Category La Soglia dell’Arte

Slasher & Urban Legends – di Davide Rosso

Quando il genere si affaccia per la prima volta sugli schermi americani, i critici, pur con delle incertezze linguistiche, capiscono che hanno a che fare con pellicole impregnate di teenagers e un prowler che li ammazza con modalità multiple. Gli slasher nascono come produzioni indipendenti che fruttano la crisi dell’industria amerikana delle grosse major. Ci si accorge insomma che il pubblico degli anni ’70 è costituito, per larga parte, da giovani indipendenti, che si recano in sala non più accompagnati da genitori ex reduci che hanno bisogno d’annegare la rabbia contro i comunisti dentro ai b-movies di fantascienza.

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Dèvera Blackmind (Autori sulla Soglia)

BIOGRAFIA:

Dèvera Blackmind, nome d’arte, è nata a Vicenza nel “lontano” 1994. Nel 2010 si è trasferita a Padova fino al 2016, per tornare alle sue origini Vicentine. Ha frequentato il liceo artistico U. Boccioni a Valdagno, nel 2011 un corso di fumetto a Vicenza con Dalì Arts, nel 2012 uno di scrittura creativa a Salerno, Buccino, offerto da Book Sprint Edizioni e diretto da Gianluca Calvino. Grazie a questo ha potuto pubblicare il suo racconto nel libro “Attimi Di Futuro” -con il suo nome vero- edito da Book Sprint. Nel 2013 pubblicò il suo primo libro di genere Fantasy. Nel 2017 ha pubblicato “The Vampire’s Shadow” con Lettere Animate, sempre senza pseudonimo.

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RITUALIS – di Daniele Vacchino e Davide Rosso

Titolo: Ritualis 
Autore: Daniele Vacchino e Davide Rosso
Editore: Edizioni Il Foglio
Prezzo:  15,00 euro (Cartaceo)

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Il romanzo lavora sulla cronaca fiorentina e la
trasfigura, facendola assurgere a un mito oscuro, orfico, della
contemporaneità, al pari della vicenda di Jack lo squartatore, mostro
mitologico utilizzato all’interno di format narrativi che lo accoppiano
con tutto e tutti.

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Simbolismo e Terapeutica della Rosa – di Viviana Donato

“Se Zeus volesse donare un regno ai fiori, la rosa regnerebbe su tutti.”
(Saffo)

Gli antichi Egizi consideravano la Rosa quale il simbolo della “Conoscenza Segreta”, ed era consacrata ad Iside. Presso i Greci era il simbolo della gioia, della bellezza, dell’amore e quindi sacra ad Afrodite. Il mito narra che la dea, innamorata del giovane cacciatore Adone, nulla potè fare per salvarlo dalla morte causata dall’attacco di un cinghiale. Nel soccorrere il suo amato, Afrodite si ferì con dei rovi e dal suo sangue sbocciarono delle Rose rosse. Zeus commosso dal dolore di Afrodite, permise ad Adone di vivere per quattro mesi nell‘Ade e per quattro nel mondo dei vivi, altri quattro, invece, dove avrebbe preferito. Per questo motivo la Rosa venne considerata il simbolo dell’amore che vince la morte, ma anche della rinascita. Questo fiore veniva coltivato nei giardini funerari ed era spesso ornamento di tombe, per garantire al defunto il raggiungimento dell’immortalità nell’altra vita. Ecate era talvolta rappresentata con una corona di Rose.

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I vizi morbosi di una governante (Regia di Filippo Walter Ratti) – di Davide Rosso

Di Filippo Walter Ratti

Produzione: Salvatore Siciliano

Soggetto e sceneggiatura: Ambrogio Molteni

Fotografia: Gino Santini

Musica: Piero Piccioni

Interpreti: Isabelle Marchal, Corrado Gaipa, Annie Edel, Roberto Zattini, Gaetano Russo, Beppe Colombo, Adler Gray, Sergio Orsi, Claudio Pedicchio, Rino Bellini, Patrizia Gori.

Luca Rea ne riassume così la trama: “Delitti efferati vedono vittime gli ospiti di un’antica tenuta nobiliare. Sospettato numero uno è un giovane ritardato che passa tutto il suo tempo in una stanza nei sotterranei in cui si dedica assiduamente all’hobby della tassidermia”.

Il giudizio è impietoso e assolutorio al contempo; lo definisce cartonesco, erotico e orrorifico, tuttavia gradevole e retrò (il film venne girato nel 1972 ma distribuito nel 1976).

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L’altro thrilling all’italiana – di Davide Rosso

Torniamo al thrilling all’italiana, ai suoi lampi surreali, al connubio di morbosità, sesso e morte.

Agli occhi di bambola di quelle femmine, truccate in modo preciso (non come oggi, coi tratti somatici annegati da una non-luce televisiva d’obitorio), con calze nere, vizi e anime di ghiaccio.

Torniamo a quel decennio, al suo consumare, bruciare, qualunque speranza di reale rinnovamento.
Torniamo ai gialli-sexy.
Al lounge di quelle musiche.
Ai paesi di provincia.
Alle città anonime e borghesi.
A quelle storie da fotoromanzo censurato.

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Notte in rada – di Maria A. Barbieri

Notte in rada – Maria A. Barbieri

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Era la notte – di Maria A. Barbieri

Era la notte – Maria A. Barbieri

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Feux d’Artifice – di Maria A. Barbieri

Feux d’Artifice – Maria A. Barbieri

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The Golden Age of the Italian Gotico – di Davide Rosso

Micronarrazioni sintatticamente surreali nei manifesti horror e nelle copertine dei fumetti neri (1960 – 1980)

Nello splendido volume Glittering editato da Stefano Piselli & Riccardo Morocchi, coi testi di Antonio Bruschini, “Horror all’italiana”, si pone un certo accento sui manifesti cinematografici del cinema di genere degli anni ’60, cogliendo che “l’attrazione esercitata da quei film iniziava già dai flani sui quotidiani, sp...

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