I lupi mannari di Poligny

Nel 1521 Jean Boin, l’inquisitore di Besancon, si occupò di una misteriosa aggressione ai danni di un viandante che si trasformò in un’indagine per scoprire un presunto licantropo a Poligny, in Francia.

Infatti, un viaggiatore nel corso di una notte di plenilunio era stato attaccato da un lupo. Era riuscito a respingere l’aggressione e, seguendo le tracce di sangue lasciate dall’animale, era giunto in un cottage dove vide una donna medicare le ferite ad un braccio di quello che poi si scoprì essere suo marito, Michel Verdun.
In quegli anni bui, dove stregoneria e licantropia venivano immediatamente associati a innominabili patti diabolici, ci si muoveva con rapidità di fronte a simili episodi e Verdun fu prontamente arrestato. Brutalmente torturato, l’uomo confessò di essere un mutaforma, di aver stipulato un patto col diavolo e di essersi cibato di carne umana. E, come accadeva abitualmente in simili interrogatori, aggiunse che condivideva tale mostruoso potere con altri due abitanti di Poligny e cioè Filbert Montot e Pierre Bourgot. Anch’essi, una volta presi in consegna dalle autorità giudiziarie, subirono il medesimo trattamento inumano subito dal primo portando Bourgot a confessare di aver ucciso e divorato una bambina di 9 anni.

Come era in uso di fronte all’ammissione di colpevolezza connessa a reati diabolici, i tre furono condannati a morte tramite rogo ma la storia è giunta fino a noi, a ribadire come l’oscurantismo e l’obnubilamento della Ragione possano generare mostri più orrendi di quelli che si prefiggono di sconfiggere.