Gli incappucciati d’ombra di E. Hamilton – Recensione di Ender

Gli incappucciati d’ombra di Edmund Hamilton Prima edizione in inglese “The haunted star”, Aprile 1964 In italiano Urania n° 671, maggio 1975

La sensazionale scoperta sulla Luna delle rovine di un’antichissima base militare aliena, in piena guerra fredda, causa una corsa contro il tempo dell’amministrazione USA per decifrare la lingua, impossessarsi di scienza e tecnologia, garantendosi una supremazia militare ed infine aprire al genere umano la via verso le stelle. Tuttavia, le registrazioni finalmente tradotte raccontano di una guerra galattica persa che precluse per sempre agli alieni l’accesso alle stelle. E’ forse, anche dopo 30.000 anni, una minaccia tuttora valida anche per i terrestri che si accingono al loro primo viaggio interstellare alla volta del pianeta natio dei costruttori della base militare? …
Originato da un’idea interessante, la narrazione è tuttavia sempre in bilico tra l’approfondimento psicologico di alcuni personaggi e la stereotipizzazione di altri. Così come stile e linguaggio ondeggiano tra modernità e cliché d’epoca. Il romanzo risente in maniera piuttosto marcata del tempo trascorso e dell’evoluzione di genere che andava definendosi in quegli anni, per cui anche le tematiche proposte: guerra fredda sullo sfondo, finalità della scienza, militarismo e antimilitarismo, perfino un accenno all’agostiniana via dell’introspezione alla ricerca della verità, si muovono in una zona fluida tra certezze anteriori e nuovi scenari di analisi, affrontate con mancanza di un adeguato approfondimento, in linea con la facilità dell’opera. Inoltre, negli aspetti tecnologici, l’autore pare non essersi impegnato molto ad ipotizzare o a documentarsi su tecnologie future o futuribili, già allora concettualmente presenti, contribuendo così ad amplificare la sensazione di obsolescenza e evidenziando delle incongruenze che probabilmente erano già avvertibili all’epoca della sua prima pubblicazione.
Nonostante questi segni del tempo ed alcune pecche, la considero, a motivo dell’idea proposta, una lettura sufficiente che, data la sua brevità (130 pagine), potrebbe tenervi compagnia senza troppo impegno per 1 o 2 giorni.