Category Misteri

La misteriosa sparizione del S.S. Waratah – di Gabriele Luzzini

Le leggende del mare hanno sempre un sapore particolare, come se la salsedine e l’ignoto potessero creare un’alchimia in grado di affascinare anche gli animi più refrattari al mistero.
Quello che mi accingo a raccontare non appartiene al folklore ma è un fatto che riempì le pagine dei giornali nel 1909. Nonostante questo e dopo ben oltre un secolo, la vicenda è ancora senza spiegazione.

Il S.S. Waratah era un piroscafo inglese della Blue Anchor Line e collegava l’Europa all’Australia.
Il 26 luglio 1909, la nave salpò dopo aver sostato a Durban (Sudafrica) per dirigersi verso la tappa successiva e cioè Città del Capo.
A bordo erano presenti oltre all’equipaggio anche 212 passeggeri e merci di vario tipo.
Il giorno successivo, il S.S. Waratah comunicò tramite codice morse con un’altra imbarcazione, la The Clan McIntyre, condividendo informazioni rassicuranti sulle condizioni meteorologiche.
Nonostante il mare si fosse ingrossato, le navi rimasero in prossimità per diverse ore, prima che il piroscafo cambiasse rotta.

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L’impronta dall’Aldilà – di Gabriele Luzzini

Ci sono storie vere così straordinarie da confondersi con la miglior narrativa. Eppure sono accadute. Questa, è una di quelle.
Francis Leavy era un vigile del fuoco esperto che faceva parte di una squadra d’intervento nella Chicago degli anni ’20.
Di carattere affabile ed estremamente socievole, con una buona parola sempre per tutti, era molto amato dai colleghi che però il 18 aprile 1924 notarono un repentino mutamento nel suo carattere. Era improvvisamente diventato ombroso.
Stava ultimando di lavare una grande finestra del Chicago Fire Departement senza guardare nessuno quando infine annunciò di avere avuto una strana sensazione… che sarebbe morto il giorno stesso.
Subito dopo il telefono della centrale squillò: un incendio stava infuriando in un edificio che sorgeva piuttosto lontano dalla caserma.
Giunti sul posto, la squadra di Francis Leavy intervenne immediatamente e cominciò ad aiutare le persone intrappolate nei piani superiori. Tutto sembrava procedere per il meglio, con alcune aree messe in sicurezza, quando il fuoco divorò alcuni sostegni del piano inferiore facendo cadere il tetto e soprattutto provocando il crollo di una porzione di muro sui malcapitati pompieri e sugli abitanti che non erano ancora riusciti a mettersi in salvo. Tra le vittime, lo stesso Leavy che vide avverarsi la cupa premonizione.

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I monaci di Hull House (Real Ghost Stories)

Dale Kaczmarek nel novembre del 1980 scattò alcune foto in bianco e nero ma utilizzando una macchina a infrarossi nella Hull House, un edificio nel centro di Chicago con la fama di essere un luogo infestato.

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Il bambino nel prato (Real Ghost Stories)

Jackie Rhame di Florian (Alabama) si trovava al parco divertimenti Six Flags Great America ad Arlington, in Texas quando scattò la foto, cercando di catturare nell’immagine le imponenti montagne russe conosciute come ‘Texas Giant’, una delle attrazioni principali.

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I cavalli spettrali del Berry Pomeroy Castle – di Gabriele Luzzini

Il Barry Pomeroy Castle sorge nel Devon meridionale ed è stato realizzato all’interno di un precedente castello. In stile Tudor, risale al XV secolo e fu costruito dalla famiglia Pomeroy, di cui porta appunto il nome, che poi lo vendette a Edward Seymour, il primo duca di Somerset.
L’edificio vanta una grande tradizione di spettri, come ad esempio la ‘Dama Blu’, una figura evanescente dalle sfumature indaco che chiama i passanti dalla torre in cui appare. La storia che la riguarda parla della figlia di un cavaliere normanno che piange la perdita del figlio ucciso poiché nato dal rapporto incestuoso con lo stesso padre. Se gli sventurati salgono da lei accogliendo l’invito o semplicemente per capire chi sia, vengono gettati dal fantasma sul selciato sottostante. O almeno, così racconta il folklore.

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I ‘Fairy Rings’ (anelli fatati) – di Gabriele Luzzini

Già a partire dal Medioevo il folklore attribuiva alle attività delle fate gli strani cerchi di erba appiattita e scura che si possono incontrare nei boschi.
Secondo le voci popolari, era quel che accadeva dopo che le creature magiche avevano danzato, di solito nelle notti di plenilunio. La spiegazione era che tale ballo sfrenato avesse sviluppato un’energia misteriosa e aperto un portale verso un’altra dimensione.
Diverse leggende raccontano di esseri umani che, entrati in tali cerchi, furono trasportati dalle fate in un luogo in cui il tempo scorreva molto lentamente e, al ritorno, trovarono familiari e parenti notevolmente invecchiati, nonostante fossero convinti di aver trascorso solo pochi minuti nel regno incantato.

