CROP
CIRCLES... E LA SCIENZA?
di
C. Scuderi
Esiste un principio, noto
come "Rasoio di Occam", che dice: se due teorie espongono ugualmente bene i
fatti, la teoria più semplice e' quella da preferirsi. Negli anni '80 il fenomeno
balzo nelle prime pagine dei giornali grazie al ricercatore Pat Delgado (un
ingegnere inglese) che denunciando tale fenomeno lancio una sfida agli scienziati
di tutto il mondo: "Trovate una spiegazione logica di questo fenomeno".
Questo cominciò a richiamare
l'attenzione di ricercatori e personaggi mistici. Fu a questo punto che il
mistero si estendeva a livello mondiale, infatti Delgado inizio a ricevere immagini
da tutto il mondo con tanto di documentazione ed analisi approfondite. Quindi
era evidente, a quel punto, che tutto il mondo era interessato da questo strano
fenomeno e non era un'esclusiva della Gran Bretagna!
La domanda sorge spontanea:
perché si formano questi pittogrammi? E come? Nel 1991, sul noto quotidiano
inglese Today, apparvero le dichiarazioni di due eccentrici sessantenni che
si proclamavano artefici di quelle opere d'arte, una notizia clamorosa che metteva
perciò fine al mistero. La realizzazione dei crop sarebbe avvenuta mediante
un semplice sistema di corde e bastoni in modo da formare una sorta di "compasso". Ma allora chi realizza effettivamente
questi pittogrammi? E' comodo assegnare ad una matrice umana tale fenomeno,
senza crearsi il problema o avere il timore d'essere di fronte ad un fenomeno
sconosciuto di cui si ignora la reale natura. Molte teorie sono state fatte
per avvalorare la tesi del fenomeno naturale ma nessuna soddisfa a fondo i ricercatori.
Il ricercatore W.C. Levengood
sostiene di aver rilevato delle modificazioni anatomiche nelle piante che si
trovano all'interno dei cerchi e quindi scarta l'ipotesi dell' origine umana
dei cerchi avvalorando quanto sostenuto da Terence Meaden, secondo cui i crop
circles sarebbero originati da vortici di plasma. Levengood avvalora ulteriormente
le ipotesi di Meaden, riscontrando in alcuni crop della polvere di ossido di
ferro di origine meteorica. Lui sostenne che delle meteoriti, entrate nella
nostra atmosfera, si sarebbero polverizzate formando i vortici di plasma. Questo
sarebbe possibile solo per i cerchi nel grano "semplici", mentre quelli complessi
(pensava Meaden) erano degli artefatti riprodotti dall' uomo. Una nuova quanto bizzarra
teoria vorrebbe attribuire le cause della formazione di tali pittogrammi a fantomatiche
onde elettromagnetiche che, provenienti dai ripetitori, confluirebbero in modo
anomalo tutti nello stesso punto causando l'appiattimento del grano con le relative
anomalie chimico/fisiche. A questa nuova quanto assurda teoria, in qualità di
"addetto ai lavori" nel campo delle telecomunicazioni mi sento di dire: "No
comment! Un qualsiasi mio collega si farebbe una gran risata... " .
Il dott. Meaden descrive
circa 100 cerchi scoperti prima del 1980; "Questi cerchi apparivano nei campi
sin da quando ero bambino. Eravamo soliti giocare al loro interno, era divertente.
Si ripresentavano quasi tutti gli anni. E improvvisamente si e' sollevata tutta
questa attenzione nei loro confronti", rivelazione di un anziano signore ad
Eltjo Haselhoff ed incontrato ad Avebury nel 1999. E' plausibile pensare che
questo misterioso fenomeno sia da attribuire ad una matrice umana; ma se "sbirciamo"
a fondo nelle ricerche fatte dagli studiosi, emergono alcuni aspetti e notiamo
alcune caratteristiche che escludono categoricamente l'intervento dell'uomo!
