
IL LUOGO CHE NON ESISTEVA PIU'
- Varco dimensionale a Milano? -
di G. Luzzini
Articolo
pubblicato sul n° 21 del mensile "MYSTERO" - Ed. Mondo Ignoto
Versione INTEGRALE
Talvolta
l'inspiegabile si cela nelle pieghe del reale, assumendo le spoglie rassicuranti
della quotidianità. E si riesce a percepire lo stupore fantastico solo quando
ci si rende conto della straordinarietà smarrita... come le ombre della notte
al sopraggiungere dell'aurora.
Ma ora analizziamo i fatti... Nella prima metà degli anni 90, la signora G.P.,
in seguito al protrarsi di fastidiosi indolenzimenti vertebrali, decise di tornare
in un Centro chiroterapico dove, dieci anni prima, le avevano risolto il problema
e che era situato all'interno di uno stabile in una nota via milanese.
La figlia l'accompagnava in auto ogni volta e la osservava attraversare il cortile
che conduceva all'edificio in questione.
Come nella precedente terapia, la donna trasse subito enormi benefici e si compiaceva
del fatto di aver scelto nuovamente tale centro, che ovviamente si avvaleva
di abili professionisti.
Ma il giorno della quinta seduta terapeutica accadde qualcosa di "sbagliato"
o, più semplicemente, d'incomprensibile...

Al
solito, la figlia l'accompagnò davanti allo stabile e vide la madre recarsi
all'interno. Dopodichè ripartì come tutte le altre volte poichè aveva degli
impegni personali.
G.P., come sempre, attraverò il cortile e salì le scale, fino a raggiungere
le stanze dell'ambulatorio. Ma quel giorno la porta che conduceva all'interno
era chiusa ed impolverata. La donna tentò ripetutamente di aprire, girando la
maniglia, ma non riuscì a sortire alcun effetto. Picchiettò poi sul vetro, per
vedere se qualcuno era all'interno. Del resto, le avevano fissato l'appuntamento
proprio per quel giorno!
Ma non accadde nulla... Delusa, scese rapidamente le scale e si recò nella tintoria
che si trovava proprio accanto al portone che aveva varcato poco prima per accedere
al cortile dell'edificio.
Chiese se era noto il motivo per il quale il Centro era rimasto chiuso quel
giorno e si accorse dell'espressione perplessa del negoziante.
G.P. ripetè la domanda e le fu risposto che il Centro era chiuso da almeno cinque
anni. La donna replicò che era in cura da loro e che era stata lì solo una settimana
prima mentre l'uomo la osservava con sguardo incuriosito e spaventato.
Infastidita dall'atteggiamento del negoziante, uscì ed entrò nell'altro esercizio
pubblico adiacente, un bar. Chiese le medesime informazioni... ed ottenne le
stesse risposte.
Pensando che la ragione la stesse abbandonando si confidò con la figlia che
le consigliò di analizzare le fatture che le avevano rilasciato ad ogni prestazione
terapica. Ma certo! Aveva una prova fisica che non si era sognata tutto.
Aprì lo scrittoio dove conservava tali documenti e si rese conto che tali fatture
erano bianche, non compilate.
Tuttora G.P. è convinta di aver vissuto un'esperienza reale, anche se non riesce
a spiegarsela.
Mi sembra utile sottolineare alcuni punti riguardanti la protagonista di questa
bizzarra vicenda per rimarcare l'attendibilità della testimonianza.
G.P. all'epoca degli accadimenti aveva circa quarant'anni ed a parte il problema
vertebrale di cui soffriva non aveva disturbi di natura fisica o psichica manifesti..Al
contrario, è tuttora nota per la sua obiettività e capacità di esaminare i fatti.
Laureata, benestante ed originaria di Vicenza, non presenta evidenti retaggi
superstiziosi.
Lo
sviluppo della vicenda può indubbiamente rammentare diversi casi analoghi, primo
fra tutti quello citato da Charles Berlitz in "World of strange phenomena" a
proposito di un albergo francese e in cui si possono ravvisare inquietanti similitudini.In
sintesi…
Nel 1979 due coppie inglesi, Geoff e Pauline Simpson e Len e Cynthia Sisby,
stavano attraversando la Francia per raggiungere la Spagna, dove intendevano
trascorrere le vacanze. Cercando un luogo dove trascorrere la notte, imboccarono
una strada al cui inizio si trovava un manifesto di un circo (è un elemento
importante, poi vedremo perchè) ed infine trovarono un albergo che li potesse
ospitare. L'ambiente aveva qualcosa di "particolare" , non solo per la mancanza
di ascensori o telefoni.
