Category Miti e Mitologia

I ‘Fairy Rings’ (anelli fatati) – di Gabriele Luzzini

Già a partire dal Medioevo il folklore attribuiva alle attività delle fate gli strani cerchi di erba appiattita e scura che si possono incontrare nei boschi.
Secondo le voci popolari, era quel che accadeva dopo che le creature magiche avevano danzato, di solito nelle notti di plenilunio. La spiegazione era che tale ballo sfrenato avesse sviluppato un’energia misteriosa e aperto un portale verso un’altra dimensione.
Diverse leggende raccontano di esseri umani che, entrati in tali cerchi, furono trasportati dalle fate in un luogo in cui il tempo scorreva molto lentamente e, al ritorno, trovarono familiari e parenti notevolmente invecchiati, nonostante fossero convinti di aver trascorso solo pochi minuti nel regno incantato.

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Le piramidi etnee, un’eredita’ dimenticata – di Viviana Donato

A molti suonerà forse strano, insolito, sentir parlare della presenza di piramidi in Sicilia, eppure queste misteriose ed imponenti costruzioni si trovano anche qui, nella nostra bella isola nel cuore del Mediterraneo. Non conoscerne l’esistenza è però, purtroppo, quasi normale, dato che oggi in pochi ne sono a conoscenza.

Ebbene sì, un preziosissimo patrimonio archeologico sconosciuto alla maggior parte della gente e cosa ancor più grave, non salvaguardato per nulla. Eppure le piramidi sono lì, sotto gli occhi ignari dei passanti, magari le vedi anche percorrendo una strada trafficata, all’interno di proprietà private abbandonate all’incuria generale, o nascoste tra i campi incolti, o usate come basamenti per altre costruzioni. Ma a nessuno viene in mente cosa rappresentino in realtà “quegli ammassi di pietre”, e quale sia il loro inestimabile valore storico.

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Le Ombre dell’Etna, tra storia e leggenda – di Viviana Donato

“L’Etna nevosa, pilastro del cielo,
nutrice dell’acuto inverno perenne lo domina.
Dal profondo sgorgano
purissime sorgenti di fuoco inaccessibile,
fiumi nel giorno che portano flusso di fumo acceso,
e la notte la fiamma rossa travolge pietre fragorose,
verso la piana d’un profondo mare.
Queste immani  fontane di fuoco suscita il drago.
Prodigio che stupisce chi lo vede,
e stupisce il racconto di chi vive.”

Questi versi ispirò a Pindaro la vista dell’imponente e maestosa montagna, con la sua fumante cima innevata e i fiumi di fuoco che tra possenti boati ne sgorgano copiosi, che domina la grande distesa color cobalto del mare e la città che sorge ai suoi piedi, Catania, offrendo agli occhi uno spettacolo unico al mondo, che suscita delle intense emozioni e che nel corso dei secoli ha ispirato poeti e cantori, dal succitato Pindaro a Callimaco, da Ovidio a Dante, Carducci, Goethe, Byron, Verga e altri.

“Tutto ciò che la Natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile si può paragonare all’Etna, e l’Etna non si può paragonare a nulla”, scriveva lo storico dell’arte ed egittologo francese Vivant Denon nel suo “Voyage en Sicile”.

Il vulcano più alto d’Europa, le cui balze partono da tremila e più metri d’altezza, sono caratterizzate da un incantevole susseguirsi di deserti di lave nere e rosse, costellati da macchie di boschi di Abeti, Pini e Betulle, profumatissime Ginestre, castagneti, vigneti ed agrumeti fino a tuffarsi nelle acque dello Ionio.

L’Etna, dispensatrice di vita, perché è dalle sue nere lave che nasce una delle terre più fertili che esistano, ma anche di morte e di distruzione, per gli antichi abitanti dell’isola è sempre stata una montagna sacra.

Veniva considerata la bocca del mondo sotterraneo, e le sue spettacolari eruzioni un’occasione per le forze segrete della natura di rivelarsi agli uomini.

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Il Piccolo Popolo dell’Alaska

Il Folklore legato al Piccolo Popolo e cioè esseri soprannaturali quali fate, folletti, gnomi e leprecauni è diffuso in tutto il mondo, raggiungendo anche le zone più impervie dell’Alaska.
Qui tali creature sono conosciute col nome di Inukin e, come da tradizione, sono caratterizzati da una statura piuttosto piccola ma dotati di forza e poteri magici.
Il loro abbigliamento è simile a quello dei nativi della zona e hanno abitudini simili come fumare o bere alcolici ma sotto i cappucci si intravedono le loro caratteristiche orecchie a punta.

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La Tunda

La Tunda appartiene alla mitologia di una regione costiera del Pacifico compresa tra la Colombia e l’Equador ed è un’entità mutaforma dalle sembianze di una donna che attira e imprigiona le sue vittime all’interno delle intricate foreste che caratterizzano la zona.

