Intervista a Monika M., autrice e strega

Autrice di romanzi, strega, artista, indagatrice di enigmi storici. Monika M. è tutto questo e molto altro ancora. Proviamo a conoscerla nel corso di questa intervista atipica…

Inizio con il salutare gli attenti lettori della Soglia Oscura , se siete qui è perché amate l’inconsueto , anime rare ed è unicamente per questo (e per l’amicizia che alla redazione mi lega) che ho accettato questa intervista . Raccontare la propria singolarità non è mai semplice non perché io tema il giudizio a me rivolto , esser considerata eccentrica è per me divenuto ormai un vanto , unicamente rispetto quel che considero un dono ed amo preservarlo .

1) ‘Margot’ è un romanzo complesso ma al contempo di agile lettura poiché gode di uno stile fresco e immediato. Sembra addirittura una storia vera. Quanto c’è di te nelle vicende narrate?

La storia di Margot, nome del romanzo e della protagonista, è arrivata a me in modo confuso, onirico oserei dire. Esteso è stato il lasso temporale impiegato affinché la visione emergesse dalle nebbie , rivelandosi , quel che all’inizio per me era chiaro si riduceva ad un luogo: la Germania, un determinato periodo storico: 1600 e la protagonista: una bambina. Avendo unicamente questi elementi ho iniziato con il documentarmi sulla storia tedesca che confesso non conoscevo granché eppure la narrazione iniziò a disegnarsi immediatamente come se ogni tessera del mosaico fosse pretagliata affinché io potessi comporre unicamente quella trama. Ogni mia intuizione veniva avvalorata dalla storia ed ogni volta che perdevo il sentiero a me giungeva un tomo, un evento, un’informazione che tornava ad indicare la via e non credendo alle coincidenze ed al fato ho iniziato a credere che quella storia appartenesse forse ad una vita precedente. La conclusione non ha turbato minimamente il mio intelletto, comprendo che non si è portati a crederlo ma dei ricordi non miei avevano già sfiorato la mia memoria di bambina.

2) I tuoi scritti sono supportati da una profonda passione per quanto riguarda la ricerca e il fornire contesti verosimili. Nella stesura di una tua opera, che sia un romanzo oppure un racconto, quanto è importante il fatto che la narrazione aderisca agli eventi storici?

Che la narrazione aderisca alla storia per me è fondamentale! Ogni più piccolo evento o dettaglio viene da me rapportato all’anno dell’ambientazione, è mia convinzione che unicamente in questo modo i protagonisti del romanzo possano trovare la loro dimensione. Per entrare nella mente e nelle emozioni di Margot, così da poterle poi narrare, dovevo vivere il suo quotidiano ed unicamente conoscendone l’ambiente circostante potevo riuscirci. Per fare un esempio pratico durante la narrazione a Margot viene fatto un bagno poiché la bambina è molto impiastricciata, l’acqua sporca che volevo descrivere mi induceva a dire “sembrava ci si fosse lavato un carbonaio…” ma il carbone si inizia a sfruttarlo come fonte energetica circa cinquant’anni dopo. Altro esempio era il cibo, anche se l’America era già stata scoperta non tutti gli alimenti da lì introdotti in Europa si erano ancora diffusi con il successo odierno . Trovo intellettualmente corretto documentarsi, senza certo bramare la perfezione!

3) Qual è il tuo rapporto con la magia e quanto ti ha supportato con la stesura di ‘Margot’?

Se per magia si intendono riti , formule o superstizione la risposta è non molto o nulla. La Magia che da sempre dimora e colma la mia vita è qualcosa di molto intimo, una conoscenza preesistente, ancestrale che come ogni cosa che allo Spirito si accosta si vive unicamente rivolti verso il proprio Io. Sono convinta che ogni anima illuminata ha in sé un messaggio da donare ad un’altra anima e che è suo compito riconoscerle perché quello scambio porterà entrambi ad un livello successivo e più espanso. Questo è per me la Magia.

4) Sei stata testimone di un evento inspiegabile?

Nonostante confesso la cosa mi spaventi quel che a me si palesava, uso il passato perché durò circa un anno, sono quelli che comunemente chiamiamo fantasmi. Tutto è iniziato con la morte di mia nonna con la quale io non avevo un buon rapporto e non essendo una ipocrita non è certo migliorato in me il sentimento dopo la sua morte. Inizialmente furono sogni in cui lei mi chiedeva di andare a trovarla al cimitero, poi le “visite” sono divenute più tangibili tanto da avvertire il suo profumo, aria fresca che mi oltrepassava ed una volta passi distinti che si dirigevano verso la porta di ingresso chiusa. Fortunatamente il tutto è durato pochi mesi perché vi confesso la cosa non era gradevole. Questo ha scatenato la percezione di altre presenze che come lei poi sono scomparse. Capisco che credere a questo non è possibile, io per prima dubiterei, se potessi.

