Il mostro del lago di Garda – di Gabriele Luzzini

E’ ormai da diversi decenni che, periodicamente, viene avvistata una misteriosa creatura muoversi sotto la superficie del lago di Garda, tanto da farle guadagnare l’affettuoso nomignolo di ‘Bennie’ (da Benaco, altro nome del lago). L’avvistamento più noto e documentato risale al 17 agosto 1965 quando nella baia delle sirene (lato orientale del lago) decine di testimoni videro una sorta di rettile serpentiforme affiorare e nuotare davanti a loro. Un numero così significativo di osservatori permise di ottenere una descrizione piuttosto accurata, pubblicata poi sui quotidiani locali: lungo almeno 10 metri e con un diametro di 20 centimetri, di colore marrone e con 4 gobbe. L’enorme serpente si muoveva lentamente lungo la superficie del lago, con un movimento ondulatorio.

Nel corso degli anni ci sono stati numerosi avvistamenti da parte di abitanti del luogo, pescatori, turisti e sommozzatori che hanno avuto incontri particolarmente ravvicinati e in diverse aree del lago, non soltanto nei pressi della baia delle sirene. Si sussurra di anatre, cigni e addirittura cani misteriosamente scomparsi davanti agli occhi increduli di chi si trovava nelle vicinanze.

Facendo qualche verifica con quanto riportato dagli storici dei secoli passati, scopriamo interessanti informazioni che corroborano quanto sopra raccontato.
Infatti, già nel XVI° secolo, Bongianni Grattarolo (1519-1599) in “Historia della Riviera Benacense” ci narra di creature acquatiche deformi e di enormi proporzioni che vivevano nelle grotte sommerse del lago.
I frati che allora vivevano nel convento nei pressi dell’isola Borghese, avevano timore ad avvicinarsi all’acqua proprio a causa di tali esseri inquietanti.
Vincenzo Coronelli (1650-1718) parlò di oscure voragini lacustri che inghiottivano chi ci passava sopra. Non è da sottovalutare che la morfologia del fondale del lago è composta oltre che da grotte, anche da anfratti, gallerie e veri e propri canyon, garantendo rifugi sicuri.
Alcune spiegazioni riguardo al mostro parlano di pesci-siluro dalle straordinarie dimensioni come quello avvistato da due sub al largo di Gargnano (BS), con una lunghezza superiore ai 5 metri. Il lago di Garda comunque presenta numerosi misteri che potrebbero innestarsi nelle vicende di Bennie.
Nel 1982 in una grotta dei Lessini occidentali, un gruppo di speleologi veronesi rinvenne uno strano coleottero, ‘con caratteristiche ed adattamenti morfologici eccezionali, dovuti non solo alla completa scomparsa degli occhi e alla depigmentazione del corpo, ma soprattutto all’enorme sviluppo delle antenne e delle zampe’. Classificato come Lessinodytes Caudoroi (dal nome dei monti Lessini e del biospeleologo Gianfranco Cauduro), è un vero e proprio fossile vivente, così come ci illustra l’entomologo Augusto Vigna: ”Appartiene ad un gruppo di insetti cavernicoli che erano diffusi e si sono diversificati in tempi molto remoti, forse già all’inizio del Terziario”.
Inoltre, nella chiesa di S. Maria delle Grazie, situata nella frazione Grazie di Curtatone a 9 chilometri da Mantova è presente un specie di grosso coccodrillo imbalsamato. La leggenda dice che fu catturato più di 5 secoli fa nei canneti del fiume Mincio, principale emissario del lago di Garda (ma potrebbe anche essere un bizzarro ex-voto portato dall’Africa).
Chissà… da un punto di vista criptozoologico gli avvistamenti sul mostro del Garda potrebbero riguardare una famiglia di creature preistoriche inoffensive, almeno per l’uomo, sopravvissute fino ai giorni nostri. Oltre che ai già citati pesci-siluro con dimensioni superiori alla media.
Al momento, il mistero resta senza soluzione.