Un esempio è il cerchio negli alberi documentato dal ricercatore ceco Peter
Novak nel 1994. Esso consisteva in un cerchio di 10 metri di diametro formato
da alberi adulti piegati fino a 90 gradi . Una cosa simile accadde nel 1998
a Butte (Montana - USA) dove alcuni pini che ricoprivano 150 acri di terra furono
completamente schiacciati al suolo. Strano che nessuna tempesta fu registrata
in quei giorni in entrambi i casi. Nel luglio del 1998 la ricercatrice
olandese Janet Ossebaard si trovò di fronte ad un nuovo mistero; analizzando
un cerchio notò che al suo interno vi erano molte mosche morte con il rostro
attaccato alle spighe , le ali e le zampe completamente distese come in preda
ad uno spasmo. La ricercatrice verificò se anche fuori dal crop erano presenti
degli insetti morti, ma non ne trovò ed escluse quindi l'utilizzo di pesticidi
come causa scatenante del fenomeno. Una piccola percentuale di mosche era ancora
viva ma sembrava "stordita", non appena liberata si riprese e volò via passati
pochi minuti! Altre caratteristiche interessanti
riscontrate all'interno di alcuni crop circles sono rappresentate dalla presenza
di sostanze anomale, concentrazioni inusuali di metalli rari, depositi di polveri
o gelatina. Un esempio potrebbe essere la polvere biancastra trovata nel 1996
in una formazione nei pressi di Zutphen (Olanda). Alcuni campioni furono inviati
al gruppo di ricerca BLT (USA) e ai laboratori di ricerca della Philips che
riscontrarono ed identificarono quella sostanza in Biossido di silicio (SiO2).
Fin qui nulla di strano, se non che, analizzato al microscopio, il biossido
di silicio si presentava nella sua forma cristallina perfettamente sferica.
Un altro dato da annoverare è che alcune sfere risultavano attaccate, come fuse
l'una all'altra; questo punto ci fa capire che la sua formazione e' stata causata
da altissime temperature. Quando i silicati vengono esposti ad alte temperature,
dopo il raffreddamento non si presentano mai sotto la loro forma cristallina
(a sfera) ma sotto una forma amorfa! Nel 1994 Levengood divulgo
una sua nuova scoperta sulle anomalie riscontrate nei crop circle: le piante
all'interno dei cerchi presentavano un anomalo rigonfiamento dei nodi (e conseguente
allungamento). I nodi, che agiscono come un legamento, permettono alle piante
di risollevarsi da un eventuale piegamento al suolo dovuto al vento o al passaggio
di animali. Su esperimenti eseguiti fuori dai crop, risulta che effettivamente
si ha un allungamento spontaneo dei nodi pari al 20% della loro lunghezza originaria
(verificabile). Quindi nulla di strano trovare questo allungamento dei nodi
anche sugli steli all'interno dei crop, stranamente l'allungamento c'è ma arriva
fino al 100% della lunghezza originaria del nodo! Ancor più strano che, questa
crescita anomala, risulta crescente in modo graduale, partendo dalla parte più
esterna fino ad arrivare proprio al centro del cerchio dove si ha l'allungamento
maggiore dei nodi. Possiamo concludere, suggerendo
a quanti hanno sparato a zero sul fenomeno, dicendo che solo chi ha letto tutto
ciò che c'era da leggere e chi ha visitato, analizzato e verificato un numero
considerevole di crop circles, può esprimere giudizi. La
Soglia Oscura - http://www.sogliaoscura.org

Albert Einstein espone tale tesi in modo più chiaro: "Ogni teoria dovrebbe
essere la più semplice possibile, senza divenire semplicistica.".
Quello che leggerete di seguito non vuole dimostrare l'ipotesi non terrestre
del fenomeno dei crop circle, ma il modo superficiale con cui la scienza ufficiale
ha "studiato" il fenomeno fino ad oggi.
Una delle testimonianze più antiche che racconta la formazione di un crop circles
risale al 1678 "The Mowing Devil"; sul finire dell'agosto di quell'anno nei
pressi di Hertfordshire (Inghilterra) apparvero in un campo di avena dei cerchi
nel grano. A quel tempo considerarono il fenomeno come opera del demonio che
"disdegnando di mietere in modo tradizionale, aveva falciato le piante in precisi
cerchi sistemando ogni stelo con tale precisione che per un uomo ci sarebbe
voluta tutta la vita per fare il lavoro che era stato portato a termine in una
sola notte".
Una tavoletta risalente al medioevo riporterebbe la formazione di crop circles
durante l'invocazione di un sacerdote Druida, quindi non mi sorprenderebbe la
prossima scoperta di testimonianze datate prima di Cristo.
Un ingegnere elettrotecnico, Colin Andrews, inizio a collaborare con Delgado
catalogando tutti i crop circles che comparivano misteriosamente. Molti altri
studiosi si unirono e collaborarono con Delgado, che nel frattempo aveva fondato
il Center for Crop Circles Study.
