Il respiro della Terra – di Monica Porta

“There are more things in heaven and earth, Horatio, Than are dreamt of in your philosophy” Hamlet – Atto I scena V

Da tempo si conoscono le sciagure legate al Triangolo delle Bermuda, tratto d’oceano delimitato dalle isole Bermuda, il nord della Florida Meridionale e le Bahamas… Navi e aerei che scompaiono nel nulla verso l’oblio… Alcuni studiosi hanno ravvisato l’esistenza d’aree simili sparse nel globo terrestre secondo un preciso ordine. Sono denominate “i 12 cimiteri del diavolo” e si trovano circa al 36° grado di latitudine nord e sud in eguale misura nell’emisfero settentrionale e in quello meridionale inclusi i due poli.

Mappa

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Secondo una delle teorie più accreditate, masse continentali in continuo movimento si espandono verso Est. Sono situate in punti nodali dove le correnti calde oceaniche che seguono il nord incrociano quelle fredde di direzione opposta. Le correnti superficiali di marea si trovano quindi ad avere diverse temperature generando vortici magnetici che disturbano le comunicazioni radio fino a giungere alla scomparsa completa dei veicoli che vi transitano. Allora perché questi fenomeni non accadono sempre?
Se si controllano i casi più illustri di sparizioni di navi ed aerei si può arguire che sono accaduti in epoche diverse pur continuando ad essere rotte di navigazione. Contemporaneamente, ci sono stati avvistamenti di oggetti non identificati classificati sistematicamente dalle autorità come “allucinazioni di massa”.
Nonostante ciò le Forze Aeree degli Stati Uniti hanno fornito ai propri piloti un regolamento con istruzioni precise da seguire in caso di avvistamento di un UFO.
I cimiteri più conosciuti sono quelli con il più alto indice di incidenti.
Tale sinistro primato lo detiene il Triangolo delle Bermuda ; è il più famoso perché ancora oggi una delle rotte più trafficate mentre il “triangolo del Diavolo”, suo sinistro gemello e collocato a sud est del Giappone tra Iwo Jima e l’isola Marcus, è stato dichiarato da tempo “zona pericolosa” dalle autorità giapponesi.

Si sono ipotizzate diverse teorie: civiltà esistenti da millenni nelle profondità oceaniche fermamente decise a controllare il loro “spazio” e che avrebbero dato vita alle numerose leggende marine ancora oggi presenti nella nostra fantasia; l’attivazione saltuaria di strumenti provenienti dalle antiche civiltà distrutte di Atlantide e Mu ( leggende stabiliscono la loro ubicazione proprio in questi due tratti di oceano anche se c’è chi sostiene che la prima si trovi nel Mediterraneo); la presenza di alieni che, entrando nella nostra atmosfera e generando tempeste magnetiche, possono provocare i danni sopra esposti. Il globo terrestre è una macchina stupenda, un ingegnoso prodigio le cui leggi “conosciute” si reggono sui principi dell’elettromagnetismo.
Personalmente credo che generi anomalie e queste “zone d’ombra” siano “il respiro della Terra”.
I fisici hanno spesso sostenuto l’impossibilità di contatti con altri mondi proprio per la distanza che ci separa da essi ma se ciò non fosse necessario? Se vi fosse una “mappa stellare” che permetta il passaggio dall’uno all’altro spazio – tempo, una sorta di scorciatoia intergalattica? Il nostro pianeta è ricco di quesiti insoluti. Mi riferisco in particolare ai solchi presenti in molte parti del pianeta. Visibili solo da grandi altezze, sono stati paragonati a piste d’atterraggio. I più conosciuti si trovano in Perù nella piana di “Nazca”. Vi sono lunghe linee diritte (circa 13.000) che toccano ogni direzione. Nel perimetro delimitato sono adornate da “grabados”, meravigliosi disegni raffiguranti animali del nostro pianeta quali scimmie, ragni, uccelli… Il fenomeno fu studiato da numerosi esperti tra cui i ricercatori Paul Kosov e sua moglie Marie Raiche. La dottoressa sviluppò una affascinante teoria sullo scopo di questi segni nel terreno. Secondo il suo parere sono segnali per astronomi e, interpretati correttamente, danno origine al “più grande libro di astronomia del mondo” e i “grabados” determinano le sequenze per calcolare ad esempio il solstizio d’estate, la stagione delle piogge, la semina e così via. L’intuizione venne percorrendo una di queste “strade magiche” che li condusse in cima ad una collina. Le linee seguono infatti la morfologia del paesaggio. I due coniugi si accorsero che il sole al tramonto toccava l’orizzonte della linea. Supponendo che fosse una coincidenza strana approfondirono gli studi fino ad arrivare alla teoria suddetta. Ma chi furono i creatori di questi capolavori? Gli studiosi almeno su questo sono d’accordo. Quelle che erroneamente dai nativi sono chiamate “le strade degli Incas” non furono affatto costruite da questo popolo. Si parla di una civiltà più antica, quella di Nazca, sorta tra il 300 a.C. e l ‘ 800 d.C. Gli stessi Incas venerarono la dea Orejona, eccelsa signora venuta dallo spazio, proclamandosi custodi dell’ordine cosmico. Pura coincidenza? Fantascienza? Per ora tutto ciò rimane un’affascinante enigma ma credo che l’uomo con la sua intelligenza e tenacia abbia gli strumenti necessari per arrivare un giorno a risolvere questi misteri così profondamente legati alla Storia dell’Umanità.