Cenarono e passarono una notte piacevole nella medesima camera, spaziosa ma
dotata di "tubature antiquate".
La mattina seguente, dopo aver avuto un'abbondante colazione, decisero di ripartire.
Quindi chiesero il conto ma il prezzo richiesto era davvero irrisorio: solo
19 Franchi. Segnalarono l'errore al direttore il quale, dopo aver analizzato
la ricevuta, sostenne che era tutto corretto.
Chiesero ad alcuni gendarmi presenti nell'albergo e che indossavano una strana
uniforme delle informazioni riguardanti al modo migliore per raggiungere l'autostrada.
I tutori dell'ordine sembravano non capire cosa gli venisse chiesto e suggerirono
una vecchia arteria stradale. Controllando sulle carte topografiche, i quattro
inglesi individuarono una via più rapida e diretta rispetto a quella proposta
dai loro interlocutori, decisamente più lontana.
Trascorse le due settimane nella penisola iberica e dovendo transitare nuovamente
in Francia, decisero di fermarsi nuovamente in quel particolare ma convenientissimo
albergo. Individuarono la strada ed addirittura il manifesto del circo che aveva
attirato l'attenzione all'inizio di tutta la vicenda… Ma dell'albergo nessuna
traccia. Dopo aver percorso diverse volte il tratto di strada si arresero e
passarono la notte in un motel a Lione, spendendo 247 Franchi.
Ma esisteva davvero quell'albergo fuori dal tempo? Le fotografie scattate al
suo interno dagli inglesi non erano presenti, anche se la perforazione del rullino
appariva danneggiata proprio a metà, dove si sarebbero dovute trovare tali scatti.
Quasi che la macchina fotografica avesse cercato di riavvolgere la pellicola.
In seguito scoprirono che le uniformi indossate dai gendarmi incontrati risalivano
ad un periodo precedente al 1905.
Anche sotto ipnosi il racconto dei protagonisti non cambiò ed alla perplessità
dello scrittore Randles sul fatto che il direttore avesse accettato le banconote
senza stupirsi o che i gendarmi non si fossero sorpresi a causa della loro automobile
e dei loro abiti "moderni" la risposta laconica di Geoff fu "Noi abbiamo la
certezza che sia accaduto".
Ma
ritorniamo a ciò che è accaduto a Milano ed analizziamo con cura gli elementi
a disposizione.
Il luogo descritto da G.P. esiste fisicamente anche se non è più adibito ad
ambulatorio. Inoltre, l'attonita protagonista di questa bizzarra esperienza
non si è mai contraddetta e non ha mai arricchito il suo resoconto con nuovi
particolari, cosa che avrebbe denotato una certa forma di mitomania svilendo
quindi la testimonianza. Al contrario, è rimasta ferma nelle sue convinzioni.
Certo, si è rifiutata di sottoporsi a tecniche regressive d'ipnosi ma la spiegazione
è piuttosto semplice… Essendo una persona dalla logica inoppugnabile ha preferito
evitare un approccio che le avrebbe potuto causare uno scompenso emotivo.
La spiegazione più semplicistica, in base al sempre più inflazionato "rasoio
di Occam" (secondo il filosofo Guglielmo da Occam, tra due possibilità quella
corretta è sempre la più lineare) è che la signora G.P. abbia vissuto un'allucinazione
"localizzata". Il ricordo delle sedute terapeutiche avvenute anni prima causava
tale perverso meccanismo e la signora G.P. trascorreva un'ora in catarsi estatica
davanti alla polverosa porta di ciò che era stato l'ambulatorio. Ma quale meccanismo
l'aveva allora fatta rinsavire? Personalmente non credo a questa ipotesi, anche
se è più accettabile. Si potrebbe rivelare un errore.
L'ipotesi di un varco dimensionale non sarebbe da escludere a priori… Senza
smarrirci nelle teorie che suppongono l'esistenza di infiniti universi paralleli
ma accettando il fatto che lo spazio-tempo sia un susseguirsi di "fotogrammi",
quasi fosse un filmato, non potrebbe essere accaduto che G.P. abbia varcato
una sorta di "soglia" e vissuto un evento passato modificandolo? Perché è un
fatto dimostrato che in queste cinque sedute al limite dell'incredibile la protagonista
di questa vicenda abbia risolto in parte i suoi problemi fisici.
Forse si è trattato di spettri o Doppelganger residui… Ognuno può sviluppare
una sua precisa e personale visione della cosa…
Si potrebbe anche parlare di Autosuggestione… Ma se per questa volta Guglielmo
da Occam si fosse sbagliato?
La
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