Il bambino nel prato (Real Ghost Stories)

Jackie Rhame di Florian (Alabama) si trovava al parco divertimenti Six Flags Great America ad Arlington, in Texas quando scattò la foto, cercando di catturare nell’immagine le imponenti montagne russe conosciute come ‘Texas Giant’, una delle attrazioni principali.

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Appunti per una Letteratura dell’Orrore nel XXI secolo – di Davide Rosso

Potrebbe essere caduto in un circolo di reincarnazioni e forse non è la prima volta che si ritrova al proprio capezzale. Capisce che cosa gli è successo e già sa che cosa succederà a colui che gli sta davanti, quello che non è più lui, eppure lo è. Trelkovsky ha risolto il mistero, suo e di Moscarda: “in quale preciso istante un individuo cessa di essere la persona che egli – e chiunque altro – pensa di essere?”. Risposta: nel momento in cui si rende conto di essere stato intrappolato in un paradosso di identità e che per lui non c’è via d’uscita fintanto che crede di essere qualcosa che non è. Domandatelo a qualsiasi marionetta convinta di essere una persona.”

Sono queste lucidissime considerazioni di Thomas Ligotti (contenute nella parte finale del saggio filosofico nichilista La cospirazione contro la razza umana) a guidare le brevi e sconnesse considerazioni letterarie che seguiranno. Il paradosso che ci interessa è squisitamente culturale. Pirandello, Topor, Ligotti sono alcuni autori che si sono confrontati con queste tematiche. In Ligotti la questione è limpida: quale miglior paradosso identitario se non la confusione di una marionetta che si crede umana (Pinocchio del nostro Collodi) o di un essere umano che si crede una marionetta. Quasi tutta la letteratura breve dell’autore americano è una spirale su queste tematiche. Quando un individuo cessa di essere ciò che credeva di essere?

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I cavalli spettrali del Berry Pomeroy Castle – di Gabriele Luzzini

Il Barry Pomeroy Castle sorge nel Devon meridionale ed è stato realizzato all’interno di un precedente castello. In stile Tudor, risale al XV secolo e fu costruito dalla famiglia Pomeroy, di cui porta appunto il nome, che poi lo vendette a Edward Seymour, il primo duca di Somerset.
L’edificio vanta una grande tradizione di spettri, come ad esempio la ‘Dama Blu’, una figura evanescente dalle sfumature indaco che chiama i passanti dalla torre in cui appare. La storia che la riguarda parla della figlia di un cavaliere normanno che piange la perdita del figlio ucciso poiché nato dal rapporto incestuoso con lo stesso padre. Se gli sventurati salgono da lei accogliendo l’invito o semplicemente per capire chi sia, vengono gettati dal fantasma sul selciato sottostante. O almeno, così racconta il folklore.

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La Stazione del Dio del Suono: The Dragon Trilogy 2 di Danilo Arona – Recensione di Simone Dellera

Una Metastasi Sulla Schiena del Drago!!!
La nuova veglia che si svolge alla stazione ferroviaria abbandonata di Piano Orizzontale, a cui assistiamo più che spettatori in questo secondo romanzo dedicato alla trilogia del Drago, oltre ai già conosciuti Antonio Carlos Aztarain, Sergio Mecucci e Piergiovanni Andronico (Ruscin e il Corso sono morti un paio d’anni prima la nuova veglia), il circolo acquista due nuovi ospiti: Gabriele Ideo, laureat...

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Comunicato Novilunio Stampe Amatoriali – di Daniele Vacchino e Davide Rosso

Vi segnaliamo questa interessante iniziativa editoriale, direttamente con le parole di coloro che l’hanno sviluppata e cioè Daniele Vacchino e Davide Rosso.


Cari amici, stufi di farci spillare soldi da editori farlocchi e penosi, abbiamo deciso di sfruttare l’auto-pubblicazione e, per gioco, inventarci una nostra sigla editoriale...

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Approccio al problema della Maschera nella letteratura grottesca di Thomas Ligotti – di Davide Rosso

Thomas Ligotti è uno degli autori più originali del panorama letterario degli ultimi anni. Grazie all’opera meritoria di un editore come Ugo Malaguti e di un traduttore/curatore come Armando Corridore, l’opera di questo autore è stata diffusa anche in Italia.

