Conca, la città sommersa – di Gabriele Luzzini

Quante ombre inquiete si agitano nelle rassicuranti acque dell’Adriatico… E la sagoma di una città dimenticata ed inghiottita dal mare accompagna il lento solcare delle navi… Quasi che fosse la mitica Ryleh sognata da H.P. Lovecraft… Sto parlando dell’antica Conca, le cui rovine giacciono nello specchio marino che si trova davanti a Cattolica, città balneare nei pressi di Rimini.

Conca

Chiamata anche Crustumium e Valbruna, la sua esistenza venne citata già dal poeta Lucano, dallo storico Biondo Flavio, vissuto nel XV secolo e da Raffaele Adimari, studioso del 1600. Da questi illustri cronisti, riusciamo ad evincere una descrizione della città, fatta di solide mura e torri svettanti. La struttura quindi potrebbe facilmente rammentare una roccaforte, supposizione giustificata anche dal fatto di trovarsi in una zona marittima e quindi esposta ad attacchi di predoni. Addirittura, nelle descrizioni più dettagliate ricaviamo informazioni riguardanti preziose porte di marmo e statue di notevoli dimensioni. Non è raro incontrare a Cattolica qualche pescatore che sostiene di aver impigliato ed irrimediabilmente danneggiato le sue reti in enormi massi od improvvisati sommozzatori che si sono imbattuti in misteriose rovine, le cui parti più alte sfiorano il pelo dell’acqua.

Conca - immagine subacquea

La tradizione suggerisce che gli attuali abitanti di Cattolica siano i diretti discendenti degli abitanti di questa misteriosa città, probabilmente di origine greca. Qualche risultato sull’esatta ubicazione è stato ottenuto da un sub-club di Cattolica che pare abbia individuato alcune mura fortificate. In tali acque sono stati rinvenuti oggetti di notevole fattura e, nonostante lo scetticismo di diversi esperti sull’effettiva esistenza della città, i continui reperti che continuamente vengono estratti supporterebbero il contrario. Il ritrovamento di anfore, lacrimatoi e preziosi piatti, nonché addirittura mosaici realizzati con rara maestria farebbero pensare a Conca come un luogo elitario, rifugio di Famiglie ricche e nobili. Ma l’esatta locazione del nucleo è ancora da scoprire, quasi che, come la mitica Avalon, Conca non sia visibile agli occhi di tutti, nonostante il fatto che le acque che l’hanno inghiottita siano costantemente battute da pescherecci, motonavi turistiche e battelli d’ogni tipo. Stime approssimative e leggende marinare situano cronologicamente la catastrofe attorno al 1000 a.C., ma anche riguardo a questo ed alle effettive cause aleggia una densa foschia… Umberto Cordier, nel suo eccellente “Dizionario dell’Italia misteriosa” sottolinea i fattori contraddittori nelle due teorie più accreditate. La prima, che identifica la causa in un terremoto, non è sostenuta dalle dicerie che parlano di alte torri sommerse. Infatti, una catastrofe di quel tipo le avrebbe rase al suolo. La seconda, che presuppone un “lento bradisismo”, non può essere supportata dal costante ritrovamento di oggetti e suppellettili, quasi che fossero stati abbandonati di fronte ad un cataclisma improvviso. Ma cosa può davvero aver fatto sprofondare Conca, risparmiando però la costa antistante? Un inspiegabile cataclisma estremamente circoscritto? Un’ultima cosa… Non è affatto casuale che un torrente a nord di Cattolica si chiami proprio “Conca”…

Articolo pubblicato sul n° 19 del mensile MYSTERO – Ed. Mondo Ignoto – Versione integrale –