Category La Soglia Oscura

L’ultimo viaggio dell’Ouran Medang – di Gabriele Luzzini

Tra i misteri del secolo scorso meno noti e tuttora insoluti c’è sicuramente quello della nave mercantile olandese Ourang Medan il cui nome in indonesiano significa ‘Uomo di Medan’ (Medan è una delle principali isole indonesiane).
Le prime informazioni al riguardo sostengono che l’imbarcazione colò a picco dopo l’eccidio dell’equipaggio in circostanze mai chiarite.
Al termine degli anni ’40, le due navi americane Silver Star e la City of Baltimore intercettarono un S.O.S. inviato da un cargo olandese, l’Ourang Medan, mentre attraversavano lo stretto di Malacca.

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Il fantasma del ‘Goodlife Festival’

Nel Maggio 2016 si è tenuto in Australia il ‘Goodlife Festival’ e un fotografo ha catturato qualche immagine della folla oceanica che si era raccolta.
Quando le immagini hanno cominciato a girare sui Social Network, più di una persona ha notato un’evidente anomalia nella scia di fumo in alto a destra nella fotografia qui sotto.

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L’uomo grigio, lo spettro degli uragani

Secondo i residenti di Pawleys Island, Carolina del Sud. A partire dal 1822, i residenti di Pawleys Island (Carolina del Sud – USA) hanno segnalato avvistamenti di una figura spettrale che hanno denominato ‘The Gray Man’.
La leggenda locale narra che si presenta sempre prima di un uragano di grande intensità. Se si ha la fortuna di incontrarlo, la propria casa sarà risparmiata dalla distruzione, anche se le case circostanti saranno completamente rase al suolo.

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Lo specchio, storie e suggestioni dagli albori all’età moderna – di Massimiliano Masiero del Tiferno

È innegabile. L’uomo cerca disperatamente la propria immagine in ciò che lo circonda.
Volti umani o divinità minacciose si nascondono nel quotidiano che ci circonda, dandoci la sensazione di essere costantemente circondati da figure antropomorfe che ci osservano, ci giudicano o ci sorridono benevole. Questo fenomeno è noto come “pareidolia” e fonda le proprie radici nel subconscio umano.
Per molti è il retaggio atavico di un mondo ostile, pullulante di predatori e rivali nella catena alimentare, una sorta di predisposizione al pericolo e a riconoscere altre creature mimetizzate nel mondo circostante.
Per altri sono comunicazioni con il piano astrale opposto al nostro, spiriti in possesso di informazioni vitali o creature dannate in eterno sull’orlo dell’abisso.
In questa chiave la ricerca dell’essenza umana ha da sempre accompagnato l’umanità attraverso la storia, la superstizione e la vanità – ultimo dei vizi capitali declassato solo nel xx secolo- .

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L’Aviatore di fuoco (Real Ghost Stories)

A Canberra, in Australia, è piuttosto nota la storia dello spettrale ‘Burning Airman’ (‘L’aviatore di fuoco’) e diversi testimoni giurano di aver vissuto un’esperienza incredibile.
Era il 1940 quando un bombardiere Lockheed Hudson II si schiantò nella foresta a seguito di un malfunzionamento del motore. L’equipaggio era composto da sei persone ma nessuno sopravvisse.
Sembrava essere l’ennesima sciagura aerea, destinata ad essere dimenticata nel tempo se non che, alcuni anni dopo, i residenti del luogo iniziarono a sostenere di vedere luci misteriose nella zona in cui era caduto il bombardiere, oltre a sentire il suono di un aereo invisibile che si avvicinava. Ma tutto questo era solo l’inizio…

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Crybaby Bridge, il ponte maledetto – di Gabriele Luzzini

Il ‘Crybaby Bridge’ di Egypt Road si trova vicino a Salem (Ohio – U.S.A.) e attualmente è in disuso, nonostante venga saltuariamente utilizzato per accedere ad alcune linee elettriche della zona per manutenerle. Se volete individuarlo su una mappa, le coordinate sono: 40.929744°N 80.829978°W.
Il suggestivo e al contempo inquietante nome con cui è conosciuto è dovuto ad una fenomenologia paranormale riscontrata in diverse situazioni da vari testimoni e cioè il pianto disperato di un bambino che sembra provenire dal nulla.

Ci sono diverse leggende al riguardo ma la più comune parla di una giovane coppia col loro bambino che si recano nei pressi del ponte, vicino al fiume, per un picnic. Un attimo di distrazione e il piccolo cade in acqua. Piange spaventato ma i tentativi di salvarlo risultano vani e purtroppo annega. Tra le varianti che circolano, una sostiene che anche la madre annegò cercando di portarlo a riva e il padre sconvolto corse verso il bosco per non essere più visto.

