
di G. Luzzini
Tra i fenomeni
fisici più sinistramente inspiegabili vi è quello definito HSC (Human spontaneous
combustion, autocombustione umana), che vede come vittime individui del tutto
normali i quali, improvvisamente, prendono fuoco senza apparenti interventi
esterni.
Spesso questa raccapricciante manifestazione viene associata ai casi di Poltergeist
(termine tedesco, ormai utilizzato convenzionalmente in tutto il mondo, che
significa "Spirito fracassone") , cioè quell'insieme di fenomeni che oltrepassano
le conosciute leggi fisiche (cadute e spostamenti di oggetti senza apporti esterni,
agghiaccianti ed improvvisi rumori, incendi misteriosi...) e che possono verificarsi
in un luogo anche per lungo tempo. Le spiegazioni più accreditate riguardanti
il Poltergeist parlano di un'entità spiritica vera e propria oppure di conflitti
interni in un adolescente (elemento pressochè comune in tutti i casi di questo
genere) che attivano sconosciute ed incontrollabili "energie". Ma ritorniamo
all'argomento di poc'anzi...
Un caso di
autocombustione umana in presenza di testimoni è accaduto presso l'Istituto
Tecnico Hilton di Widnes, nel Cheshire. La malcapitata protagonista, Jacqueline
Fitzsimons, ha preso fuoco davanti alle attonite compagne con le quali stava
conversando. Ben sette persone, che assistettero all'episodio, sostennero l'assenza
di una razionale spiegazione per le fiamme sprigionatosi dalla ragazza. Jacqueline,
malgrado il rapido intervento delle amiche che soffocarono l'incendio che la
devastava e le cure intensive a cui fu poi sottoposta, spirò dopo due settimane.
E' possibile
collegare le modalità di questo fatto ad un altro incredibile fenomeno, anche
se apparentemente di altra natura. Jennifer Morgan, del Missouri, era in grado
di emettere pericolose scintille ad alta tensione tra lei e chi le si avvicinava.
Forse, in alcuni soggetti, energie sconosciute all'interno del corpo umano sono
in grado di produrre corrente elettrica? Se ciò fosse possibile, non si
potrebbe parlare per Jacqueline Fitzsimons di "corto circuito"?
L'ipotesi è certamente azzardata ed a molti può apparire estremamente fantasiosa
ma anche le supposizioni di sedicenti esperti non forniscono una soluzione plausibile,
"reale".
In tempi passati,
gli studiosi del fenomeno avevano supposto una reazione causata dall'abuso di
alcool (alcune vittime dell'autocombustione erano però astemie), di fortuiti
incendi, magari causati da sigarette dimenticate accese (ma, evidentemente,
nel caso di Jacqueline non è possibile che le cose siano andate così...).
Particolarmente famoso fu il caso riguardante il signor Bentley di Coudersport,
avvenuto nel 1966. L'uomo fu trovato in casa sua, ridotto in un mucchio di cenere.
Delle sue spoglie mortali era rimasto solo un piede. Ogni altra cosa presente
nell'ambiente però era rimasta intatta. Ed è questa una caratteristica terrificante
del fenomeno. il corpo brucia come se fosse stato esposto ad una temperatura
di 5000 gradi Fahrenheit, ma gli oggetti che vengono a trovarsi nelle immediate
vicinanze subiscono danni di lieve entità.
Anche nel caso di presunta autocombustione avvenuto il 2 luglio 1951 in Florida
e di cui fu vittima Mary Reeser la scena presentava cenere e parti ridotte di
un corpo umano mentre l'appartamento era quasi intatto ed i danni erano circoscritti.
L'immagine qui sotto illustra tale ritrovamento.

Alcuni parapsicologi sostengono l'ipotesi dell'omicidio non convenzionale ad opera di individui in grado di provocare incendi solo con la forza del pensiero (pirocinesi, cioè la capacità di generare e controllare il fuoco senza apparenti spiegazioni fisiche). Può esser un ipotesi valida come le altre: pare, ad esempio, che una bambina, Wanet Willey, fosse in grado di scatenare incendi esclusivamente con la volontà. Altri studiosi del fenomeno ipotizzano l'intervento di entità soprannaturali o a1iene dagli indubbi intenti malvagi.
Una spiegazione
per alcuni casi di autocombustione può essere il cosiddetto "Effetto Candela".
Un uomo vestito, infatti, è una specie di candela al rovescio. Gli indumenti
fanno da "stoppino" ed il fuoco viene alimentato dal grasso corporeo. Una scintilla,
un tizzone, un fiammifero può scatenare l'irreparabile. Ma tale "rassicurante"
analisi scientifica non riesce ad essere soddisfacente per tutta la casistica.
I testimoni di queso fenomeno sostengono che dal corpo delle vittime si sprigioni
una fiamma blu. La cosa non è da sottovalutare poiché sottolineerebbe la presenza
di gas metano. E' importante rilevare anche che l'acqua non soffoca queste misteriose
fiamme ma le alimenta, come se fosse presente all'interno del fuoco titanio
o magnesio. Quest'ultimo, presente anche nel corpo umano, crea una fiamma intensa
e, a contatto con l'acqua, libera idrogeno gassoso, pericolosamente infiammabile.
Nessuno però è ancora riuscito a fornire un'esauriente e convincente soluzione
del macabro mistero.
Un altro caso inspiegabile e ricollegabile al fenomeno dell'autocombustione umana riguarda il noto sensitivo Matthew Manning e risale al 1971.Mentre stava leggendo, l'uomo aveva avvertito un intenso odore di bruciato. Si accorse immediatamente che sotto ai suoi piedi la stuoia aveva preso fuoco per un area di quindici centimetri. Il sensitivo intervenne rapidamente e Subito spense il misterioso incendio che si era generato. In questo particolare caso, il soggetto era estremamente dotato sotto un punto di vista paranormale.
La documentazione che riguarda l'autocombustione umana non è ben accertata e a causa di questo non si sono potute condurre indagini scientifiche attendibili. Chissà, forse entrano davvero in gioco energie assopite e dimenticate dall'uomo.
La
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