Category Monografie

Beckett & la science fiction – di Davide Rosso

Una delle dimensioni meno studiate in Beckett è proprio quella fantastica. Dimensione evidente e di non secondaria importanza all’interno della sua produzione in prosa: tra il 1964 e il 1973, infatti, il drammaturgo di Godot scrive delle prose (alcune fulminanti, altre più lunghe ed elaborate) che non possono sentirsi estranee a una sensibilità di genere che mescola la scientificità (dei numeri, delle misurazioni) al fantastico puro dell’immaginazione.

In queste short proses sci-fi sono importanti i suoni (le descrizioni dei), gli odori (la percezione degli) e la vista, spesso deficitaria rispetto all’udito o al tatto.

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Le tentazioni dell’Occulto – di Davide Rosso

scienza ed esoterismo nel cinema gotico (inglese)

Nel rileggere un bellissimo lavoro di Germana Parenti ho immaginato di abbinarlo al cinema gotico che, più di altri, ha saputo – giocando in casa – inscenare l’800 (vittoriano) con le sue contraddizioni, soprattutto quelle tra la scienza e il suo doppio, ossia tutte quelle manifestazioni di occulto, fantastique, quindi il cinema gotico inglese degli anni ’60 e ’70. Citerò comunque anche dei film americani (e in un caso obbligatorio una pellicola celeberrima tedesca) che mi pare si prestino agevolmente alle forzature del discorso.

Dunque.
Il Secolo XIX vede fare passi da gigante alle scienze. Naturalismo, evoluzionismo, positivismo, sono tutte correnti che occupano un posto centrale negli studi dell’Ottocento e formano una mentalità (almeno nelle classi agiate) più rigorosa, in linea coi progressi anatomo-fisiologici del mondo.

Nonostante le certezze evoluzionistiche, i gentiluomini del XIX non riescono mai a liberarsi del tutto dall’idea spaventosa della fine e dal problema di certificare o meno un’esistenza oltre la morte.

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interZonE, polizia nova, Ah-Pook, impiccagioni & eiaculazioni in William S. Burroughs – di Davide Rosso

Autore tra i più radicali e originali del panorama sci-fi degli anni ’60 e ’70, William Burroughs ha sempre goduto, strano a dirsi, di una buona fortuna editoriale in Italia; dapprima tradotto per i tipi della SugarCo, oggi lo scrittore americano è entrato definitivamente nel pantheon della case editrice Adelphi di Milano.

Il suo libro più conosciuto è quel Pasto Nudo, trasposto sullo schermo da David Cronenberg, il regista della nuova carne anni ’80.

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Il mastino di Culann, il furore dell’animo celtico – di Daniele Bello

Cu Chulain uccide il mastino di Culann

La mitologia celtica è ricca di storie avvincenti, ispirate ad un forte senso del fantastico e del soprannaturale. Purtroppo, poco è rimasto di questo immenso patrimonio poiché i Celti raramente facevano uso della scrittura per tramandare le loro epopee; inoltre, una certa avversione della civiltà classico-cristiana nei confronti della cultura celtica ha fatto sì che gran parte di questa tradizione sia andata perduta. Fortunatamente, alcuni testi medievali sono sopravvissuti all’erosione del tempo e ci consentono di avere oggi una visione, sia pur parziale, di queste leggende (molti ‘topoi’ della letteratura e della favolistica moderna sono ancora oggi permeati da elementi risalenti al folclore dei Celti). Uno dei cicli più fecondi è quello delle saghe irlandesi: oltre alle leggende legate alla storia dell’isola, particolarmente famosi sono il ‘ciclo feniano’ e il ‘ciclo dell’Ulster’; quest’ultimo è dominato dalla figura di Cú Chulainn[1], la cui epopea è tratta principalmente dal poema Táin Bó Cúailnge (XII sec. d.C.)[2].

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Nervosismi POP e strategie della paura nei KKK – di Davide Rosso

Qui si vuole mettere in luce qualche aspetto di innovazione formale nei volumi della collana KKK: certo, sappiamo benissimo che chi scriveva, chi si celava dietro ai vari pseudonimi anglofoni, non aveva alcun interesse a tratteggiare o indagare le ossessioni o le paure della società italiana degli anni sessanta e settanta. Chi tra loro ha avuto una lunga carriera, ha tentato altrove di lasciare un segno del proprio ingegno (penso alla Toscano e Simonelli, poi affermati sceneggiatori cinematografici).

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“Racconti di Dracula” dagli abissi dei Sessanta e Settanta – di Davide Rosso

Della collana da edicola, “Racconti di Dracula”, delle edizioni Farca, o ERP del baron blood Antonino Cantarella già sappiamo per aver letto del bel libro scritto dalla coppia di’incubo Bissoli&Cozzi per le edizioni Profondo Rosso.

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Distopie, Collage & Giornali- di Davide Rosso

Appunti per una letteratura di fantascienza sperimentale degli anni ‘60

L’utopia è un’illusione, un falso ideale, un luogo, un assetto politico che non trova riscontro nella realtà comunemente intesa. Tommaso Moro, Campanella, Bacone, Swift, per citarne alcuni, ci parlano di questo buon luogo (eutopia, appunto) irraggiungibile, perché non situato in alcuna carta geografica, in alcun posto concreto.
Sparta, nei secoli, è diventata un’utopia militaristica efficientissima; il comunismo è un’utopia (novecentesca) socialista sull’economia; l’escatologia cristiana è l’equivalente di un’eutopia, un buon luogo in cui ripartire le anime salvate, a cui verrà destinato un non-luogo di serenità e contemplazione. L’utopia è un concetto molto sfruttato nella fantascienza e nella satira.

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Il Mostro di Firenze, percorsi bibliografici – di Davide Rosso

Eventi come questi diventano quasi metafisici (Mario Luzi, poeta)

Esistono idee ossessive, non sono mai personali, i libri si parlano tra loro, e una vera indagine poliziesca deve provare che i colpevoli siamo noi. (U. Eco, Il nome della rosa)

Identikit di un mostro, Anthropos edizioni 1985, scritto dal giornalista della Nazione Riccardo Catola, uno dei primi a occuparsi della turpe faccenda (prima di lui il libro di Spezi del 1983 che arrivava all’omicidio dei turisti tedeschi).

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Il Mostro di Firenze e la psicosi filmica dei thrilling anni ‘80 – di Davide Rosso

Il mostro di Firenze, caso mostro – nel senso di abominevole, fuori dall’ordinario, prodigioso e tricorporeo – ha generato a ridosso dei delitti, alcune pellicole direttamente ispirate agli eventi.

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