‘Come un’Isola’ di Monika M. – Recensione

Finalmente è disponibile ‘Come un’Isola’ e Monika M. ha dimostrato di avere ancora moltissimo da raccontare, pur essendo stato ‘Margot’ uno splendido romanzo (recuperatelo in fretta, prima che vada in ristampa). La prosa è sempre curata, attuale ma non banale e l’uso della grammatica, spesso opzionale in molti scrittori contemporanei, puntuale e preciso.

Ma parliamo della storia, in cui si intreccia la quotidianità alla volontà della protagonista, Lucrezia, di conoscere il proprio passato remoto, che si cela nelle pieghe di quello vissuto nelle vite precedenti e alimenta le paure di ogni giorno. L’incontro con Victor, archetipo esistenzialista ma con componenti prepotenti di narcisismo, sarà inevitabilmente costruttivo e distruttivo al tempo stesso. Rivivere il passato per consolidare le fondamenta di noi stessi. E’ forse questo una delle molteplici chiavi di lettura di ‘Come un’isola’. Anche se la vita precedente era quella di una strega ai tempi dell’inquisizione. Tutto ha un prezzo. Le emozioni di solito quello più alto. Lucrezia lo sa molto bene. Sottomissione e disciplina si amalgamano per definire la costante ricerca umana di capire le proprie origini e il proprio senso nei meccanismi della vita, senza compiaciuto nichilismo. Sicuramente degna di nota l’idea di chiamare i capitoli ‘Sessioni’, come se fossero sedute di regressioni per le vite precedenti, oppure attività di BDSM. Leggetelo. E’ davvero un’Esperienza.

‘Se lui voleva essere mancanza, ora lei desiderava unicamente essere rimpianto.’ ‘Come un’Isola’ di Monika M.

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