Category Esoterismo e Magia

La base delle maledizioni e dei rituali distruttivi – di Dèvera Blackmind

Estrapolato da “Il Compendio Nero della Strega – Volume 2“, non ancora pubblicato. Qui il Volume 1.

In questo articolo parlerò solamente in merito alle maledizioni e ai rituali distruttivi (atti a distruggere una persona tramite morte o malattie), maledizioni, magia del sangue eccetera. Ci sono dei rituali che hanno una base “standard”, e ve le mostrerò.

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L’energia più distruttiva e pericolosa – di Dèvera Blackmind

Nonostante la magia non abbia colori, l’energia ne ha. La bianca è l’energia forse più forte poichè “pura”, ossia che non è stata intaccata dall’uomo facendola diventare verde, blu, rossa o con altri colori. Certo, utilissima per interferire con gli eventi di questa dimensione, ma se si vuole interferire nei fatti astrali quella bianca è la più indicata. Là, oltre il velo, tutto funziona in modo differente da qui.
Però c’è un tipo di energia che è poco conosciuta, e io vorrei portarla alla luce.

Quanto segue è un articolo a solo scopo informativo, non vi sto invitando ad usarla.

L’energia di cui sto per raccontarvi è l’Energia Grigia. E’ differente da quella Nera poiché la nera si può attaccare all’aura e ai chakra, causare sventure e portare malocchi. Da lì causa malumore e malessere emotivo, nulla che una buona purificazione non possa togliere.
Quella Grigia, invece, attaccandosi all’aura e ai chakra intacca anche il corpo fisico.

Può servire a scopo di vendetta contro una persona, dirigendola verso quest’ultima o in un rituale.

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Agape (Eros e Thanatos) – di Mirva Leoni

Quante volte ci siamo innamorati nella nostra vita?

Poche, tante, forse nessuna…

Ma arriva sempre l’Amore, inesorabile e profonda come la più ulcerosa delle ferite, per tutti.

Pochi fortunati lo vivono come una favola, capaci di estrema tolleranza, pazienza e desiderio di far funzionare le cose: sono quelle rare persone equilibrate o “educate” a un concetto predefinito. Altri lo vivono come un bisogno, una dipendenza, un riflesso del proprio ego.

Entra nella nostra vita sotto forme diverse sin dalla nascita: parentale, d’amicizia, d’innamoramento, di passione. Sono tutte perle della stessa collana, infuse della stessa sostanza ma a dosi leggermente diverse.

Mi è stato “sussurrato” che ogni persona che incontra il nostro cammino è destinata a noi, o noi siamo destinate a loro: questo solo le sfumature della vita ce lo sapranno dire.

Ogni essenza che ci sfiora ci contagia, ci arraffa, ci sorprende, incuriosisce o semplicemente ci scivola via come se non ci avesse quasi attraversato. Cosi esistono persone fatte di fuoco, terra, aria e acqua… Quelle che ci incendiano e ci trasformano, quelle che ci rendono pazienti e stabili, quelli che ci insegnano a volare e a fare dei sogni una ribellione, e quelli che ci travolgono come uragani e ci rendono fecondi.

Poi arriva quel giorno dove tutti questi elementi diventano uno, perché qualcosa dentro di noi si completa o deve completarsi in qualche modo…Questa alchimia fonde gli elementi insieme, creandone uno Unico : l’Etere o l’Anima che dir si voglia.

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Le Ombre dell’Etna, tra storia e leggenda – di Viviana Donato

“L’Etna nevosa, pilastro del cielo,
nutrice dell’acuto inverno perenne lo domina.
Dal profondo sgorgano
purissime sorgenti di fuoco inaccessibile,
fiumi nel giorno che portano flusso di fumo acceso,
e la notte la fiamma rossa travolge pietre fragorose,
verso la piana d’un profondo mare.
Queste immani  fontane di fuoco suscita il drago.
Prodigio che stupisce chi lo vede,
e stupisce il racconto di chi vive.”

Questi versi ispirò a Pindaro la vista dell’imponente e maestosa montagna, con la sua fumante cima innevata e i fiumi di fuoco che tra possenti boati ne sgorgano copiosi, che domina la grande distesa color cobalto del mare e la città che sorge ai suoi piedi, Catania, offrendo agli occhi uno spettacolo unico al mondo, che suscita delle intense emozioni e che nel corso dei secoli ha ispirato poeti e cantori, dal succitato Pindaro a Callimaco, da Ovidio a Dante, Carducci, Goethe, Byron, Verga e altri.

“Tutto ciò che la Natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile si può paragonare all’Etna, e l’Etna non si può paragonare a nulla”, scriveva lo storico dell’arte ed egittologo francese Vivant Denon nel suo “Voyage en Sicile”.

Il vulcano più alto d’Europa, le cui balze partono da tremila e più metri d’altezza, sono caratterizzate da un incantevole susseguirsi di deserti di lave nere e rosse, costellati da macchie di boschi di Abeti, Pini e Betulle, profumatissime Ginestre, castagneti, vigneti ed agrumeti fino a tuffarsi nelle acque dello Ionio.

L’Etna, dispensatrice di vita, perché è dalle sue nere lave che nasce una delle terre più fertili che esistano, ma anche di morte e di distruzione, per gli antichi abitanti dell’isola è sempre stata una montagna sacra.

Veniva considerata la bocca del mondo sotterraneo, e le sue spettacolari eruzioni un’occasione per le forze segrete della natura di rivelarsi agli uomini.