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Brian Boru, L’Ard-Rig di Erin – di Daniele Bello

Qualcuno sostiene che la strada verso la salvezza consiste nel placare l’aggressore, nel ricompensarlo affinchè non ci uccida. Io affermo che questo atteggiamento ci rende solo vittime passive dell’estorsione e conferisce a quei selvaggi il diritto di disprezzarci e di attaccarci nuovamente ogni qualvolta lo desiderino. Sono le vittime che dobbiamo aiutare e proteggere e di cui dobbiamo avere pietà. Difendiamo gli innocenti e distruggiamo i colpevoli”.

Discorso di Brian Boruma
Tratto da Il Leone d’Irlanda di Morgan Llywelyn

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Ca’ Dario, la La vecchia “puttana” di Venezia – di Massimilano Masiero Del Tiferno

La vecchia “puttana” di Venezia. Così la voleva ricordare Gabriele d’Annunzio “inclinata come una cortigiana decrepita sotto la pompa dei suoi monili”
In effetti guardando bene quella facciata ci si rende conto che il peso della sua opulenza grava sulle ossa fragili e malinconiche del sestriere Dorsoduro, direttamente sul Canal Grande e in una posizione di altissimo pregio e importanza, soprattutto al tempo della nobile classe dignitaria Veneta. Ca’ Dario, la si riconosce a prima vista. Piegata su se stessa a causa dei cedimenti strutturali dei secoli. Ha un aspetto goffo, affaticato dalla poca cura, negata per via della sua fama incontrastata di “palazzo Maledetto”, capace di uccidere e impoverire chi ne rivendica il possesso.
“El palason sensa el paron”. Cosi i veneziani lo chiamano da tempo immemore talmente nitida nell’immaginario collettivo che l’iscrizione messa a ricordo del fondatore, “VRBIS GENIO IOANNES DARIVS” (Edificata da Giovanni Dario) è diventata per i veneziani “ SVB RVINA INSIDIOSA GENERO “ (generata sotto insidia e rovina).

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La simbologia del corvo – di Gabriele Luzzini

Col termine ‘Corvo’ molto spesso indichiamo indistintamente tre specie diverse ma che consideriamo unica nel nostro immaginario e cioè il Corvo Imperiale (Corvus Corax), il Corvo Nero (Corvus Frugilegus)e la Cornacchia (Corvus Monedula),contraddistinti da abitudini differenti (il primo e la terza sono stanziali mentre il secondo è migratorio) ma con una sviluppatissima intelligenza in comune.
Secondo il folklore di buona parte dell’Europa, il Corvo non è un animale di buon auspicio e viene considerato un messaggero di Morte: uccelli profetici, spesso attribuiti alle forze oscure per via del colore, in contrapposizione alla colomba bianca.
Così non è in Estremo Oriente… e infatti in Cina è collegato addirittura al Sole mentre in Giappone è simbolo dell’amore familiare.
Nella mitologia scandinava il nero volatile gode di fama positiva poiché sulle spalle di Odino ne sono appollaiati due, che fungono sia da messaggeri che da guardiani: Hugin (“Il Pensiero) e Munin (“La Memoria). Entrambi, come il Dio Norreno, hanno capacità precognitive.

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Il mastino di Culann, il furore dell’animo celtico – di Daniele Bello

Cu Chulain uccide il mastino di Culann

La mitologia celtica è ricca di storie avvincenti, ispirate ad un forte senso del fantastico e del soprannaturale. Purtroppo, poco è rimasto di questo immenso patrimonio poiché i Celti raramente facevano uso della scrittura per tramandare le loro epopee; inoltre, una certa avversione della civiltà classico-cristiana nei confronti della cultura celtica ha fatto sì che gran parte di questa tradizione sia andata perduta. Fortunatamente, alcuni testi medievali sono sopravvissuti all’erosione del tempo e ci consentono di avere oggi una visione, sia pur parziale, di queste leggende (molti ‘topoi’ della letteratura e della favolistica moderna sono ancora oggi permeati da elementi risalenti al folclore dei Celti). Uno dei cicli più fecondi è quello delle saghe irlandesi: oltre alle leggende legate alla storia dell’isola, particolarmente famosi sono il ‘ciclo feniano’ e il ‘ciclo dell’Ulster’; quest’ultimo è dominato dalla figura di Cú Chulainn[1], la cui epopea è tratta principalmente dal poema Táin Bó Cúailnge (XII sec. d.C.)[2].

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