Category Racconti

La Donna del Vento – di Daniele Vacchino

Quel giorno tirava un forte vento e, sebbene ci trovassimo già tra le mura di casa, la mia vecchia zia sbandava da una parte all’altra mentre saliva la scala.
– Colpa degli spifferi delle porte – diceva con voce ancora solida.
A quel tempo, andavo a trovare la zia almeno una volta al mese, poiché suo marito era morto da poco e la vecchia ci teneva che la accompagnassi a cambiare i fiori sulla tomba.

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FINO A QUELLA SERA – di Monika M.

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-Quanto vuoi?- mi sentii chiedere dall’interno dall’auto appena accostata al marciapiede che ospitava la mia attesa. Perplessa, restai in silenzio non comprendendo cosa l’uomo intendesse. Infastidito si sporse poi sdraiandosi sul sedile del passeggero. – Allora? Si può sapere quanto vuoi? Non ho mica tutta la notte come te bella mia ! –

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L’ARCHETIPO – di Daniele Bello

Parte I

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Quando l’alba salutò il sorgere di un nuovo giorno, Torwyn si destò ed iniziò a prepararsi una frugale colazione; la radura in cui aveva organizzato il suo bivacco lo aveva protetto dal vento e dal freddo e così, nonostante la notte passata all’addiaccio, il giovane guerriero si sentiva ritemprato e riposato.

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UN NATALE FUORI DAL COMUNE – di Gabriele Luzzini


Lo stava fissando da un po’. Era inequivocabile. Cercò un volto noto nella sua mente ma non riuscì ad ottenere un abbinamento efficace con qualche nome. Chi diavolo era quella ragazza lentigginosa dai capelli rossi? Sollevò il boccale di birra lasciando una condensa lucida sul piano.

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RITORNO AL PASSATO – di Monika M.

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Giulia ferma davanti la porta d’ingresso guardò la casa della nonna con insofferenza, era appena arrivata e già il paese le andava stretto, lì le sembrava di perder tempo e costantemente pensava a quante opportunità si stava perdendo.

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La lapide e l’orgasmo – di Monika M.

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Ho sempre avuto problemi con la morte , con quel che rappresenta e di conseguenza con tutti
i simboli ad essa legata ed è straordinario per me ora trovarmi sdraiata in piena notte, qui, nuda sulla lapide di un perfetto estraneo con l’ennesimo sconosciuto.

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La missione – di Daniele Bello

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Il cavaliere percorreva l’ampia brughiera che si estendeva per tutto il territorio centrale della Landa; molte miglia lo separavano dalla sua meta e molte prove doveva ancora superare: ma niente e nessuno gli avrebbe impedito di portare a termine la missione che l’Imperatore in persona gli aveva affidato; anche a costo della sua stessa vita…

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La leggenda del drago verde – di Daniele Bello

1.
Holdfast

i.

Negli anni in cui gli dei avevano già abbandonato gli uomini a loro stessi, ma durante i quali le terre conosciute erano ancora funestate da mostri di cui oggi è appena lecito sussurrare il nome, il regno di Sylvania venne sconvolto da un orribile flagello; i draghi scesero in picchiata dai cieli a tormentare gli abitanti dei villaggi, facendo razzia di bestiame e giungendo persino a rapire una fanciulla del borgo.

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Il fotografo – di Gabriele Luzzini

Amerigo arrivò in ritardo, come spesso gli accadeva negli ultimi tempi a causa del cattivo rapporto che aveva sviluppato con la radio-sveglia.
I fiori riempivano di profumo armonioso la stanza addobbata a festa e le ghirlande annunciavano una cerimonia imminente.

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La civettuola memoria del sangue – di Monika M.

Mi convinsi fosse la maschera che indossavo a render così audace il mio sguardo di rimando al Suo.
Agitai il ventaglio davanti la bocca stando attenta a non avvicinarlo troppo al lucidalabbra, pentendomi di non aver ceduto al rossetto rosso vermiglio trovandolo troppo audace per una Dama Vittoriana.
Quale gioco sublime mi concedeva l’utilizzo del solo sguardo, quale seduzione offriva poi quel merletto che bordava il ventaglio donando quel vedo non vedo ad occhi che scrutavano in attesa le labbra venissero svelate.

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