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Imbolc * Sabbat Maggiore – di Gordon Miles

L’antica festività pagana Imbolc cade nella notte tra il 1° e il 2 febbraio, esattamente a metà tra due Sabbat Minori e cioè il Solstizio d’Inverno (Yule) e l’Equinozio di Primavera (Ostara).
E’ un Sabbat Maggiore decisamente rilevante poiché riavvia il ciclo delle stagioni, garantendone quindi il rinnovamento.
Più specificatamente, è una festa di purificazione, che si basa sulla celebrazione del ritorno della luce e della fertilità.
Infatti, il termine Imbolc viene tradotto sia come “Grande Pioggia” (intesa come momento in cui l’acqua monda il passato e prepara il terreno che gli avvenimenti futuri), ma anche come “Dentro al ventre della Madre Terra”, (indicando che è il momento in cui iniziare a preparare i semi necessari alla coltivazione).

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Introduzione alla Medicina Ieratica Egizia – di Viviana Donato

“Ra, altrettanto vero che splendente, conosce che vien fatto.
A colui che compie il bene egli fa il bene, a colui che fa il male egli fa lo stesso”
(Iscrizione Louvre n. 2540)

La Medicina Egizia, nonostante la sua grande importanza nell’antichità, è stata oggi quasi completamente dimenticata o comunque non tenuta in debita considerazione, dato l’imperare delle medicine tradizionali provenienti all’oriente, in particolare dalla Cina e dall’India, cui fanno capo la maggior parte dei sistemi di cura non convenzionali attuali, dimenticando, a torto, la nostra tradizione occidentale, la cui culla è stata proprio la valle del Nilo, Scienza Ieratica che non differisce affatto da quella orientale, poiché, nella sostanza, se non nella forma, i postulati sono identici.

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Quando una pietra “muore” – di Dèvera Blackmind

Le pietre e i cristalli sono utilissimi per chi pratica la magia o la mediazione, ma sono ottime anche nel quoridiano.

In un rituale o in un incantesimo ne aumenta il potere e porta le energie giuste nella pratica. Anche la forma, a volte, può essere utile. Certi cristalli hanno una punta su entrambe le estremità e sono davvero utili per dirigere le energie, tracciare simboli e cerchi, oppure per fare la punta di una bacchetta.

Nella meditazione possono essere usati anche quando lavorate su determinati chakra, stringengendo in mano la pietra o ponendola sopra al determinato chakra.

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La Visualizzazione – di Dévera Blackmind

La visualizzazione è una pratica davvero molto utile durante gli incantesimi, i rituali e qualsiasi altra operazione se si vuole ottenere il successo in qualunque ambito. E’ molto semplice ma nel contempo molto potente.
La si può usare nei rituali per aumentare di molto la sua facilità di riuscita, durante la meditazione per attirare le cose, come il denaro o la felicità. Nel quotidiano, per trovare parcheggio o l’ultimo biscotto nel pacchetto (ovviamente sono solo esempi). E’ una vera e propria piccola magia.
Si può applicare alla legge di attrazione e, anzi, direi che sia proprio annessa.
La visualizzazione usa l’energia di Punto Zero, ossia quel “potere mentale” che ogni mente umana sa usare e dirigere quando desidera o vuole intensamente qualcosa. Parlando con i termini della legge di attrazione si manda un messaggio all’universo dicendo ciò che vogliamo.

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Oracolo di Samhain – di Irene Angelini

Samhain è il capodanno celtico e, come tutte le feste di capodanno esso un giorno considerato particolarmente fausto per la divinazione. Durante i capodanni, infatti (per gli antichi Romani era il 31 dicembre), le porte dei mondi sono socchiuse, il passato e il futuro si trovano, per un istante magico e infinito faccia a faccia. Il cerchio si chiude e il cerchio si apre nello stesso preciso istante. Tuttavia, Samhain più degli altri capodanni è magico e misterioso poiché questo è il giorno in cui l’autunno giunge al suo culmine, come Persefone, ogni frutto tornerà alla terra, discenderà nel suo oscuro grembo per morire e mutarsi in seme e quindi rinascere.
Halloween è la fenice sorta dalle ceneri di Samhain. Festa macabra mostra come la vita sia un lungo gioco tragicamente comico che conduce, inevitabilmente, a mutare in semi.

Vi presento un metodo di lettura creato appositamente per il capodanno più stregato di sempre.

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Simbolismo e Terapeutica della Rosa – di Viviana Donato

“Se Zeus volesse donare un regno ai fiori, la rosa regnerebbe su tutti.”
(Saffo)

Gli antichi Egizi consideravano la Rosa quale il simbolo della “Conoscenza Segreta”, ed era consacrata ad Iside. Presso i Greci era il simbolo della gioia, della bellezza, dell’amore e quindi sacra ad Afrodite. Il mito narra che la dea, innamorata del giovane cacciatore Adone, nulla potè fare per salvarlo dalla morte causata dall’attacco di un cinghiale. Nel soccorrere il suo amato, Afrodite si ferì con dei rovi e dal suo sangue sbocciarono delle Rose rosse. Zeus commosso dal dolore di Afrodite, permise ad Adone di vivere per quattro mesi nell‘Ade e per quattro nel mondo dei vivi, altri quattro, invece, dove avrebbe preferito. Per questo motivo la Rosa venne considerata il simbolo dell’amore che vince la morte, ma anche della rinascita. Questo fiore veniva coltivato nei giardini funerari ed era spesso ornamento di tombe, per garantire al defunto il raggiungimento dell’immortalità nell’altra vita. Ecate era talvolta rappresentata con una corona di Rose.

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