Category La Soglia Oscura

L’ombra bianca del fiume (Real Ghost Stories)

La quieta immagine fluviale, se osservata nei dettagli, presenta un’innegabile peculiarità.
Infatti, guardando con attenzione, sembra di vedere una bianca figura che emerge dalla vegetazione.

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Un fantasma dalla Russia (Real Ghost Stories)

La fotografia che trovate qui sotto è stata scattata nel 1973 da qualche parte nella campagna russa, quando ancora era URSS.

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L’intruso da un’altra dimensione – di Gabriele Luzzini

Era un giorno soleggiato del 1964 quando la famiglia Templeton decise di fare un picnic ma mai avrebbe immaginato di scrivere una impenetrabile pagina di mistero che perdura ancora adesso.
Proviamo a ricostruire i fatti, accertando fin dove è possibile se i dettagli disponibili siano coerenti.

Il 23 maggio 1964, Jim Templeton, un vigile del fuoco di Carlisle, Cumberland (ora parte della Cumbria – Inghilterra), fece una gita insieme alla moglie e alla figlia che allora aveva 5 anni a Burgh Marsh, zona affacciata sul Solway Firth.
Il cielo era terso e il sole tiepido, quindi una giornata ideale per un’escursione giornaliera di tarda primavera.

Le uniche persone che la famiglia Templeton incontrò furono due donne anziane sedute in un’auto all’estremità dell’area.
Jim immortalò la figlia e la moglie in alcune fotografie e tutto andò per il meglio. L’unica cosa che notò fu un certo nervosismo tra le mucche che stavano pascolando nella zona, senza alcuna causa manifesta.

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Le piramidi etnee, un’eredita’ dimenticata – di Viviana Donato

A molti suonerà forse strano, insolito, sentir parlare della presenza di piramidi in Sicilia, eppure queste misteriose ed imponenti costruzioni si trovano anche qui, nella nostra bella isola nel cuore del Mediterraneo. Non conoscerne l’esistenza è però, purtroppo, quasi normale, dato che oggi in pochi ne sono a conoscenza.

Ebbene sì, un preziosissimo patrimonio archeologico sconosciuto alla maggior parte della gente e cosa ancor più grave, non salvaguardato per nulla. Eppure le piramidi sono lì, sotto gli occhi ignari dei passanti, magari le vedi anche percorrendo una strada trafficata, all’interno di proprietà private abbandonate all’incuria generale, o nascoste tra i campi incolti, o usate come basamenti per altre costruzioni. Ma a nessuno viene in mente cosa rappresentino in realtà “quegli ammassi di pietre”, e quale sia il loro inestimabile valore storico.

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L’ombra disperata di Abercorn Street (Real Ghost Stories) – di Gordon Miles

L’immagine che trovate qui sotto sembrerebbe mostrare una bambina disperata che guarda fuori dalla finestra.
La fotografia è stata scattata al 432 di Abercorn Street  a Savannah (USA), dove si trova una casa strutturata su quattro piani e che ha una sinistra storia nel suo passato.
L’edificio è noto nella cittadina per essere infestato da fantasmi e infatti più di un testimone racconta di suoni, bisbigli, pianti e passi pesanti che si possono udire tra quelle vecchie mura.
E’ superfluo aggiungere che al momento dello scatto non era presente nessuno al suo interno.

La casa fu costruita nel 1868 per il generale Benjamin J. Wilson, un veterano della Guerra Civile e quando la moglie del militare cedette alla febbre gialla, si trovò costretto ad allevare da solo la figlia.

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La bambina del lago (Real Ghost Stories) – di Gordon Miles

L’immagine qui a lato è stata scattata nel Wisconsin, nei pressi del lago Dorothy Dunn.
Quel che sembra una semplice foto-ricordo di una battuta di pesca in realtà cela una stranezza che trasfigura la rassicurante quiete bucolica della stessa.
Infatti, sembra di intravedere una bambina con un berretto e un abito antiquato, vicino all’uomo con la canna.
Il presunto spettro sembra non curarsi del pescatore, quasi che appartenesse ad una linea temporale differente.
Sia la persona ritratta che il fotografo sono certi che non ci fossero bambine nella zona e inoltre lo specchio lacustre è lontano da ogni casa o strada.

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La Bestia della brughiera di Bodmin – di Gabriele Luzzini

Vi piacciono i gatti? Forse avrete sentito parlare del criptide felino avvistato a partire dal 1978 nei dintorni della Brughiera di Bodmin (Bodmin Moor – Cornovaglia).
Le testimonianze raccolte descrivono un grosso predatore, simile a un leopardo o un puma ma sicuramente di una specie sconosciuta che nei successivi anni ’80 e ’90 fu la probabile causa delle uccisioni di alcuni capi di bestiame allevati dagli agricoltori della zona.

Nel 1995 il governo britannico, a seguito delle continue denunce da parte degli abitanti di quell’area rurale, inviò alcuni esperti per indagare cosa stesse effettivamente accadendo. Dopo 6 mesi, non fu individuata alcuna creatura ignota ma non fu esclusa la possibilità della sua esistenza.

