CONTRO
IL NEO-ANTROPOCENTRISMO ACCADEMICO
La
Terra non è unica!

"Ci volle meno di un'ora per fabbricare gli atomi, occorsero alcune centinaia
di milioni di anni per fare le stelle ed i pianeti, ma tre miliardi di anni per
fare l'uomo!"
George Gamow (fisico statunitense).
Fino a pochi anni fa la stragrande maggioranza degli scienziati era orientata verso la teoria che la Terra non fosse l'unica "micro-porzione" di universo dove si e' sviluppata la vita.
L'uscita di "Rare Earth" ha rinvigorito l'antropocentrismo scettico e determinista degli ambienti accademici più dogmatici e conservatori. Ma quanto tale approccio risulta in effetti fondato? Ward e Brownlee ammettono che la vita si è sviluppata molto in fretta sulla Terra, partendo da organismi elementari che poi hanno portato all'uomo, e dichiarano che tali condizioni "primordiali" (organismi elementari) possano essersi sviluppate in altri pianeti, ma insistono nell'affermare che l'evoluzione degli organismi terrestri che hanno portato poi alla nascita di piante e animali è il risultato di "una particolarissima se non unica sequenza di eventi"; ma non spiegano alcuni eventi che hanno interessato la storia dell'evoluzione della specie umana sulla Terra e che ci fanno trovare di fronte a dei buchi, veri e propri anelli mancanti della catena evolutiva umana, che farebbero pensare piuttosto ad un'interferenza esterna alla Terra.
Vediamo di analizzare alcuni di questi fattori che hanno permesso alla Terra di vedere uno sviluppo evolutivo così rapido e complesso e cerchiamo di capire se ciò' è un fattore peculiare del solo pianeta Terra, in modo da valutare e giustificare l'attendibilità di questo neo-antropocentrismo scaturente dal semplice fatto che la Terra è l'unico corpo celeste sul quale sia inequivocabilmente accertata la presenza di vita.
Giove, continuano i due docenti, segue un'orbita abbastanza distante dalla
Terra e non permette a nessun corpo celeste, dei tanti che fluttuano intorno
al Sistema Solare, di cadere su quest'ultima deviandone il cammino grazie anche
alla sua grandezza.
In poche parole, se Giove possedesse un'orbita diversa da quella attuale, i
corpi celesti (che attualmente vengono deviati in una traiettoria lontana dalla
Terra) potrebbero pericolosamente avvicinarsi al nostro pianeta con la conseguente
causa di frequenti impatti e quindi l'estinzione di ogni forma di vita vegetale
ed animale. La presenza del pianeta Giove e' stata determinante per il nostro
sviluppo e la nostra evoluzione, senza dubbio.
Teniamo a precisare che, da quando c'è stato l'avvento dei computers e di Internet,
l'informazione viaggia in modo più veloce e, cosa più importante, non vi sono
censure (come quelle presenti in TV o nella carta stampata) e vengono veicolate
molte più notizie con espressioni di pensiero estremamente diverse fra loro.
In questi ultimi tre anni abbiamo però visto molti asteroidi sfiorare pericolosamente
la Terra senza che Giove - o altri fattori - ne abbiano potuto deviare il cammino;
solo la casualità ha voluto che non avvenisse l'irreparabile e temuto "Armageddon"!
Ultimo, ma non in ordine di importanza, va considerato quanto detto sul fattore "posizione" all'interno della Galassia.

Ma cos'e' un'eccezione? "SS 433 " e' uno straordinario oggetto extragalattico, che all'epoca della scoperta sembrava essere dotato delle caratteristiche specifiche dei quasar.

Peter D.Ward e Donald Brownlee passano al setaccio diverse discipline, tra le quali geologia, paleontologia e astrofisica, allo scopo di provare che la vita animale non possa essersi sviluppata al di fuori del pianeta Terra. Da quanto sopra esposto risulta evidente che tale tesi lascia molto a desiderare, in quanto, é inaccettabile pensare che in pianeti extraterrestri si siano sviluppate ed esistano "monocolture" di organismi non complessi.
Evidentemente, il problema si pone solo se consideriamo come standard universale i meccanismi vitali e di evoluzione terrestre. Nessuno può però affermare che la Terra rappresenti il "biotopo perfetto", e non possiamo quindi scartare l'ipotesi che in qualche regione dell'universo esista un biotopo che - partendo dagli standard universali da noi conosciuti - ubbidisca a delle leggi evolutive differenti e maggiormente propizie per ospitare la vita! In effetti, "quando è necessario un salto per superare l'ostacolo, camminare non serve a nulla...".
La
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