Il Nocino di San Giovanni. Tra Sacro e Profano – Di Massimiliano Del Tiferno

Gesti Antichi. Riti dimenticati e pagani. Sapienza ancestrale, misticismo ed esoterismo. Questi sono gli ingredienti principali necessari per poter godere del meraviglioso liquore che conosciamo.

Nel semplice gesto di avvicinare un bicchiere alle labbra possono nascere domande inconsuete ed esistenziali, soprattutto se quello che esso contiene è gradevole al palato e spiccatamente alcolico, magari come ultimo peccato di gola dopo una serata in buona compagnia passata con persone care, tessendo discorsi affascinanti e senza una fine certa.

L’ingrediente principale è la noce. Non certo una matura, ma acerba.

Dovremmo aspettare un particolare momento astrale per raccoglierla. E il rito che dovremmo seguire sa più di “alchimia “ che di arte culinaria.

21-25 giugno. San Giovanni battista. Solstizio d’estate.

L’unico santo della cristianità, assieme alla Vergine, che viene venerato due volte l’anno, ovvero la nascita e la sua dipartita.

La notte del Solstizio è da sempre il fulcro di ogni rito pagano e come tradizione vuole la noce dev’essere raccolta dopo il tramonto, umida di rugiada e rigorosamente a piedi scalzi. La noce, che è così simile nel suo gheriglio al cervello umano. Una piccola testa che ricorda potentemente quella decapitazione voluta da Erodiade e Salomè come pegno per concedere le proprie carni frementi al lussurioso Erode Antipa.

Le noci dovranno essere tagliate in 4 parti e immerse nel miglior distillato che si possa trovare.

Dovranno dunque macerare per alcuni mesi al buio, durante i quali verranno aggiunti chiodi di garofano, mirra, scorze di limone, cannella e alcuni grani di caffè. Ogni tre giorni andrà scosso per agevolare la fuoriuscita del mallo.

29 agosto. San Giovanni Decollato

Il nocino dovrà essere diluito in sciroppo d’acqua e zucchero, quindi riposto al sole per finire di maturare.

21-23 settembre. (Data da verificare ogni anno). Equinozio d’autunno.

Il liquore è pronto per essere imbottigliato. Per filtrare il nocino bisognerà usare un panno di lino bianco il quale, reso inservibile ad altri scopi dal potente colorante indelebile, verrà bruciato al tramonto nel giorno dove la notte sarà più lunga del giorno . Riposto in bottiglie adeguate dovrà ancora maturare per sprigionare il suo miglior sapore.

21-22 dicembre.(Data da verificare ogni anno). Solstizio d’inverno.

Il nostro nocino è pronto per essere bevuto.

Ora è il momento di dedicarsi ad altri riti questa volta dedicati alla nascita e non alla celebrazione della morte. Giovanni e Gesù sono la rappresentazione cristiana del ciclo solare, della natura e dei suoi ritmi, di antichi Dei pagani e di riti mai del tutto dimenticati. “Egli deve crescere e io invece diminuire” (illum oportet crescere, me autem minui v.s.Giovanni 3-30).

Le doti del nocino sono molte. Antinfiammatorio, antidolorifico, stimola la digestione e il buon riposo.

Ma la sua dote più importante resta quella di far sorgere domande inconsuete ed esistenziali, in buona e compagnia dopo una giornata appagante.

Alla Salute!