Category Misteri

Il nome segreto della Roma pagana – di Simona Giaveri

È stato scoperto il nome segreto dell’antica Roma pagana: MAIA.
Il nome della stella-Dea a cui era stata segretamente consacrata. A Maia era dedicato il mese di maggio.
Ovidio per questa scoperta la pago cara!

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La tavola Ouija – di Cristina Regis

Tutti conosciamo in qualche modo “questo “oggetto” tanto proposto nei film e insinuato, senza apparenti motivi nell’immaginario comune. Ma… quanto sappiamo di lei?

E’ stata ideata in data 28/05/1890 da Elijah J. Bond (sulla sua lapide, in un cimitero di Baltimora non ci sono nomi ma un’incisione! … “LA TAVOLA OUIJA”) e Charles Kennard.
Nel 1901 William Fuld ne acquistò i diritti e le diede il nome che conosciamo: un nome composto da oui e ja, ovvero, sì in francese e tedesco.
Dal 1991, il paradosso più totale! I diritti son stati acquistati dalla nota marca di giocattoli Hasbro.
Ma di cosa stiamo parlando esattamente?
Viene usata nelle sedute spiritiche, per entrare in contatto con entità e poter porre loro dei quesiti.
Generalmente venduta o fabbricata in legno, può essere in plastica o semplicemente costruita con un rudimentale cartoncino, sul quale comunque devono esserci tutte le lettere dell’alfabeto, i numeri da 0 a 9, un si, un no e il saluto. Per poterla utilizzare bisogna avere un puntatore, o plachette, che occasionalmente può anche essere una moneta o un bicchiere rovesciato.

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Elizabeth Báthory, la contessa sanguinaria – di Simona Giaveri

Il terrore di invecchiare abbinato a un’indole tendente al sadismo: ecco la formula micidiale che fece di questa nobile donna una feroce assassina.
Questo allucinante “rimedio anti-età” costò la vita a circa 600 ragazze.

ECCO LA SUA STORIA:

Erszébet Báthory nacque in Ungheria nel 1560, in una nobile famiglia che vantava possedimenti in tutta la Transilvania. Aveva una parentela formata da principi, cardinali e ministri.

Stefano Báthory divenne governatore della Transilvania. Il primogenito di questi (nonché suo omonimo) fu incoronato Re di Polonia nel 1575, mentre suo fratello Cristoforo Báthory gli succedette come Principe di Transilvania. Erszébet era quindi la nipote del Re di Polonia.

Elizabeth soffriva fin da piccola di violenti mal di testa che sfociavano in crisi convulsive, perciò molti studiosi spiegano i suoi comportamenti come il risultato di un problema di salute mai curato. Era una silenziosa creatura enigmatica dai lunghi capelli neri e dagli occhi scuri.

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La misteriosa sparizione del S.S. Waratah – di Gabriele Luzzini

Le leggende del mare hanno sempre un sapore particolare, come se la salsedine e l’ignoto potessero creare un’alchimia in grado di affascinare anche gli animi più refrattari al mistero.
Quello che mi accingo a raccontare non appartiene al folklore ma è un fatto che riempì le pagine dei giornali nel 1909. Nonostante questo e dopo ben oltre un secolo, la vicenda è ancora senza spiegazione.

Il S.S. Waratah era un piroscafo inglese della Blue Anchor Line e collegava l’Europa all’Australia.
Il 26 luglio 1909, la nave salpò dopo aver sostato a Durban (Sudafrica) per dirigersi verso la tappa successiva e cioè Città del Capo.
A bordo erano presenti oltre all’equipaggio anche 212 passeggeri e merci di vario tipo.
Il giorno successivo, il S.S. Waratah comunicò tramite codice morse con un’altra imbarcazione, la The Clan McIntyre, condividendo informazioni rassicuranti sulle condizioni meteorologiche.
Nonostante il mare si fosse ingrossato, le navi rimasero in prossimità per diverse ore, prima che il piroscafo cambiasse rotta.

