Category Miti e Mitologia

La Tunda

La Tunda appartiene alla mitologia di una regione costiera del Pacifico compresa tra la Colombia e l’Equador ed è un’entità mutaforma dalle sembianze di una donna che attira e imprigiona le sue vittime all’interno delle intricate foreste che caratterizzano la zona.

Una sua capacità è quella di assumere le sembianze di una persona cara al malcapitato, come quella di una madre per un bambino o della fidanzata per un ragazzo, e di mantenere docile il prigioniero nutrendolo con particolari gamberetti (camarones peneídos).
Questa attività di ammaliamento è denominata ‘Entudamiento’ e chi versa in tale stato è definito ‘Entuntado’.

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Introduzione alla Medicina Ieratica Egizia – di Viviana Donato

“Ra, altrettanto vero che splendente, conosce che vien fatto.
A colui che compie il bene egli fa il bene, a colui che fa il male egli fa lo stesso”
(Iscrizione Louvre n. 2540)

La Medicina Egizia, nonostante la sua grande importanza nell’antichità, è stata oggi quasi completamente dimenticata o comunque non tenuta in debita considerazione, dato l’imperare delle medicine tradizionali provenienti all’oriente, in particolare dalla Cina e dall’India, cui fanno capo la maggior parte dei sistemi di cura non convenzionali attuali, dimenticando, a torto, la nostra tradizione occidentale, la cui culla è stata proprio la valle del Nilo, Scienza Ieratica che non differisce affatto da quella orientale, poiché, nella sostanza, se non nella forma, i postulati sono identici.

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Le Porte dell’Inferno – di Magister Arcani

Le Porte dell’Inferno sono luoghi sparsi nel mondo ai quali il folklore attribuisce la possibilità di accesso al Mondo Sotterraneo, descritto in numerose mitologie anche se con caratteristiche differenti.
Spesso si trovano in regioni con attività geologica insolita come aree vulcaniche e talvolta in laghi, grotte o montagne.

Diverse leggende provenienti dall’antica Grecia e dalla tradizione latina narrano di mortali che hanno oltrepassato tali varchi, per loro volontà o rapiti da creature infernali.
Ad esempio, sia Enea che Ercole hanno entrarono in tale mondo (o forse sarebbe più appropriato definirlo ‘Dimensione’) da una grotta ai margini del lago d’Averno, vicino a Napoli.

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Simbolismo e Terapeutica della Rosa – di Viviana Donato

“Se Zeus volesse donare un regno ai fiori, la rosa regnerebbe su tutti.”
(Saffo)

Gli antichi Egizi consideravano la Rosa quale il simbolo della “Conoscenza Segreta”, ed era consacrata ad Iside. Presso i Greci era il simbolo della gioia, della bellezza, dell’amore e quindi sacra ad Afrodite. Il mito narra che la dea, innamorata del giovane cacciatore Adone, nulla potè fare per salvarlo dalla morte causata dall’attacco di un cinghiale. Nel soccorrere il suo amato, Afrodite si ferì con dei rovi e dal suo sangue sbocciarono delle Rose rosse. Zeus commosso dal dolore di Afrodite, permise ad Adone di vivere per quattro mesi nell‘Ade e per quattro nel mondo dei vivi, altri quattro, invece, dove avrebbe preferito. Per questo motivo la Rosa venne considerata il simbolo dell’amore che vince la morte, ma anche della rinascita. Questo fiore veniva coltivato nei giardini funerari ed era spesso ornamento di tombe, per garantire al defunto il raggiungimento dell’immortalità nell’altra vita. Ecate era talvolta rappresentata con una corona di Rose.

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Il Nocino di San Giovanni. Tra Sacro e Profano – Di Massimiliano Del Tiferno

Gesti Antichi. Riti dimenticati e pagani. Sapienza ancestrale, misticismo ed esoterismo. Questi sono gli ingredienti principali necessari per poter godere del meraviglioso liquore che conosciamo.

Nel semplice gesto di avvicinare un bicchiere alle labbra possono nascere domande inconsuete ed esistenziali, soprattutto se quello che esso contiene è gradevole al palato e spiccatamente alcolico, magari come ultimo peccato di gola dopo una serata in buona compagnia passata con persone care, tessendo discorsi affascinanti e senza una fine certa.

L’ingrediente principale è la noce. Non certo una matura, ma acerba.

Dovremmo aspettare un particolare momento astrale per raccoglierla. E il rito che dovremmo seguire sa più di “alchimia “ che di arte culinaria.

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L’enigma della spada di Orlando – di Gabriele Luzzini

Luogo: Roma (Lazio)

Se transitate per piazza Capranica a Roma, potrebbe essere certamente suggestivo deviare per il vicino ‘Vicolo della Spada’ ed osservare i resti di una colonna con una caratteristica scanalatura che ricorda le conseguenze di un fendente.
La tradizione popolare suggerisce che il violento colpo fu sferrato nientemeno che da Orlando, il paladino di Carlo Magno, con la poderosa Durlindana.
Le ipotesi al riguardo sono due…

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la luna del Raccolto – di Massimiliano Del Tiferno

Viene chiamato così il plenilunio a cavallo dell’equinozio d’autunno. Che cada nella prima decade di ottobre è un fatto abbastanza raro Infatti la luna di stanotte sara più splendente e visibilmente più grande del normale. La particolare posizione astrale permette di essere più che visibile anche prima del tramonto.
Si racconta che accompagni un periodo propizio di fertilità e benessere per la comunità, l’agricoltura e questo è comune a tutte le civiltà precristiane e del vecchio mondo.

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Manananggal, il vampiro delle Filippine

Secondo il Folklore delle Filippine, il Manananggal è una creatura simile al vampiro che appare come una persona normlae durante il giorno, ma di notte gli crescono ali da pipistrello e si divide letteralmente a metà, abbandonando gambe e bacino per alzarsi in volo in cerca di vittime.

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E che cavoli! (la maledizione dei Bergrisi) – di Massimiliano Del Tiferno

L’estate appena finita mostrava la sua innaturale benevolenza. Le messi erano state abbondanti e le bestie avevano generato nuovi animali forti e sani.
Nonostante il giorno durasse già meno della notte la temperatura era mite e i campi donavano ancora erbe e piante fresche copiose.
Fu a causa di quella grande prosperità che dal nord arrivarono i Vanir portando con loro i Bergrisi, stirpe di giganti sanguinari e spietati. Il loro re si chiamava Jotunn l’ingordo, temuto dal popolo degli Uomini più d’ogni altro nemico. Infestava valli e fiordi da secoli, portando carestia, morte e distruzione.

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Brian Boru, L’Ard-Rig di Erin – di Daniele Bello

Qualcuno sostiene che la strada verso la salvezza consiste nel placare l’aggressore, nel ricompensarlo affinchè non ci uccida. Io affermo che questo atteggiamento ci rende solo vittime passive dell’estorsione e conferisce a quei selvaggi il diritto di disprezzarci e di attaccarci nuovamente ogni qualvolta lo desiderino. Sono le vittime che dobbiamo aiutare e proteggere e di cui dobbiamo avere pietà. Difendiamo gli innocenti e distruggiamo i colpevoli”.

Discorso di Brian Boruma
Tratto da Il Leone d’Irlanda di Morgan Llywelyn

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