Category Racconti

Il cadavere che non voleva una tomba – di Davide Rosso

Personaggi principali:
DINO BARBERO professore di Storia
CARLO DECOVIC scultore, cugino del Barbero
NARRATORE amico del Barbero
QUINTINO BARBERO zio defunto del Barbero
GUGLIELMO FRAGONARD professore in pensione
ISPETTORE LANG uno degli inquirenti

La grande nevicata cominciò la sera del 23 dicembre.
I rumori del traffico si affievolirono, le tracce dei pneumatici, le orme dei passanti e tutti gli altri segni del mondo civile vennero cancellati da fiocchi bianchi che scendevano volteggiando dalla sorgente illimitata del cielo. La gente si chiedeva se avrebbe mai smesso. Io, invece, mi sentivo così stanco, da non badar più a tutto quel biancore. Desideravo solamente tornare a casa, riscaldare le mie povere ossa, assopirmi nel letto e dimenticare ogni cosa.

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Il salice delle Anime – di Daniele Vacchino

– Questo fatto che il corpo è mortale e si deforma e decompone senza sosta… Mentre l’anima, l’anima non lo è! Sappiamo per certo che, di notte, i vecchi fanno gli stessi sogni dei bambini e la nostra anima immortale pare sopravvivere al nostro corpo nei luoghi che l’hanno incisa come una superficie di legno scavata da un punteruolo.

Giù al paese si diceva che i poteri di Giuditta fossero figli della migrazione delle anime: nel suo corpo di adolescente doveva albergare lo spirito di una vecchia fattucchiera. Non sarebbe stato possibile, per quella esile biondina con le efelidi e i seni acerbi, conoscere tanti rituali e tanti filtri.

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La Morte contadina – di Daniele Vacchino

Senza che ce ne fossimo accorti, la notte era sopraggiunta con il suo corpo muto. Dai campi di riso salivano esili rumori, come se bambini acquattati lungo i fossi stessero bisbigliando tra loro. Vanni, il mio fraterno amico, ed io stavamo camminando sulla strada, parlando delle nostre faccende, per allontanare la calura estiva che aveva assediato la città...

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La lapide e l’orgasmo – di Monika M.

Ho sempre avuto problemi con la morte, con quel che rappresenta e di conseguenza con tutti i simboli ad essa legata ed è straordinario per me ora trovarmi sdraiata in piena notte, qui, nuda sulla lapide di un perfetto estraneo con l’ennesimo sconosciuto. L’incuria che regna in questo cimitero getta malinconia nel mio animo, tutti coloro che qui son stati sepolti paiono esser stati dimenticati, ripudiati dai loro cari e languida mi abbandono alla lapide che da molto non riceve visite, immaginando già di profanarla con i miei orgasmi. Il mantello, scosso dal vento, carezza le mie gambe nude facendomi sorridere, la sua maschera è indubbiamente più ricercata della mia tunica bianca scivolata sull’erba bagnata di brina appena dopo aver incontrato i suoi gelidi occhi neri.
Non posso certo farmene una colpa , non saper nulla dell’altro è l’unica cosa che mi eccita veramente ed esalta e rende reali nella mia mente i giochi di ruolo in cui amo esser posseduta. L’annuncio prometteva essere un’esperienza fuori dalla realtà e veduto il suo travestimento ed il luogo dell’incontro non ho difficoltà nel crederlo, persino il tocco della mia pelle sul gelido marmo mi appare onirico, irreale ed estremamente eccitante il suo bisogno di mio consenso per tutto quello che dovrò subire…

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Il grande nemico – di Daniele Bello

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Il cavaliere, armato di tutto punto, stava attraversando il cuore della Foresta Nera da diverse ore, ormai; vestiva un’armatura dalle tinte verdi e le sue armi risplendevano di una luce verde smeraldo.

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Il castello Onirico – di Monika M.

Accomodata al grande tavolo di noce scuro nella biblioteca della Castello, annoiata, si stiracchiò rumorosamente . Una pioggerellina leggera ma incessante rigava i vetri delle finestre piombate che incorniciavano il paesaggio del giardino esterno ingrigito dal mal tempo.

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L’amico dell’estate – di Gabriele Luzzini

Il sole stava affogando all’orizzonte, stemperandosi nel fuoco della sera, mentre alcune remote vele stavano aggiudicandosi la riva. Claire tracciava dei solchi sulla rena col piede, in un assurdo confronto con la spuma marina che, senza sosta, continuava a cancellarli.

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L’ultima sigaretta – di Gabriele Luzzini

Accese l’ultima sigaretta, malconcia e con un piccolo strappo dal quale usciva il tabacco. Dopodiché, aspirò avidamente. Si compiacque del fatto che il pacchetto si trovasse ancora nei pantaloni insieme all’accendino. Era successo in un lampo, senza neanche il tempo di riflettere. Intanto, le endorfine gli stavano lentamente facendo passare l’indolenzimento.

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Mai creare una vampira vanitosa – di V. Malevolti

Care mie amiche stelle, quanto mi mancate quando non ci siete coperte dalle nuvole, poiché io vado alla deriva e nella solitudine ho preso la mia strada, poiché io vorrei vivere con gli umani e non dovermi cibare di loro, non sentire il loro calore solo quando li abbraccio per pochi minuti…

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La postina – di Massimo Guisso

Certo che Marta e Paolo sono sempre gentili ed ospitali. Chi gliel’avrà fatto fare di comprare questa casa isolata, in culo al mondo? Comunque, la cena era ottima!

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