Crowley, Pessoa e il mistero di ‘Boca do Inferno’ – di Gabriele Luzzini

Era il settembre del 1930 quando l’occultista e critico inglese Aleister Crowley, con la compagna Hanni Jaeger, giunse a Lisbona per incontrare il poeta e scrittore Fernando Pessoa. Era la naturale conseguenza di un rapporto epistolare durato alcuni mesi, dopo che Pessoa aveva tradotto in portoghese ‘Inno a Pan’ del primo e soprattutto dopo avergli indicato alcuni errori in una sua pubblicazione. Infatti, nel dicembre 1929 Pessoa lesse i primi due volumi delle Confessions di Crowley e chiese alla casa editrice di comunicare all’autore alcune inesattezze. Contemporaneamente, inviò tre suoi libri di poesie in inglese, da consegnare all’occultista. Da qui, si innestò un carteggio che portò all’incontro e al fatto insolito che poi accadde…

Il 25 settembre 1930, durante l’escursione a ‘Boca do Inferno’, una spaccatura naturale che si trova a ridosso del mare nella città di Cascais (Lisbona), l’inglese scomparve misteriosamente. Il giornalista Ferreira Gomes, amico di Pessoa, ritrovò nelle vicinanze un porta-sigarette dalle strane incisioni (su un lato una cena alchemica, mentre sull’altro una sorta di iniziato in posizione fetale) e un messaggio firmato da Crowley in cui diceva di essersi buttato nell’oceano. Fernando Pessoa e Ferreira Gomes furono a lungo interrogati dalla polizia, rischiando anche l’arresto. Il mago era scomparso. Che cosa era avvenuto?

Il 5 ottobre fu pubblicato un articolo di Ferreira Gomes sul periodico Noticias Illustradas in cui presentava la figura di Crowley e alcune considerazioni di Pessoa. Addirittura, qualche mese dopo la pubblicazione Girasol ne ipotizzò l’omicidio, oltre ad intervistare Pessoa sull’argomento che però dichiarò di non sapere nulla della sorte dell’occultista. Il poeta citò comunque un articolo dell’Oxford Mail in cui veniva valutata l’ipotesi che l’eliminazione di Crowley fosse stata ordita dalla Chiesa Cattolica Romana. Intanto, Aleister Crowley si ripresentò tempo dopo in Germania, come se nulla fosse accaduto. Probabilmente era stata una messinscena architettata meticolosamente insieme a Pessoa e con la complicità di Gomes. Ma quale fu il motivo?

Per alcuni fu un bizzarro tentativo di Crowley di riconquistare la compagna Hanni Jaeger, che era giunta a Lisbona con lui per poi lasciarlo il 20 di settembre. Per altri fu un metodo efficace per prendersi gioco della stampa, talvolta non particolarmente affabile con l’occultista. E se invece ci fosse stata una motivazione più profonda ed esoterica? Una sorta di rito di Iniziazione oppure il recupero di qualche oggetto magico con l’aiuto di Pessoa? Non sono da sottovalutare le doti fisiche di Crowley, in passato un eccellente alpinista, che gli avrebbero permesso qualche impresa straordinaria, magari nelle grotte sottostanti la spaccatura davanti all’oceano. Inoltre, Fernando Pessoa conosceva molto bene l’esoterismo e lui stesso, nella sua nota biografica, si definiva: ’iniziato, per comunicazione diretta da Maestro a Discepolo, nei tre gradi minori dell’(apparentemente estinto) Ordine templare di Portogallo’. C’era forse una missione da compiere? Un Graal da recuperare? Non esiste una spiegazione a ciò che accadde a ‘Boca do Inferno’ e non sapremo mai cosa fece davvero il mago inglese nel lasso di tempo in cui scomparve. Ma, forse, è bene che il mistero rimanga tale.

Tratto da: Oltre i Margini del Possibile – Gabriele Luzzini