Ci sono testimonianze di piloti ed elicotteristi alquanto straordinarie: "In
alcuni casi, sorvolando i crop la bussola del velivolo va fuori fase, segno
di anomalie nel campo magnetico. I crop compaiono anche di giorno: voli su un
campo e non vedi nulla. Torni dopo cinque minuti e trovi un nuovo crop."
Altri piloti hanno affermato di aver notato delle sfere luminose, di origine
non identificata, sorvolare i campi e formare questi crop e qualcun altro, confermando
questa testimonianza, l'arricchisce di particolari interessanti: "Queste
sfere formano il crop e poi spariscono, i campi sono sorvolati in tempi successivi
da queste sfere che aggiungono particolari alla figura già esistente."
Secondo il ricercatore Michael Hesemann, solo una piccola parte dei crop erano
da attribuire ad una matrice umana, in quanto l'ampia documentazione in possesso
dei ricercatori dimostrava un intervento non terrestre.
Da sottolineare che dopo la dichiarazione resa al Today da Bower e Chorley,
la BBC ha chiesto ai due di realizzare un cerchio sotto l'occhio delle telecamere.
Il risultato che riuscirono ad ottenere fu un pittogramma di modestissime dimensioni
con un cerchio centrale circondato da quattro più piccoli in un tempo di 45
minuti. Questo pittogramma, ad occhio nudo, appariva rudimentale con delle circonferenze
imperfette e gli steli sfrangiati (ricordo che nei crop ritenuti "autentici"
gli steli risultano piegati a 2/3 centimetri dal suolo e mai sfrangiati o maltrattati),
non vi erano rapporti matematici fra i vari cerchi e se leggiamo i teoremi enunciati
da Hawkins sui rapporti diatonici, comprendiamo facilmente che i due "bontemponi"
non avevano realizzato i pittogrammi di cui si assunsero la paternità.
Inoltre, Bower e Chorley avrebbero confessato ad Haselhoff ed Andrew (ma solo
in privato, rifiutando di dichiararlo pubblicamente) che loro erano gli artefici
di una piccola parte dei crop apparsi e di averli costruiti per imitare il fenomeno!
Ormai è appurato che i due "vecchietti" inglesi, Dave Chorley e Doug Bower,
che si proclamavano fautori dei cerchi nel grano, non ne sono i reali costruttori,
anche perché uno dei due é venuto a mancare ed i cerchi continuano a formarsi.
E' plausibile pensare che alcuni pittogrammi siano stati costruiti da loro,
ma da lì ad affermare che tutti i crop sono falsi e che loro sono riusciti a
costruirne diversi nella stessa notte ed in città diverse è ancor più straordinario
del mistero stesso!

Precisando che, vortici di plasma formatisi spontaneamente nell'atmosfera fino
ad ora non sono mai stati individuati e che i gas non "conoscono" la geometria,
posso aggiungere che quanto detto da Meaden poteva aver valenza se le anomalie
genetiche riscontrate nei cerchi semplici non fossero state presenti anche nei
pittogrammi complessi...
...dato che anche nei pittogrammi più complessi si riscontrano delle anomalie
genetiche, possiamo affermare che hanno la stessa origine di quelli più semplici,
si dimostra quindi che è qualcuno o qualcosa di intelligente a crearli e possiamo
quindi scartare totalmente anche la teoria dei vortici di plasma.
Due considerazioni:
1) Se prendiamo per buona l'affermazione del "testimone" ed ipotizziamo che
esso abbia un' età che va dai 60 ai 70 anni si evince che il fenomeno era diffuso
già negli anni '30.
2) Se di burla si tratta, chi avrebbe avuto interesse a montare questa burla
a quei tempi?
Qualcuno ha detto : "Circa la presunta confessione di Bower e Chorley, penso
sia lecito esprimere qualche dubbio. Possibile che i due pensionati abbiano
deciso di confessare proprio a due studiosi di "crop-circles" come Eltjo Haselhoff
e Colin Andrew che, guarda caso, sono tra i più accesi sostenitori dell'origine
non umana del fenomeno? Per quale motivo non lo avrebbero confessato a nessun
altro?".
