Blackout a Roma – di E. Mastrangelo

Non sei mai stata così bella, Roma,
pietrificato bosco di palazzi,
dei quali, scomparsa la vita elettrica,
non resta che il magnifico svettare.
Roma nel blackout, città morta!
t’avvolge il vero buio,
come da anni non esperimentavi.
Dalle tue strade nere
è scomparsa la luce:
esangue della linfa elettrica,
resti come la vittima d’un vampiro:
vie deserte, asciutte costruzioni,
puri volumi, imponenti come fossili,
lisce e levigate ossa dei titani.
Roma, così finora t’avevo solo sognata,
nei miei incubi migliori,
oscura ed avvolta da cenere radioattiva,
invasa, disfatta, abbattuta.
Macabro piacere
è vederti per un attimo morta,
qui innanzi a me,
come un Poe attonito
mirante i bianchi denti di Berenice.