Giambattista della Porta: Cenni bio-bibliografici – di A. Rossignoli

Giambattista Della Porta nacque a Vico Equense (Napoli) nel 1535. Di intelligenza rara e precoce, estremamente studioso, a soli 10 anni componeva già importanti orazioni in italiano, greco e latino, lingua, quest’ultima, che padroneggiò in seguito alla perfezione.

Grazie alle condizioni agiate della famiglia (il padre era proprietario terriero ed armatore di navi) potè, attraverso gli studi, sviluppare le sue notevoli capacità di apprendimento. Si appassionò alle scenze e completò la sua istruzione percorrendo l’intera Europa, visitando biblioteche e musei, avvicinando gli uomini più dotti del tempo e accumulando una tale copia di cognizioni da giustificare la grandissima reputazione di cui potè godere tra i suoi contemporanei. La sua viva curiosità e l’arditezza di spirito, simile a Girolamo Cardano e Arnaldo da Villanova, che prese come maestri, lo attirarono inevitabilmente verso il “meraviglioso”, e il suo ingegno esplorò infatti il dominio del bizzarro e dell’inesplorato, tormentandosi intorno alla soluzione di tutti quei problemi che la sua epoca giudicava insolubili. Ritornato in patria, dopo i suoi lunghi viaggi, continuò a tenersi in contatto con gli uomini più importanti dell’epoca, con cui ebbe un ininterrotto scambio epistolare. A Napoli fu uno dei soci più attivi dell’Accademia degli Oziosi, a cui non erano ammessi che i più validi studiosi e, in seguito, fondò l’Accademia dei Secreti (Academia Secretorum Naturae), riservata esclusivamente a coloro che si fossero distinti per qualche scoperta scientifica. In seguito si diffuse la voce che i suoi membri fossero dediti alle scienze occulte e l’opinione fu maggiormente accreditata da alcune predizioni fatte da Della Porta che, pare, si realizzarono. Si disse che Della Porta avesse pubblicamente dichiarato di essere in grado di dominare gli elementi, scrutare il futuro, evocare potenze occulte, disporre a suo piacimento della vita degli uomini e degli animali e, su denuncia specifica, venne invitato a presentarsi davanti al Pontefice per giustificarsi.

della Porta

Della Porta si recò a Roma e non gli fu difficile convincere il Papa dell’inconsistenza delle accuse mossegli da persone ignoranti e invidiose del suo sapere. Il Papa, pur concedendogli di poter proseguire gli studi di scienze naturali, gli impose però la chiusura dell’Accademia, per fugare il pretesto di ulteriori accuse. Tra il 1579, anno in cui fu indagato dell’Inquisizione, e il 1581, viaggiò moltissimo: visitò Roma, Venezia e Ferrara, ove fu ospite presso il cardinale Luigi d’Este.Nel 1589 la sua casa fu frequentata anche dal filosofo Tommaso Campanella,che certamente trasse da quelle conversazioni spunti per l’opera De sensu rerum et magia, in gestazione già dal 1590. Nel 1592 soggiornò a Venezia, dove incontrò ripetutamente Paolo Sarpi e forse anche Giordano Bruno, prima che fosse incarcerato. Nel 1593, a Padova, incontrò nuovamente Sarpi e anche Galileo Galilei. Nel 1610 fu invitato a far parte dell’Accademia dei Lincei e, in seguito, di altre accademie letterarie, fra cui la già citata Accademia degli Oziosi. Negli ultimi anni si dilettò a raccogliere esemplari rari di animali e piante. Il suo museo privato attirò moltissimi viaggiatori e ispirò Athanasius Kircher per ricostruire una collezione simile a Roma. Di ritorno a Napoli, si dedicò poi interamente ai suoi studi e alle sue ricerche, facilitategli dai copiosi mezzi a sua disposizione. Morì a Napoli il 4 febbraio 1615. Di lui fu detto che contribuì più di ogni altro dotto della sua epoca a diffondere il gusto delle scienze naturali, a cui rese importanti servigi. Egli si adoperò a collegare a leggi generali i fenomeni inspiegati e a spiegarli in modo naturale, ed estese inoltre le sue indagini sin nel campo della fisica. A lui si deve la scoperta della camera oscura e, secondo alcuni, del telescopio. In generale, Della Porta è visto come un bizzarro personaggio, intrisco di superstizione e scienza, che ha condiviso le idee di molti suoi contemporanei, in particolare sull’astrologia, sulla magia e sugli spiriti maligni. Le sue opere esoteriche sono considerate dai profani piene di superstizioni e segreti impossibili, salvate, tuttavia, dai servigi da lui resi alle scienze naturali. Egli aveva sicuramente letto tutte le più importanti opere di magia, dal Picatrix dello pseudo-Magriti al De occulta philosophia di Cornelio Agrippa. Della Porta segue la medesima linea, apparentemente caotica, nella quale si mescolano ermetismo, erudizione,scienza, segreti e cose meravigliose. Ma il lettore attento sa che dietro c’è una chiave di lettura meno superficiale, che presuppone la conoscenza della terminologia magico-ermetica. Il testo non deve essere letto secondo la lettera, bensì per analogia, per similitudine. Prima di riportare, a conclusione dell’articolo, un elenco delle opere di Della Porta, ricordo, a titolo di curiosità, che egli scrisse anche quattordici commedie in prosa, due tragedie in versi e una tragicommedia (raccolte in quattro volumi e pubblicate a Napoli nel 1726). Ed ecco l’elenco delle sue opere, scritte in latino: Magia Naturalis, sive se miraculis rerum naturalium (Napoli, 1589). L’opera fu iniziata da Della Porta a 15 anni e si articola in quattro volumi. Nel 1584 fu compendiata in un volume unico, largamente diffuso e tradotto; De furtivis litterarum notis (Napoli, 1563), trattato pratico di crittografia contenente 180 processi di scritture cifrate e il mezzo per moltiplicarli in modo indefinito; Phytognomonica (Napoli, 1583), curioso trattato sulle proprietà delle piante raffrontate con le varie parti del corpo umano e poste alla base della terapia, concetto ripreso attualmente e applicato dall’omeopatia, che ne ha verificato l’esattezza; De humana physiognomonica (Napoli, 1586), nella quale mostra come il carattere di un uomo sia stampato sul suo volto.

della Porta 2 Opera a cui Lavater ha largamente attinto e nella quale Della Porta aggiunge le sue osservazioni personali a quelle già lasciate da Aristotele, Polemone e Adamanzio. L’opera fu tradotta in italiano dallo stesso Della Porta e stampata a Napoli nel 1598; Villae (Francoforte, 1592), opera di agricoltura; De refractione (Napoli, 1593), trattato sulla rifrazione e sull’anatomia dell’occhio; Pneumaticorum (Napoli, 1601), trattato sulle macchine idrauliche; De coelesti physiognomonica (Napoli, 1601), in cui, pur accettando le influenze astrali, Della Porta condana certe aberrazioni dell’astrologia giudiziaria; Ars reminiscendi (Napoli, 1602), sui mezzi per irrobustire la memoria, pubblicata l’anno seguente in italiano; De distillationibus (Roma, 1603), opera che rispecchia lo stato della chimica ai tempi di Della Porta; De munitione (1606), trattato di arte militare; De aeris transmutationibus (Napoli, 1609), trattato di meteorologia; De distillatione (1610), trattato di chimica; Taumatologia (1610 ca.), opera perduta che conteneva descrizioni di esperimenti medici, medicine spagiriche, veleni e controveleni.

Fonte: – G. B. Della Porta, La magia naturale, Giunti Demetra, Prato 2008.