline immaginarie da Monte Magro (omaggio a H.P.Lovecraft e Thomas Ligotti) * 2° Parte – di Davide Rosso

Questa è la seconda parte dell’Album fotografico

Per visionare la prima parte e conoscere qualche dettaglio sul luogo e sulla realizzazione clicca qui: Cartoline Immaginarie da Monte Magro – 1° parte

(2° SET da 9 FOTOGRAFIE)


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Hai rovinato tutto – di Andrea C.

Si appoggiò al lavandino, sospirando. Non lo trovava un lavoro piacevole, non in quel momento. Le guance ed il collo gli dolevano e continuare a passarci sopra la mano non aiutava di certo. Anche il resto del corpo era malconcio e gli faceva male, ma i vestiti lo avrebbero coperto per bene.
Alzò il volto e si osservò al di là del vetro.
«Perciò adesso che si fa?»
Aveva qualche vaga idea.
«Certo, qualche idea. Io lo so cosa vorresti. Spargi bene a sinistra, si vede ancora. La tua sinistra tesoro. E’ solo che non puoi prendere e fare i bagagli così di colpo. Non sei abbastanza sveglio per sopravvivere di stenti. E poi, lui ti troverebbe.»
Riccardo si passò il fondotinta sullo zigomo sinistro, cercando di spargerlo e creare un effetto il più realistico possibile.
«Ti consiglio di rifletterci. La vita comporta delle scelte Riki. La tua vita non la sua.»
Osservò la sua immagine nel grosso specchio appeso alla parete del bagno. Si tranquillizzò, guardando attraverso quel riflesso.

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Intervista a Chiara Cazzato (Tempesta Editore), Editoria e Libertà

(Intervista raccolta da Gabriele Luzzini)

Chiara Cazzato è l’EditorA  o Lady Tora(come spesso viene indicata) nonché la ‘Dea ex Machina’ (inconsueto definire un’atea così, non trovate?) che anima Tempesta Editore, una realtà indipendente e libertaria, conseguentemente quasi un’anomalia in un business troppo spesso ‘ingessato’.
La dichiarazione d’intenti è piuttosto chiara e non dà adito ad ambiguità: “Siamo convinti che l’uso della cultura sia un’arma potente per combattere gli integralismi e le privazioni di diritti”.
Parliamo con lei di editoria, libertà e, inevitabilmente, di insolito.


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Cartoline immaginarie da Monte Magro (omaggio a H.P.Lovecraft e Thomas Ligotti) * 1° Parte – di Davide Rosso

Ho fatto delle fotografie (e ricerche etnografiche) da un paese abbandonato (uno veramente abbandonato) del vercellese.
un posto inquietante che, negli anni ’70, ospitò una sorta di comune hippy di autocoscienza con strane idee sulla fine della razza umana.
Le foto sono delle polaroid digitalizzate, scattate su dei rullini scaduti comprati ai mercatini delle pulci, così da avere dei colori violenti e acquerellati.

(1° SET da 10 FOTOGRAFIE)


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The Creative Network – N° 5

Il nuovo numero di ‘The Creative Network’!

Webmagazine
Nel nuovo numero di ‘The Creative Network’ troverete come sempre articoli sull’insolito, il paranormale e la magia oltre che racconti, poesie e recensioni.
Inoltre, in questo numero potrete leggere un’interessante intervista a Cristiana Astori, la ‘Dama del Giallo’ e la monografia ‘Appunti per una Letteratura dell’Orrore nel XXI secolo’.

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L’impronta dall’Aldilà – di Gabriele Luzzini

Ci sono storie vere così straordinarie da confondersi con la miglior narrativa. Eppure sono accadute. Questa, è una di quelle.
Francis Leavy era un vigile del fuoco esperto che faceva parte di una squadra d’intervento nella Chicago degli anni ’20.
Di carattere affabile ed estremamente socievole, con una buona parola sempre per tutti, era molto amato dai colleghi che però il 18 aprile 1924 notarono un repentino mutamento nel suo carattere. Era improvvisamente diventato ombroso.
Stava ultimando di lavare una grande finestra del Chicago Fire Departement senza guardare nessuno quando infine annunciò di avere avuto una strana sensazione… che sarebbe morto il giorno stesso.
Subito dopo il telefono della centrale squillò: un incendio stava infuriando in un edificio che sorgeva piuttosto lontano dalla caserma.
Giunti sul posto, la squadra di Francis Leavy intervenne immediatamente e cominciò ad aiutare le persone intrappolate nei piani superiori. Tutto sembrava procedere per il meglio, con alcune aree messe in sicurezza, quando il fuoco divorò alcuni sostegni del piano inferiore facendo cadere il tetto e soprattutto provocando il crollo di una porzione di muro sui malcapitati pompieri e sugli abitanti che non erano ancora riusciti a mettersi in salvo. Tra le vittime, lo stesso Leavy che vide avverarsi la cupa premonizione.

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