Il mistero del Graal – di di Tixian Dark

Il Cavaliere Nero disse: “Veloce non c’è tempo da perdere… Sali sul tuo destriero e seguimi se vuoi”.
Il Cavaliere Blu stava fissando lo scendere turbinoso di mille e mille scintille di neve che in quel momento riempivano gioiosamente quella fredda e buia notte. Dal sorriso smagliante dei suoi occhi si capì che aveva accettato l’invito e senza esitazione, con un balzo, salì sul suo cavallo e si mise al galoppo dietro alla scia di neve alzata dai sicuri zoccoli del destriero che lo precedeva. Con la schiena in avanti, afferrando saldamente le briglie, guardava con interesse quel misterioso Cavaliere che aveva da tempo animato le sue fantasie e i suoi timori; curioso osservava la sua schiena forte e sicura coperta dall’oscurità del suo lungo mantello che custodiva le sue fatiche, le sue vittorie, le sue gioie, le sue tristezze e tutti i suoi sogni. Una rapida svolta, un paio di galoppate veloci ed il Cavaliere Blu riuscì ad affiancare l’astuto Cavaliere Nero che, osservando con la coda dell’occhio il rapido avvicinarsi del destriero, scattò veloce mantenendo qualche metro di vantaggio.
Il vento fischiava tra i rami spogli degli alberi ululanti di quella gelida foresta. La neve rendeva tutto quello scenario irreale e suggestivo. Tutto attorno a loro era identico; il tempo sembrava essersi fermato quando si fissava l’attenzione sul sentiero che oltrepassava la foresta, il tempo sembrava invece correre veloce e danzare vorticosamente con il turbinio di tutti quei fiocchi di nevischio gelato che il vento faceva agitare all’impazzata prima di accompagnarli a terra.Nessuna voce, nessuna luce, se non quella della luna piena che sfidando le nuvole nere faceva filtrare, di tanto in tanto, qualche suo raggio. La vita del bosco si riparava come poteva in qualche cantuccio da quella affascinante “morte bianca”. Un difficile pendio che i due Cavalieri affrontarono attentamente, qualche stradina sterrata secondaria e poi il Cavaliere Nero si fermò dove la foresta incominciava a farsi più fitta e si scoprivano i primi pini imbiancati. Il Cavaliere Nero scese da cavallo con eleganza e disinvoltura e si portò davanti al meraviglioso purosangue frangiato di blu. Il Cavaliere Blu scese e si trovò l’altro Cavaliere proprio di fronte a lui. La sua mente e la sua mano era ferme ma il suo cuore batteva forte. Finalmente avrebbe visto da così vicino il volto di quell’oscuro Cavaliere che da tempo ghermiva i suoi sogni e trasportava i suoi pensieri verso luoghi lontani. Avrebbe scorto il suo sorriso e il suo sguardo profondo. Bastò un attimo ed il suo desiderio fu accolto da un raggio di luna sfuggito alla grigia coltre di nubi che illuminò il viso di quel enigmatica creatura. Una grande sorpresa lo avvolse quando si accorse che sotto quel lungo mantello color della notte si nascondeva una splendida Donna. Le stava accarezzando la guancia, con il polpastrello stava delineando i contorni delle sue labbra purpuree che ben si contraddistinguevamo contrapponendosi allo smeraldo dei suoi occhi felini. Quando Ella gli disse che erano arrivati, il suo sogno ad occhi aperti si spezzò in mille schegge come uno specchio scagliato a terra. Davanti al suo naso aquilino non aveva più delle incantevoli gote arrossate e quella pelle delicata che profumava di rosa, ma l’entrata di una grotta.
Entrarono e camminarono tranquillamente per qualche centinaio di metri. A mano a mano che il lamento della tempesta di neve che infuriava si allontanava, più si avvicinava l’accogliente tepore della grotta e della luce che si stagliava davanti a loro, tracciando la via. Un’ardente fiamma scricchiolava, sembrava una risata malvagia. Il Cavaliere Blu avvertiva un’altra presenza e non si era accorto che appoggiato alle pareti della grotta un uomo, coperto di rosso velluto, lo scrutava da un po’. Il suo prezioso mantello scarlatto omaggiava la sua sottile figura. L’Uomo salutò con un bacio sulla mano la Donna e si presentò come il Cavaliere Rosso. Il Cavaliere Blu capì, in un istante, con quel gesto e dal suo sguardo la profonda ammirazione che quel guerriero nutriva per quella Donna. Ma ancora non aveva capito l’invito, cosa ci faceva in quella grotta? Aggrottò le ciglia. Il Cavaliere Rosso pareva sapere i pensieri che scorrevano nella sua mente e lo fissava senza fiatare. Gli girava attorno senza pronunciare una sola sentenza, mentre il Cavaliere Nero, nella penombra, assisteva alla scena divertito. Improvvisamente e repentinamente gli mise la mano sulla spalla destra e si girarono di 180°. Il Cavaliere Nero si portò verso un angolino buio della grotta con passo leggero. Lì si trovava il quanto Cavaliere, il Cavaliere Bianco che le diede un oggetto misterioso. Ella lo prese con un amorevole gesto ed aprì il bianco ricamo che proteggeva dagli occhi indiscreti e profani quel prezioso mistero. La più spontanea meraviglia e la gioia più profonda colse il Cavaliere Blu nel vedere davanti a sé quella pietra luminescente, così unica e preziosa. Il cuore quasi non riusciva a contenere tutta quella serenità. Molti avevano perso la vita per quel segreto. La storia degli uomini era stata stravolta da quel gioiello, le più profonde fantasie e le più ardite imprese avevano lambito il miracoloso potere di quel cristallo… ed ora eccolo lì proprio davanti a lui. Il Graal era stato ritrovato ed era ora custodito in mani sicure. Non era una coppa come aveva sempre creduto, ma una pietra sottile dalle capacità rigenerative.