Ligotti inizia a pubblicare racconti (arte alla quale si dedicherà in massima parte) agli inizi degli anni ’80 su riviste amatoriali, rimanendo un autore di nicchia fino a pochi anni fa.

Armando Corridore, nel saggio postfazione a I canti di un sognatore morto, scrive delle considerazioni importantissime per entrare nell’universo di questo scrittore di Detroit, refrattario e isolato. Nella sua prosa è possibile rinvenire tracce culturali molto varie, da Poe, Lovecraft, Chambers, fino a Leopardi, le dottrine esoteriche, alchemiche, i poeti simbolisti miscelati in racconti ancora (parlo dei Canti di un sognatore morto) abbastanza classici con personaggi e intrecci che via via divengono lacerti narrativi di un’introspezione velata, un incubo personale che riverbera un incubo universale, una visione onirica orientata a svelare le trame d’incubo dell’esistenza umana.

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Se le notti all’inferno – di Daniele Vacchino

Titolo: Se le notti all’inferno
Autore: Daniele Vacchino
Editore: GDS
Prezzo: 8,90 euro

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Tre amici di lungo corso si ricongiungono dopo diversi anni. Sono trentacinquenni le cui vite sono segnate da divorzi, crack finanziari e problemi personali...

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Le due sponde (Gotico Vercellese) – di Daniele Vacchino

Ero giunto a un paese remoto seguendo un percorso molto particolare, tracciato sulle indicazioni di antichi libri e disegnato assecondando le bizzarrie della mia mente. Era mia intenzione dare alle stampe un libro sui luoghi dimenticati della zona. Dare forma ai fantasmi, inseguire le figure che sopravvivono alla modernità. Il tracciato era quello battuto dal corso del fiume Sesia, un fiume sinistro, cangiante, ricco di anse e dal bacino mutevole. Ero sicuro che non solo antiche edicole e chiese allagate, ma interi paesi abbandonati avessero dimora sulle sue coste. Così, giunsi al paese di Greggio incuriosito dalla radice di quel nome, che faceva riferimento, forse, al greto, in ricordo delle alluvioni.
Greggio era cupo e abbandonato. I muri graffiati erano marci e cadenti, le imposte divelte e i cancelli corrosi dalla ruggine. La chiesa doveva essere stata smontata da predoni e le case mangiate dai topi. Fortunatamente era estate e trovai ricovero in una soffitta scalcinata e sporca. Trascorsi la prima notte nel buio completo. Da dove mi trovavo, potevo sentire il fiume scorrere, con il suo fragore di mandria. Di giorno scattavo fotografie, per delineare la planimetria del posto. Quando avevo terminato, scendevo al fiume: la golena, ampia e ferruginosa, testimoniava la capacità del corso d’acqua di modificare il territorio, di stravolgere l’equilibrio degli spazi e di decidere cosa potesse restare fuori dall’acqua e cosa dovesse essere sommerso. Mi ero persuaso che, a giudicare dalla lontananza di certe pietre, il fiume si fosse trovato nel tempo anche a un chilometro di distanza dal tracciato attuale.

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I ‘Fairy Rings’ (anelli fatati) – di Gabriele Luzzini

Già a partire dal Medioevo il folklore attribuiva alle attività delle fate gli strani cerchi di erba appiattita e scura che si possono incontrare nei boschi.
Secondo le voci popolari, era quel che accadeva dopo che le creature magiche avevano danzato, di solito nelle notti di plenilunio. La spiegazione era che tale ballo sfrenato avesse sviluppato un’energia misteriosa e aperto un portale verso un’altra dimensione.
Diverse leggende raccontano di esseri umani che, entrati in tali cerchi, furono trasportati dalle fate in un luogo in cui il tempo scorreva molto lentamente e, al ritorno, trovarono familiari e parenti notevolmente invecchiati, nonostante fossero convinti di aver trascorso solo pochi minuti nel regno incantato.

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Un brivido sulla Schiena del Drago: The Dragon Trilogy 1 di Danilo Arona – Recensione di Simone Dellera

Un Brivido Sulla Schiena del Lettore!!!
Leggere Danilo Arona, Autore con la A maiuscola che non ha bisogno di presentazioni… è senza ombra di dubbio un vero piacere. Il primo romanzo della serie si divide in tre parti. La prima che serve da apripista, ci fa viaggiare intorno al mondo toccando l’Italia con Alessandria, l’America con NewYork, la Guyana e per finire Bedford nell’Iowa...

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