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L’Orfana di Hessle (Real Ghost Stories)

Davvero insolito quel che accadde ad Hanna Butler nel 2013 e gli strascichi coi quali si sta confrontando ancora adesso.

Si trovava con l’amica Georgina a Hessle (Yorkshire orientale) e insieme decisero di partecipare ad una ‘Ghost Walk’ e cioè quei tour notturni che portano i partecipanti in luoghi sinistri o con storie misteriose.
La guida condusse le due ragazze e gli altri partecipanti nei pressi di un albero, raccontando di una leggenda legata al fantasma di una piccola orfana che si affacciava sul mare in attesa di suo padre, un marinaio deceduto in mare.
Hanna decise di scattare una decina di fotografie di quel luogo, per documentare l’insolita escursione fatta con l’amica. Improvvisamente, la sua attenzione fu catturata dalla strana sagoma che sembrava delinearsi tra le frasche. Riuscì a catturare l’immagine!
Mostrò l’inspiegabile presenza agli altri che erano con lei e almeno una decina confermarono di vedere qualcosa di anomalo. Altri, invece, pensarono che fosse tutto organizzato dal tour e che quindi fosse una fotografia alterata in precedenza.

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Un’inquietante Presenza nel Colorado

Il fotogramma che trovate qui sotto è del 2016 e appartiene a un filmato fatto sulle Montagne Rocciose del Colorado durante un’escursione familiare.
L’uomo che si vede è il padre del fidanzato della ragazza che ha effettuato la ripresa, intento a rispondere a un messaggio ricevuto sul telefono.

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L’intruso da un’altra dimensione – di Gabriele Luzzini

Era un giorno soleggiato del 1964 quando la famiglia Templeton decise di fare un picnic ma mai avrebbe immaginato di scrivere una impenetrabile pagina di mistero che perdura ancora adesso.
Proviamo a ricostruire i fatti, accertando fin dove è possibile se i dettagli disponibili siano coerenti.

Il 23 maggio 1964, Jim Templeton, un vigile del fuoco di Carlisle, Cumberland (ora parte della Cumbria – Inghilterra), fece una gita insieme alla moglie e alla figlia che allora aveva 5 anni a Burgh Marsh, zona affacciata sul Solway Firth.
Il cielo era terso e il sole tiepido, quindi una giornata ideale per un’escursione giornaliera di tarda primavera.

Le uniche persone che la famiglia Templeton incontrò furono due donne anziane sedute in un’auto all’estremità dell’area.
Jim immortalò la figlia e la moglie in alcune fotografie e tutto andò per il meglio. L’unica cosa che notò fu un certo nervosismo tra le mucche che stavano pascolando nella zona, senza alcuna causa manifesta.

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Sparizioni di Massa – di Gabriele Luzzini

Analizzando la Storia e alcuni episodi che l’hanno caratterizzata, talvolta ci si imbatte in cronache su cui l’inspiegabile ha fatto scendere un denso sipario e che tutt’oggi risultano avviluppate in una coltre di mistero.
Leggendo alcuni resoconti, infatti, è possibile incontrare descrizioni di sparizioni massive di eserciti, non causate da evidenti cause belliche.

Un caso piuttosto documentato accadde nel corso della cruenta campagna di Gallipoli, durante la 1° guerra Mondiale, e coinvolse il primo reggimento britannico di Norfolk che era sotto il comando del colonnello Horace Beauchamp.
Composto da 16 ufficiali e 250 soldati, incalzò i nemici fino ad una foresta, inoltrandosi nella stessa per poi sparire senza lasciare alcuna traccia.
La segnalazione emerge dal resoconto di un testimone oculare che troviamo in un dispaccio inviato dal generale Ian Hamilton al segretario di guerra Earl Kitchener.
Inoltre, nel 50° anniversario dello sbarco di Gallipoli, l’ex geniere Frederick Reichardt rese una dichiarazione firmata che fornì ulteriori dettagli all’insoluta sparizione del reggimento.
Descrisse una nube strana ed enorme, lunga 800 piedi e alta 220 (cioè 244 metri e 67 metri) che si era posata al suolo. I soldati avevano proseguito la loro marcia per attraversarla ma poco dopo si era sollevata: gli uomini erano spariti!
Se quella nube fosse stato gas nervino rilasciato dai tedeschi, dove erano finiti i cadaveri?

Un altro evento ignoto appartiene alla Storia Antica e perciò è da analizzare con le dovute precauzioni.

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