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Le Ombre dell’Etna, tra storia e leggenda – di Viviana Donato

“L’Etna nevosa, pilastro del cielo,
nutrice dell’acuto inverno perenne lo domina.
Dal profondo sgorgano
purissime sorgenti di fuoco inaccessibile,
fiumi nel giorno che portano flusso di fumo acceso,
e la notte la fiamma rossa travolge pietre fragorose,
verso la piana d’un profondo mare.
Queste immani  fontane di fuoco suscita il drago.
Prodigio che stupisce chi lo vede,
e stupisce il racconto di chi vive.”

Questi versi ispirò a Pindaro la vista dell’imponente e maestosa montagna, con la sua fumante cima innevata e i fiumi di fuoco che tra possenti boati ne sgorgano copiosi, che domina la grande distesa color cobalto del mare e la città che sorge ai suoi piedi, Catania, offrendo agli occhi uno spettacolo unico al mondo, che suscita delle intense emozioni e che nel corso dei secoli ha ispirato poeti e cantori, dal succitato Pindaro a Callimaco, da Ovidio a Dante, Carducci, Goethe, Byron, Verga e altri.

“Tutto ciò che la Natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile si può paragonare all’Etna, e l’Etna non si può paragonare a nulla”, scriveva lo storico dell’arte ed egittologo francese Vivant Denon nel suo “Voyage en Sicile”.

Il vulcano più alto d’Europa, le cui balze partono da tremila e più metri d’altezza, sono caratterizzate da un incantevole susseguirsi di deserti di lave nere e rosse, costellati da macchie di boschi di Abeti, Pini e Betulle, profumatissime Ginestre, castagneti, vigneti ed agrumeti fino a tuffarsi nelle acque dello Ionio.

L’Etna, dispensatrice di vita, perché è dalle sue nere lave che nasce una delle terre più fertili che esistano, ma anche di morte e di distruzione, per gli antichi abitanti dell’isola è sempre stata una montagna sacra.

Veniva considerata la bocca del mondo sotterraneo, e le sue spettacolari eruzioni un’occasione per le forze segrete della natura di rivelarsi agli uomini.

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Il Troll di Berge – di Gabriele Luzzini

Da un po’ di tempo è reperibile un’immagine attribuita ad uno scatto fortunato effettuato nel dicembre del 1942 dall’equipaggio di un aereo della RAF durante un volo di ricognizione in Norvegia. L’immagine è inequivocabile e potrebbe essere la prova definitiva dell’esistenza dei Troll, gigantesche creature umanoidi che arricchiscono le leggende scandinave.

Le descrizioni che incontriamo nel folklore parlano di  mostri pelosi e molto forti, caratterizzati da un grosso naso e la coda, oltre ad avere solo quattro dita per ogni mano e piede ed un’avversione molto forte alla luce (addirittura, in alcune storie i raggi solari sono in grado di trasformarli in pietra).

I Troll possono essere di due tipi e cioè giganteschi ma di natura maligna oppure piccoli e benevoli nei confronti dell’uomo.
Facendo una rapida stima con la foresta dalla quale emerge, l’essere potrebbe essere alto decine di metri e quindi apparterrebbe alla prima tipologia sopra indicata. Insomma, non proprio il miglior incontro da fare in una landa desolata in Norvegia.

Sospendiamo il senso di meraviglia per un attimo e proviamo a fare una rapida ricerca iconografica…

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Sparizioni di Massa – di Gabriele Luzzini

Analizzando la Storia e alcuni episodi che l’hanno caratterizzata, talvolta ci si imbatte in cronache su cui l’inspiegabile ha fatto scendere un denso sipario e che tutt’oggi risultano avviluppate in una coltre di mistero.
Leggendo alcuni resoconti, infatti, è possibile incontrare descrizioni di sparizioni massive di eserciti, non causate da evidenti cause belliche.

Un caso piuttosto documentato accadde nel corso della cruenta campagna di Gallipoli, durante la 1° guerra Mondiale, e coinvolse il primo reggimento britannico di Norfolk che era sotto il comando del colonnello Horace Beauchamp.
Composto da 16 ufficiali e 250 soldati, incalzò i nemici fino ad una foresta, inoltrandosi nella stessa per poi sparire senza lasciare alcuna traccia.
La segnalazione emerge dal resoconto di un testimone oculare che troviamo in un dispaccio inviato dal generale Ian Hamilton al segretario di guerra Earl Kitchener.
Inoltre, nel 50° anniversario dello sbarco di Gallipoli, l’ex geniere Frederick Reichardt rese una dichiarazione firmata che fornì ulteriori dettagli all’insoluta sparizione del reggimento.
Descrisse una nube strana ed enorme, lunga 800 piedi e alta 220 (cioè 244 metri e 67 metri) che si era posata al suolo. I soldati avevano proseguito la loro marcia per attraversarla ma poco dopo si era sollevata: gli uomini erano spariti!
Se quella nube fosse stato gas nervino rilasciato dai tedeschi, dove erano finiti i cadaveri?

Un altro evento ignoto appartiene alla Storia Antica e perciò è da analizzare con le dovute precauzioni.

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