Una sua capacità è quella di assumere le sembianze di una persona cara al malcapitato, come quella di una madre per un bambino o della fidanzata per un ragazzo, e di mantenere docile il prigioniero nutrendolo con particolari gamberetti (camarones peneídos).
Questa attività di ammaliamento è denominata ‘Entudamiento’ e chi versa in tale stato è definito ‘Entuntado’.

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Introduzione alla Medicina Ieratica Egizia – di Viviana Donato

“Ra, altrettanto vero che splendente, conosce che vien fatto.
A colui che compie il bene egli fa il bene, a colui che fa il male egli fa lo stesso”
(Iscrizione Louvre n. 2540)

La Medicina Egizia, nonostante la sua grande importanza nell’antichità, è stata oggi quasi completamente dimenticata o comunque non tenuta in debita considerazione, dato l’imperare delle medicine tradizionali provenienti all’oriente, in particolare dalla Cina e dall’India, cui fanno capo la maggior parte dei sistemi di cura non convenzionali attuali, dimenticando, a torto, la nostra tradizione occidentale, la cui culla è stata proprio la valle del Nilo, Scienza Ieratica che non differisce affatto da quella orientale, poiché, nella sostanza, se non nella forma, i postulati sono identici.

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Le Porte dell’Inferno – di Magister Arcani

Le Porte dell’Inferno sono luoghi sparsi nel mondo ai quali il folklore attribuisce la possibilità di accesso al Mondo Sotterraneo, descritto in numerose mitologie anche se con caratteristiche differenti.
Spesso si trovano in regioni con attività geologica insolita come aree vulcaniche e talvolta in laghi, grotte o montagne.

Diverse leggende provenienti dall’antica Grecia e dalla tradizione latina narrano di mortali che hanno oltrepassato tali varchi, per loro volontà o rapiti da creature infernali.
Ad esempio, sia Enea che Ercole hanno entrarono in tale mondo (o forse sarebbe più appropriato definirlo ‘Dimensione’) da una grotta ai margini del lago d’Averno, vicino a Napoli.

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Simbolismo e Terapeutica della Rosa – di Viviana Donato

“Se Zeus volesse donare un regno ai fiori, la rosa regnerebbe su tutti.”
(Saffo)

Gli antichi Egizi consideravano la Rosa quale il simbolo della “Conoscenza Segreta”, ed era consacrata ad Iside. Presso i Greci era il simbolo della gioia, della bellezza, dell’amore e quindi sacra ad Afrodite. Il mito narra che la dea, innamorata del giovane cacciatore Adone, nulla potè fare per salvarlo dalla morte causata dall’attacco di un cinghiale. Nel soccorrere il suo amato, Afrodite si ferì con dei rovi e dal suo sangue sbocciarono delle Rose rosse. Zeus commosso dal dolore di Afrodite, permise ad Adone di vivere per quattro mesi nell‘Ade e per quattro nel mondo dei vivi, altri quattro, invece, dove avrebbe preferito. Per questo motivo la Rosa venne considerata il simbolo dell’amore che vince la morte, ma anche della rinascita. Questo fiore veniva coltivato nei giardini funerari ed era spesso ornamento di tombe, per garantire al defunto il raggiungimento dell’immortalità nell’altra vita. Ecate era talvolta rappresentata con una corona di Rose.

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Il Nocino di San Giovanni. Tra Sacro e Profano – Di Massimiliano Del Tiferno

Gesti Antichi. Riti dimenticati e pagani. Sapienza ancestrale, misticismo ed esoterismo. Questi sono gli ingredienti principali necessari per poter godere del meraviglioso liquore che conosciamo.

Nel semplice gesto di avvicinare un bicchiere alle labbra possono nascere domande inconsuete ed esistenziali, soprattutto se quello che esso contiene è gradevole al palato e spiccatamente alcolico, magari come ultimo peccato di gola dopo una serata in buona compagnia passata con persone care, tessendo discorsi affascinanti e senza una fine certa.

L’ingrediente principale è la noce. Non certo una matura, ma acerba.

Dovremmo aspettare un particolare momento astrale per raccoglierla. E il rito che dovremmo seguire sa più di “alchimia “ che di arte culinaria.

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L’enigma della spada di Orlando – di Gabriele Luzzini

Luogo: Roma (Lazio)

Se transitate per piazza Capranica a Roma, potrebbe essere certamente suggestivo deviare per il vicino ‘Vicolo della Spada’ ed osservare i resti di una colonna con una caratteristica scanalatura che ricorda le conseguenze di un fendente.
La tradizione popolare suggerisce che il violento colpo fu sferrato nientemeno che da Orlando, il paladino di Carlo Magno, con la poderosa Durlindana.
Le ipotesi al riguardo sono due…

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