Category La Soglia dell’Arte

Haunted Buzzati, le segrete paure di Dino Buzzati – di Davide Rosso

Buzzati fantastiqueur, pasticheur di stili, dìablerìe alla Buzzati.

Nella nostra ricerca sul fantastico nella letteratura italiana, non può mancare un approfondimento su uno scrittore così ingombrante. Autore facile? Per bambini? Trascurato? Eccessivamente rivalutato? Buzzati è stato, dagli anni ’30 fino agli inizi degli anni ’70 l’autore che più di tutti ha indagato i topoi della tradizione fantastica. I suoi racconti, oggi, possono apparire dei pezzi d’antiquariato dove il perturbante veste i panni moderni dell’Italia del dopoguerra, in particolare quella investita dal Boom economico degli anni ’50.

In questo articolo vorrei indagare il Buzzati maggiormente di genere, quello horror o fantascientifico, basandomi prevalentemente sulla sua narrativa breve, a partire dalla prima raccolta del 1942, uscita in anni – come sottolinea bene Fausto Gianfranceschi nell’introduzione agli Oscar Mondadori – tra i più ideologizzati della cultura italiana, dominati da correnti neorealiste, strutturaliste.

In molti studi critici Buzzati è stato accostato a vari scrittori di genere, in particolare si sono fatti i nomi di Hoffmann, Poe, Nodier, James, Wilde, Bierce, Kafka, insistendo su quest’ultimo.

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Cristina Regis (Autori sulla Soglia)

BIOGRAFIA:
Cristina Regis nasce a Biella il 04/11/1976. Attualmente risiede vicino a Cuneo.
Già in tenera età si dissocia dal pensiero comune, e invece di trovar diletto nelle bambole, si diverte ad osservare i compagni e giocare a leggere nella loro mente, colleziona pietre dalla quale trae energia, ed ha piacere nel passeggiare in montagna ascoltando la natura, che sente a lei vicina e sostanzialmente…SENTE.
La prima esperienza col par...

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La risposta giusta – di Gabriele Luzzini

«Sto selezionando una persona adeguata all’incarico… Lei non è il primo e pertanto non cerchi di impressionarmi. Sia solo sincero…» esordì bruscamente l’uomo in doppiopetto e dal volto malaticcio, mollemente adagiato sulla poltrona dietro la scrivania mentre si accarezzava la barba brizzolata.
Arturo Mainoni non riusciva distogliere lo sguardo dall’espressione determinata dall’uomo...

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Simona Giaveri (Autori sulla Soglia)

BIOGRAFIA:
Simona Giaveri nata a Vizzolo Predabissi l’11 novembre 1975. Cresciuta a Melegnano, ma poi ho vissuto a Milano dove praticamente passo le mie giornate tutt’ora.
Da sempre sono stata attratta dall’occulto in ogni sua forma. Fin da bambina ho sempre percepito la presenza di qualcosa intorno a me che andava oltre la realtà e di ciò che si vedeva.
Fino da piccola ho il dono dei sogni, ossia li vivo in prima persona e come se f...

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Italia magica & necrofila – di Davide Rosso

Bilancio critico sui “capolavori” dei “Racconti di Dracula” (e il gotico italiano)

Torniamo a occuparci della collana “I racconti di Dracula”, sorta di Weird Tales all’amatriciana.

Cogliamo l’occasione per leggere alcuni dei primi romanzi della serie (oggi difficilmente reperibili se non attraverso le sorvegliate e limitate ristampe della Dagon press di Pietro Guariello con l’aiuto filologico del collezionista Sergio Bissoli) e cerchiamo di trarre un bilancio critico di questo peculiare fantastico italiano.

Brevemente diremo che “I racconti di Dracula” uscirono nelle edicole italiane nel 1959 e continuarono fino al 1981. L’editore, la ERP, apparteneva al barone Cantarella, nobile siciliano che prima aveva iniziato a muoversi nel cinema, poi era passato al boom della narrativa popolare, in quegli anni al culmine. Cantarella non editava solo i Dracula, bensì anche molte altre collane, offrendo storie di guerra, spionaggio, rifacimenti della narrativa hard boiled americana. Gli scrittori dei Dracula erano tutti italiani, celati sotto pseudonimi anglofoni, un po’ come i registi degli spaghetti western. Molti di questi erano alle prime armi e accettavano il compenso dell’editore (circa 50 mila lire dell’epoca in contanti e non era poco per un centinaio di cartelle!) per aumentare le entrate mensili: tra di loro abbiamo un giudice, un medico, uno psichiatra, un militare di carriera, un giornalista, gente senza troppe ambizioni letterarie. Quasi tutti si vergognavano di quei romanzetti (scritti velocemente ai margini della vita lavorativa e famigliare, senza riletture o scalette e tantomeno editing particolari) e, negli anni, hanno cercato di far perdere le loro tracce. Si trattava insomma di “negri” della macchina da scrivere, mercenari pronti a tutto pur di raggranellare un po’ di quattrini e non certo di fini intellettuali animati da propositi artistici.

