Il castello di Montebello e lo spettro di Azzurrina – di Gabriele Luzzini

L’entroterra della Romagna offre inattesi stimoli a chi ricerca storie inconsuete e una di esse si sviluppa nel paese di Montebello di Torriana, piccola frazione del comune di Poggio Torriana, costruita sopra un masso erratico.
La località è nota sia per il castello che si erge superbo sulla vallata ad un’altezza di 436 metri che per la leggenda del fantasma di Azzurrina, una bambina albina scomparsa secoli fa in circostanze misteriose.

Ma prima di addentrarci nel folklore, è opportuno fornire qualche ulteriore dettaglio sul luogo.
Da alcuni studi è emerso che i primi abitanti della zona erano di tradizione celtica e che fosse considerata un luogo magico, di culto.
Molto tempo dopo, intorno al III secolo, fu costruita una torre, ora inglobata nel complesso e da lì, successivamente, si è sviluppata la Rocca come ora la conosciamo.
Non ci si deve far fuorviare dal grazioso nome ‘Montebello’ poiché deriva da ‘Mons Belli’ e cioè ‘Monte della guerra’, data l’importanza strategica acquisita nel corso degli scontri tra le varie signorie che insanguinarono tale territorio.
Acquistato da Giovanni Malatesta nel 1186, il maniero fu fortificato e modificato nel corso degli anni anche se alla fine del XIV secolo i Montefeltro riuscirono ad espugnarlo.
Nel corso del secolo successivo fu nuovamente riconquistato dai Malatesta ma a causa della rovinosa sconfitta a Pian della Marotta ad opera dell’esercito pontificio, Montebello divenne feudo dei conti Guidi di Bagno, i cui discendenti sono gli attuali proprietari della Rocca.
Il castello offre ardite soluzioni architettoniche sviluppate nel corso dei secoli per poter meglio resistere una volta che gli invasori avessero fatto breccia.
Infatti, si trovano gradini irregolari nelle dimensioni, scalinate pendenti e porte strette, così da minare l’equilibrio e l’agilità dei nemici, facendoli crollare rovinosamente a terra.
Questo è un brevissimo riassunto per contestualizzare sia il luogo che il folklore che lo permea.
Come detto sopra, il luogo dove ora sorge il castello era sacro per i celti, i quali probabilmente lo consideravano una sorta di portale o area intermedia con altre realtà.
Esaminando un libro del 1900 di Tommaso Molari e intitolato “Memorie sul Castello di Montebello di Romagna”, è interessante apprendere che “La leggenda popolare vi intesse intorno il suo mondo di spiriti e di folletti, tanto che, nella notte per chi vi si attarda, sente salire dai trabocchetti rumori strani, tonfi e vagiti paurosi di anime chiedenti pace”.

Inevitabile a questo punto illustrare la storia di Azzurrina, considerando che non esistono inequivocabili fonti dirette: quello che si sa deriva da un libro di storie popolari del seicento (che personalmente non ho potuto visionare), un intreccio di voci tramandate nei secoli e qualche dettaglio storico…
Nella seconda metà del XIV secolo il feudatario di Montebello era Uguccione, padre di una bambina ‘speciale’ e cioè albina. In quei tempi oscuri, tutte le anomalie che si discostassero da un canone di presunta ‘normalità’, erano considerate una prova di stregoneria e per questo la piccola non lasciava mai il castello, nascosta alla vista di tutti.
Il suo nome era Guendalina (o Adelina) e dalla madre era affettuosamente chiamate Déline. Per cercare di celare i capelli bianchi, i genitori erano soliti utilizzare delle tinte naturali per scurirli ma col tempo i pigmenti ebbero una bizzarra reazione e diedero vita ad una capigliatura celeste. Da qui il nomignolo ‘Azzurrina’, con la quale la conosciamo ora.
Era il 21 giugno (l’anno non è noto ma sicuramente attorno al 1375, anno in cui Uguccione era appunto il Signore di tale castello) quando avvenne la misteriosa sparizione della bambina, nel corso di una notte da tregenda squassata da un violentissimo temporale.
Mentre Guendalina stava giocando sorvegliata da due guardie, la palla di stracci le cadde nel ‘Nevaio’ (un’area sotterranea della fortezza, dove conservare le scorte alimentari). La piccola la seguì e poco dopo si udì un urlo straziante. I due soldati accorsero ma lei era scomparsa nel nulla.
Cosa era successo? Tra le varie ipotesi c’è quella che le guardie stesse avessero ucciso ‘Azzurrina’ per superstizione, oppure che lo avessero fatto su mandato del padre che vedeva nella figlia così diversa un ostacolo alla sua scalata al potere. O ancora, qualche botola segreta che avesse inghiottito la bambina.
In ogni caso, a partire da quel giorno, che peraltro era Solstizio d’Estate, lei non fu più rivista.

Ma la vicenda non finisce certo qui…
Nel 1989 il castello viene riaperto al pubblico, al termine di impegnativi lavori di restauro.
La storia di Azzurrina è nota poiché nel corso degli anni sono sempre stati uditi rumori inspiegabili come colpi, pianti, singhiozzi, voci flebili e sussurri disincarnati. Addirittura, qualche suono ignoto rimane impresso anche nel corso di un servizio fatto dalla RAI per presentare il castello di Montebello.
A partire dal 21 giugno 1990, alcuni studiosi del paranormale posizionano regolarmente sensori e registratori per verificare eventuali fenomeni uditivi, dopo essersi accertati l’assenza di persone o animali e aver isolato l’area del ‘Nevaio’. I momenti di maggior picco avvengono ogni 5 anni e nel corso del tempo si sviluppa un consistente archivio: il suono di una palla che rimbalza, pianti, risate, la furia di un temporale innaturale, una voce di bambina che chiama la mamma.

Ora ritorniamo al punto sollevato inizialmente e cioè che la tribù celta che si trovava nella zona era convinta della sacralità del luogo, una porta verso l’Altrove. E se Guendalina ci fosse finita dentro, in un’area magica, una sorta di limbo che l’ha imprigionata?
Ma queste sono solo ulteriori speculazioni mentali. E’ possibile che Guendalina non sia mai esistita, anche se valutando come si sia radicata la storia fatico a crederlo.

Se vi recate a Montebello, non perdetevi le visite organizzate dalla curatrice, un’elegante signora senza età, che saprà farvi vivere le aree del castello, affabulando episodi e usi dimenticati… e la possibilità di ascoltare le registrazioni relative alla piccola Azzurrina.