Canto d’Inverno – di Gabriele Luzzini

E mi ritrovo sorpreso a rimirar le stelle
Mentre il vento indomito graffia e spazza
nubi dense, sfiorando la mia corazza
che da tempo ha sostituito la pelle.

Il Solstizio d’inverno è ormai passato
E qualche animo in dubbio ha redento
Mentre per altri c’è solo sgomento
Gocce d’acre fiele, bevute d’un fiato.

Eppure io credo ancora nel sentiero
Che di nuovo m’invita a proseguire
Passo dopo passo e spesso a dissentire
Con chi ha barattato istinto e pensiero.

Fiocchi d’eterea neve scendono piano
E mi accorgo di non vedere più le orme
Ora tutto è cheto, anche la luce dorme
Mentre la volontà mi spinge lontano.

E dileggio quegli sguardi smorti e vacui
Di chi rinuncia alla propria essenza
Condannandosi ad elusiva presenza,
Solo fioche luci di fuochi fatu