Codex Gigas, la Bibbia del diavolo

Uno dei manoscritti più grandi al mondo tutt’ora esistenti è il Codex Gigas (Codice Gigante), noto anche come la Bibbia del Diavolo. Lungo circa un metro, è stato stimato l’utilizzo di almeno 150 pelli di animali per realizzarlo e servono almeno due persone per sollevarlo. E’ scritto in latino e probabilmente è del 13° secolo d.C., ipotesi supportata da una nota nel manoscritto stesso che sostiene sia stato impegnato nel monastero di Sedlec nel 1295.

Il folklore sostiene che sia la ‘conseguenza’ di un patto col diavolo e che vede coinvolto un monaco condannato ad essere murato vivo che nel corso di una notte abbia prodotto tutto il manoscritto, grazie ad un sulfureo aiuto Proprio per la sua presunta natura diabolica, è accompagnato da un’aura funesta che porta rovina e disgrazia ai suoi possessori. A seguito di analisi dello stesso, è stata rilevata un’incredibile uniformità nella stesura che fa supporre l’intervento di un solo scrivano, corroborando la leggenda dello sfortunato monaco anche se, ovviamente, può aver impiegato anni alla sua compilazione. Infatti, una stima del ‘National Geographic’, ha ipotizzato che, escludendo le illustrazioni, una sola persona avrebbe impiegato almeno cinque anni, senza mai interrompersi e lavorando 24 ore al giorno, per completarlo. Più realisticamente, venticinque anni potrebbe essere il periodo più corretto, considerando le inevitabili pause. Il Codex Gigas è una sorta di raccolta di vari testi oltre ad una traduzione completa in latino volgare della Bibbia ed infatti è composto principalmente da: 1) Antico Testamento 2) ‘Antichità Giudaiche’ di Giuseppe Flavio (1 ° secolo dC) 3) ‘Enciclopedia Etymologiae’ da Isidoro di Siviglia (6 ° secolo dC), 4) Una raccolta di opere di medicina di Ippocrate, Teofilo e altri, 5) il Nuovo Testamento 6) ‘La Cronaca di Bohemia’ di Cosma di Praga (1050 dC). Inoltre, sono presenti anche testi minori relativi a esorcismi, formule magiche, un quadro della città celeste e una pagina intera su cui è illustrato il Diavolo, da cui la leggenda relativa al patto scellerato del monaco. Attualmente, il gigantesco tomo è conservato presso la Biblioteca nazionale di Stoccolma.