Hoia Baciu, la foresta maledetta

La foresta di Hoia-Baciu, ubicata vicino a Cluj-Napoca (Romania), è considerata come uno dei luoghi più misteriosi della regione a causa delle frequenti attività paranormali, studiate ormai da 50 anni. Infatti, tra le varie segnalazioni troviamo fantasmi, apparizioni, volti individuati nelle fotografie che non erano visibili a occhio nudo, sparizioni di persone del luogo e avvistamenti UFO. I visitatori sottolineano una persistente ansia e la sensazione di essere costantemente osservati da qualcosa di invisibile, oltre che la presenza di bizzarrie nella vegetazione quale alberi dalla forma strana o bruciature sui ceppi di albero e rami. La cattiva fama di Hoia Baciu iniziò dopo che un pastore che vi transitava sparì con le sue duecento pecore. L’area fu setacciata per diversi giorni da decine di persone ma dell’uomo e del suo gregge non fu trovata alcuna traccia. Coloro che vivono nelle aree limitrofe hanno paura di entrare e molti dei locali che sono andati nella foresta hanno subito inspiegabili danni fisici, tra cui eruzioni cutanee, nausea, vomito, emicranie, ustioni e graffi. Inoltre, esistono numerosi testimoni che descrivono in modo particolareggiato una serie di fenomeni: luci insolite simili ad ORBS, voci femminili che ridacchiano, figure evanescenti… Tra le vicende più inquietanti che si raccontano, una ha come protagonista una bambina che scomparve nel bosco per poi fare la sua ricomparsa un lustro dopo, indossando gli stessi abiti che portava al momento della sparizione e per nulla invecchiata. Era certa di essere stata via da casa solo per poche ore! Il 18 agosto del 1968, un tecnico militare di nome Emil Barnea scattò una fotografia poi diventata piuttosto famosa nell’ambiente ufologico che immortalava uno strano oggetto volante simile ad un piatto che si librava sulla foresta. Il biologo Alexander Sift, dopo aver visitato l’area boschiva, fu colpito da un’inspiegabile malessere che lo accompagnò per alcune settimane con febbre e ustioni su tutto il corpo. A seguito di questo, nel corso degli anni indagò e studiò a lungo i fenomeni della foresta, producendo fotografie con bagliori notturni, umanoidi, sagome indefinite e oggetti volanti… Inoltre, scoprì che sintomi e decorso del suo strano malore avevano forti similitudini con la cheratosi Attinica, una malattia cutanea dovuta ad una fortissima esposizione ai raggi ultra violetti del sole. Non è da dimenticare che alcune rilevazioni hanno evidenziato in talune aree una radioattività più significativa di quella prodotta dall’uranio naturale. Il folklore sostiene che il bosco sia infestato dalle anime dei contadini romeni uccisi lì, intrappolate in una zona ‘intermedia’ e perciò infuriate per la loro situazione. Queste credenze sono alimentate anche da visioni di misteriosi occhi verdi che scrutano, voci nel vento di spiriti tormentati e una nebbia particolarmente scura e densa. L’attività paranormale sembra essere concentrata nella parte più interna della foresta, in una radura priva di vegetazione e che sembra costituire un cerchio perfetto. Le analisi del terreno hanno dimostrato che non c’è nulla di anomalo che possa impedire all’erba di crescere. Eppure in quel cerchio non c’è alcun segno di vita vegetale…