Giovanni Battista della Porta: il mago e le sue conoscenze necessarie – A. Rossignoli

Per comprendere adeguatamente i segreti della Natura, il mago dovrà essere assai versato nella filosofia naturale. Dovrà ricercare le cause e i principi primi delle cose e porre in luce le meravilgiose ricchezze che ne derivano, indicarne i reciproci legami, trovare il punto di congiunzione degli elementi, risalire alla sorgente delle cause, scrutare il mistero del telos delle cose.

Il mago, nondimeno, dovrebbe conoscere la medicina, scienza affine alla magia e, anzi, è la primitiva forma sotto cui la magia si è presentata all’umanità; del resto, la medicina insegna a comporre e a dosare le miscele e i filtri e a conoscere le piante, indigene ed esotiche, tanto utili che si può dire che essa compendi la magia naturale. E non si dovrebbe ignorare la matematica, poihcè molte cose agiscono per l’influsso degli astri e dipendentemente dal moto infaticabile dei cieli, moti e influssi insegnati dall’astrologia, che fa conoscere altresì le propietà e le virtù nascoste delle cose. La magia contiene una potenza speculativa che si riferisce agli occhi e, per ingannarli, essa suscita visioni nelle acque e negli specchi: tutto sommato, la magia ha asservito tutte le arti, così che colui che le ignorasse anche solo in parte, non potrebbe dirsi mago. Pertanto, il mago deve essere artefice per dono di natura e, al contempo, sapiente, perchè se fosse sapiente senza artificio o artefice ignorante, egli lavorerebe invano e non potrebbe raggiungere la meta desiderata. Pragmaticamente parlando, il mago non dovrebbe essere povero, poichè lavorerebbe stentatamente se il denaro gli difettasse: dovrebbe poter disporre di una buona quantità di denaro da destinare ai suoi studi. Sempre il mago dovrebbe prodigarsi ed impegnarsi nella sua ricerca, poiche gli dèi nulla hanno concesso ai mortali senza sforzo.Fonte: – Giovanni Battista della Porta, La magia naturale, Giunti Demetra, Prato 2008.