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L’impronta dall’Aldilà – di Gabriele Luzzini

Ci sono storie vere così straordinarie da confondersi con la miglior narrativa. Eppure sono accadute. Questa, è una di quelle.
Francis Leavy era un vigile del fuoco esperto che faceva parte di una squadra d’intervento nella Chicago degli anni ’20.
Di carattere affabile ed estremamente socievole, con una buona parola sempre per tutti, era molto amato dai colleghi che però il 18 aprile 1924 notarono un repentino mutamento nel suo carattere. Era improvvisamente diventato ombroso.
Stava ultimando di lavare una grande finestra del Chicago Fire Departement senza guardare nessuno quando infine annunciò di avere avuto una strana sensazione… che sarebbe morto il giorno stesso.
Subito dopo il telefono della centrale squillò: un incendio stava infuriando in un edificio che sorgeva piuttosto lontano dalla caserma.
Giunti sul posto, la squadra di Francis Leavy intervenne immediatamente e cominciò ad aiutare le persone intrappolate nei piani superiori. Tutto sembrava procedere per il meglio, con alcune aree messe in sicurezza, quando il fuoco divorò alcuni sostegni del piano inferiore facendo cadere il tetto e soprattutto provocando il crollo di una porzione di muro sui malcapitati pompieri e sugli abitanti che non erano ancora riusciti a mettersi in salvo. Tra le vittime, lo stesso Leavy che vide avverarsi la cupa premonizione.

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I monaci di Hull House (Real Ghost Stories)

Dale Kaczmarek nel novembre del 1980 scattò alcune foto in bianco e nero ma utilizzando una macchina a infrarossi nella Hull House, un edificio nel centro di Chicago con la fama di essere un luogo infestato.

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Il bambino nel prato (Real Ghost Stories)

Jackie Rhame di Florian (Alabama) si trovava al parco divertimenti Six Flags Great America ad Arlington, in Texas quando scattò la foto, cercando di catturare nell’immagine le imponenti montagne russe conosciute come ‘Texas Giant’, una delle attrazioni principali.

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I cavalli spettrali del Berry Pomeroy Castle – di Gabriele Luzzini

Il Barry Pomeroy Castle sorge nel Devon meridionale ed è stato realizzato all’interno di un precedente castello. In stile Tudor, risale al XV secolo e fu costruito dalla famiglia Pomeroy, di cui porta appunto il nome, che poi lo vendette a Edward Seymour, il primo duca di Somerset.
L’edificio vanta una grande tradizione di spettri, come ad esempio la ‘Dama Blu’, una figura evanescente dalle sfumature indaco che chiama i passanti dalla torre in cui appare. La storia che la riguarda parla della figlia di un cavaliere normanno che piange la perdita del figlio ucciso poiché nato dal rapporto incestuoso con lo stesso padre. Se gli sventurati salgono da lei accogliendo l’invito o semplicemente per capire chi sia, vengono gettati dal fantasma sul selciato sottostante. O almeno, così racconta il folklore.

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I ‘Fairy Rings’ (anelli fatati) – di Gabriele Luzzini

Già a partire dal Medioevo il folklore attribuiva alle attività delle fate gli strani cerchi di erba appiattita e scura che si possono incontrare nei boschi.
Secondo le voci popolari, era quel che accadeva dopo che le creature magiche avevano danzato, di solito nelle notti di plenilunio. La spiegazione era che tale ballo sfrenato avesse sviluppato un’energia misteriosa e aperto un portale verso un’altra dimensione.
Diverse leggende raccontano di esseri umani che, entrati in tali cerchi, furono trasportati dalle fate in un luogo in cui il tempo scorreva molto lentamente e, al ritorno, trovarono familiari e parenti notevolmente invecchiati, nonostante fossero convinti di aver trascorso solo pochi minuti nel regno incantato.

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L’Orfana di Hessle (Real Ghost Stories)

Davvero insolito quel che accadde ad Hanna Butler nel 2013 e gli strascichi coi quali si sta confrontando ancora adesso.

Si trovava con l’amica Georgina a Hessle (Yorkshire orientale) e insieme decisero di partecipare ad una ‘Ghost Walk’ e cioè quei tour notturni che portano i partecipanti in luoghi sinistri o con storie misteriose.
La guida condusse le due ragazze e gli altri partecipanti nei pressi di un albero, raccontando di una leggenda legata al fantasma di una piccola orfana che si affacciava sul mare in attesa di suo padre, un marinaio deceduto in mare.
Hanna decise di scattare una decina di fotografie di quel luogo, per documentare l’insolita escursione fatta con l’amica. Improvvisamente, la sua attenzione fu catturata dalla strana sagoma che sembrava delinearsi tra le frasche. Riuscì a catturare l’immagine!
Mostrò l’inspiegabile presenza agli altri che erano con lei e almeno una decina confermarono di vedere qualcosa di anomalo. Altri, invece, pensarono che fosse tutto organizzato dal tour e che quindi fosse una fotografia alterata in precedenza.

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