A questo tipo di riflessione potrei rispondere: "Carissimo, sono sicuro che
ad uno scettico sia bastato che i due arzilli vecchietti dichiarassero di essere
i creatori dei crop, senza effettuare verifiche sulla veridicità di quanto dicevano"
(questo è il modo superficiale di operare in un'indagine quando si è convinti
che il testimone dice il vero? E come mai, quando si parla di avvalorare un
caso, si opera in modo diverso? Due pesi e due misure?); di contro, i due ricercatori,
essendo ovviamente interessati ad arrivare alla verità e smascherare l'eventuale
imbroglio dei due vecchietti, hanno effettuato una pressione maggiore con domande
di controllo, verificando le connessioni matematiche, le modalità di costruzione
con in dettaglio la linea di lavoro adottata, ecc...
Mi chiedo come mai Bower e Chorley non hanno nemmeno sconfessato tale dichiarazione,
e poi ancora, come mai i due anziani non hanno mai filmato i loro "capolavori"
in modo da avere una prova che "tagliasse la testa al toro" sull'origine umana
del fenomeno?
Penso che sia più lecito, a questo punto, esprimere i dubbi sulle loro affermazioni
pubbliche!

Una caratteristica interessante che si riscontra in alcune formazioni è la presenza
di una "barriera" di piante erette lungo le tramline ovvero i solchi lasciati
nel terreno dalle ruote dei trattori. Queste "barriere" hanno lunghezze variabili
ed arrivano a coprire fino a diverse centinaia di metri. Cosa ancor più straordinaria
e' il fatto che molti steli che affondano le radici appena oltre il margine
delle tramline si presentano appiattiti come tutti gli altri adagiandosi sopra
i solchi e passando attraverso la barriera di steli eretti!
Un'altra interessante caratteristica la possiamo trovare all'interno dei piccoli
cerchi che circondano, molto spesso, i pittogrammi più complessi.
Il diametro di questi cerchi è relativamente piccolo, circa 50 cm; nonostante
le dimensioni ridotte si possono riscontrare delle complesse opere d'arte, come
steli intrecciati a spirale tridimensionale con steli eretti al centro che vengono
chiamati "nidi di uccello". Ancor piu' interessante è che questi piccoli cerchi
appaiono spesso in luoghi impossibili da raggiungere a piedi senza lasciare
delle evidenti tracce nel terreno.
Furono prelevati alcuni insetti ed inviati ad un esperto del Museo di Storia
Naturale di Londra, per essere analizzati e riuscire a risalire alle cause della
morte. Si pensò che a causarne la morte era stato un fungo (Entomophtora muscae)
ma le analisi diedero esito negativo a questa e a tutte le possibili cause formulate.
Dopo le dichiarazioni di Janet Ossebaard, altri ricercatori osservarono lo stesso
fenomeno.
Ho letto da qualche parte, su internet, queste affermazioni: "Heltjo Haselhoff
nei suoi lavori, sostiene di aver rivelato un aumento della quantità di magnetite
(fino a 600 volte la concentrazione normale) all'interno dei "crop circles",
inoltre afferma che le piante all'interno dei cerchi mostrerebbero una maggiore
vitalità rispetto a quelle esterne".
Questo non è esattamente vero; Haselhoff non afferma che le piante all'interno
del cerchio sembrano più rinvigorite rispetto a quelle esterne.
Detto così si sminuisce un lavoro lungo e meticoloso che ha dato dei risultati
sorprendenti e riproducibili!
In biofisica i test di germinazione sono l'unità di misura per stabilire la
qualità del seme e quindi del raccolto. Era evidente che tali test andavano
effettuati anche nelle coltivazioni interessate da crop circles. I ricercatori
hanno fatto un'altra interessante scoperta: prelevando dei campioni di semi,
all'interno e all'esterno di svariati crops, hanno effettuato, per ogni campionatura,
dei test di germinazione per stabilirne la velocità di germinazione ed il tasso
di crescita delle giovani piante.
Il risultato di questi test (ne furono eseguiti a migliaia) rilevarono un'anomalia
biofisica che non può essere causata dall'uomo. Se un crop circles compare su
un raccolto non ancora giunto a maturazione, i semi non crescono più o si avrà
uno striminzito sviluppo delle piante. Di contro, se il crop compare quando
i semi sono giunti a maturazione, si ha l'effetto opposto; i semi che sembrano
rinvigoriti riusciranno a crescere anche 5 volte in più di quelli all'esterno
della formazione.
Haselhoff nel suo libro "La natura complessa dei cerchi nel grano" da una esauriente
spiegazione (corredata da grafici e foto) di come ha condotto questi test, di
come ha raccolto la campionatura e degli strumenti utilizzati per la misurazione;
invita anche i lettori che si trovano a scoprire un crop ad eseguire questi
controlli per verificare la natura non umana del cerchio in esame!
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