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The Nun, la vocazione del Male – Recensione di Elisabetta Davanzo

Spin off della saga di “The Conjuring”, il film diretto da Corin Hardy rivela le origini del demone Valak che in “The Cojuring-Il caso Enfield” perseguita Lorraine Warren.
La vicenda è ambientata nel 1952 nel Monastero di Cârţa, in Romania, dove due suore vengono attaccate da un potente demone nel tentativo di recuperare e proteggere una reliquia cristiana.
Il Vaticano incarica Padre Burke e una giovane novizia, Suor Irene, di ind...

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‘Una Storia dell’Orrore Italiana’ Di Paolo Prevedoni – Recensione di Simone Dellera

Una Grande Perla Nera!!!
Premetto che è sempre un piacere poter leggere romanzi d’Orrore, come in questo caso, di Autori nostrani… ma soprattutto con ambientazioni “locali”, piuttosto che relegare tali storie in un ambiente estero che ormai è diventato, per quanto mi riguarda, solamente un inutile cliché! Ricordo che il nostro Stivale è veramente ricco di folclore, cui poter attingere per scrivere ottime storie.
Interessante sin d...

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Il buco nero alla fine del Continuum: letteratura e cronaca nera – di Davide Rosso

Nonostante l’età d’oro della cronaca nera (in particolare quella legata agli omicidi seriali) trovi le sue radici negli anni ’80, dopo la lunga stagione del terrorismo stragista europeo, mai come in questi ultimi anni i media sembrano aver affinato le armi di una narrazione totale (penso in particolare ad una trasmissione artefatta come Quarto Grado, ripensata esteticamente da Gianluigi Nuzzi) capace di ibridare i linguaggi e mescolare tra di loro i differenti casi criminali, fino a formare una sorta di ipertesto dell’inquietudine e della morbosità, sorta di contraltare e deriva di questa società virtuale. Chi critica la cronaca nera lo fa dicendo che i crimini (ad esempio in Italia) sono molto diminuiti negli ultimi trent’anni e che non sono certo delitti mediatici come quelli di Avetrana, di Yara o Garlasco a spostarne la percentuale. Dunque? La cronaca nera è stato un termometro politico spesso utilizzato dai vari partiti per rinfocolare paure, razzismi e pregiudizi? Certo. Eppure la cronaca, con la sua abbondanza di particolari, psicologi, criminologi, esperti forensi e set televisivi ipertecnologici sembra smarcarsi dai dati della realtà per scivolare in un monologo accattivante e seducente che si rivolge un po’ a tutti e a nessuno, a destinatari dal basso profilo culturale, agli anziani, agli emarginati, a chiunque senta il bisogno di esorcizzare con la spettacolarizzazione il proprio dolore e quello del mondo.

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Specchio Magico – di Vittoria Cacciapaglia

Vi vedo uomini e donne
Nudi senza pelle;
Il lenzuolo vi copre a malapena le ferite
Freddo quel letto dove non c’è il sogno;
Sangue cola dalle membra invisibili
Macchia i vestiti di liquidi seminali;
E lì che arriva l’Angelo della Notte
Di nero vestita come alito di caldo infernale
Con ali dipinte di rosso;
Vi soffierà il suo alito infernale,
Vi succhierà l’Anima,
Nessuno può resisterle,
Tutti strisciano al suo cospetto,
Tossici pe...

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Cartoline immaginarie da Monte Magro (omaggio a H.P.Lovecraft e Thomas Ligotti) * 2° Parte – di Davide Rosso

Questa è la seconda parte dell’Album fotografico

Per visionare la prima parte e conoscere qualche dettaglio sul luogo e sulla realizzazione clicca qui: Cartoline Immaginarie da Monte Magro – 1° parte

(2° SET da 9 FOTOGRAFIE)


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