5) Nel tuo prossimo romanzo ‘Come un’isola’, disponibile nell’autunno 2016, hai scelto un’ambientazione contemporanea ma il filone stregonesco aleggia sempre tra le righe e supporta la storia. Cosa puoi anticiparci al riguardo?

Come un’isola nasce proprio da quel ricordo di bambina , unico conservato nella mia memoria adulta: la morte per annegamento . Il ricordo sapevo non poter appartenere a me poiché la mano che dall’abisso cercava la superficie illuminata apparteneva ad un adulto. Quella scena è rimasta in me sopita seppur la paura dell’acqua ancora oggi, nonostante il nuoto, non mi abbandona. Lucrezia, la protagonista , ha ereditato da me questo ricordo ed ho ipotizzato per lei (come per me) il ricordo di una vita precedente strappata via con l’accusa di stregoneria. Ho immaginato per lei un’evocazione di quelle torture che sicuramente, prima dell’annegamento finale, aveva subito affiancandole un odierno carnefice, ambientando tutto nella attuale Bologna, che fu feroce ai tempi dell’Inquisizione. Ma nella vita nulla va come noi pianifichiamo e ci si innamora spesso della persona più sbagliata per noi, Come un’isola è un inno all’amore , alla possibilità di concedersi il rischio ma di saper poi quando lasciare il tavolo prima di giocarsi tutto non avendo nulla in mano.

6) Riesci a lavorare in contemporanea a più romanzi. Come funziona il tuo processo creativo?

Le storie si scatenano sempre di “loro spontanea volontà “. Ora ad esempio lavoro ad ‘Aquila , le vette dello Spirito’ e tutto è nato da una passeggiata nei pressi di Collemaggio. Ho avvertito che partendo da quell’edificio una storia era ad attendermi , ho così iniziato ancora una volta a studiare , quel che è fondamentale nelle mie ricerche è procedere a 360°, non voglio trovar conferme , ma contradizioni , incongruenze e proprio lì indagare. Non avendo una reputazione da difendere, sorrido , non ho poi nessun ostacolo a congetturare ed ipotizzare l’inconcepibile , che supportato dalle ricerche darà da pensare a chi vorrà credere che altre verità esistono ! Per il secondo romanzo in corso d’opera ‘Vlad Tepes, cronache del diurno’ sono partita analogamente da un monumento: la tomba attribuita a Dracula, Napoli . Questa notizia mi ha così fatto ridere da spingermi a documentarmi fino poi a rimaner incredula per la potenzialità che donava ad un romanzo antecedente il Dracula di Stoker. Ho così per prima cosa riletto, per l’ennesima volta, il romanzo originale, Dracula, annotando quel che nel mio romanzo avrei svelato, approfondito , raccontando ad esempio chi fossero le tre vampire presenti in Castel Dracula. Molti sostengono che le donne fossero sue amanti , ma quel modo di sgridarle, allontanandole da Jonathan Harker a loro ancora non concesso , mi ha fatto credere che un’altra fosse la soluzione e da questo mistero prende vita il mio romanzo .

7) Ti è mai capitato di scoprire qualcosa di insolito nel corso delle indagini storiche che fai per supportare la veridicità delle tue opere?

In ‘ Aquila, le vette dello Spirito’ non posso dire di aver fatto scoperte, posso dire però che ho unito varie fonti in modo che compongano una rivelazione. Trovo che la verità sia spesso sotto i nostri occhi, come la Maddalena soggetto del mio articolo da voi pubblicato, ma che lo sguardo resti cieco perduto nel prestabilito. Il Medioevo che a noi appare lontano è invero molto presente nel modo in cui noi tutti oggi percepiamo una storia che venne plasmata e mutata. Nonostante molti studi dicano che la Maddalena era di nobile stirpe per tutti resta sempre la prostituta , non vi è nulla di più difficile da sradicare di una disonorevole nomea. In realtà ella fu l’Apostolo prediletto e la donna che Gesù amò più delle altre e per averne prova basta leggere con attenzione i Vangeli. Non mi aspetto quindi di scuotere fondamenta radicate da secoli , ma non rinuncerò certo a dir ciò che sento e so!

8) Per te la scrittura è un processo rigoroso, con regole ben precise, oppure preferisci che sia il flusso delle idee a prendere il sopravvento?

L’unica mia regola è la credibilità. Da lettore conosco troppo bene quella sgradevole sensazione dell’estraneità nei confronti del personaggio, nel non sentirlo reale , nel non riuscire ad empatizzare e quindi emozionarmi per e con lui/lei. Amo disegnare e so che se non costruisci un ottimale schizzo il colore poi non ti aiuterà a renderlo migliore, così trovo sia anche per la scrittura, il protagonista decreta il successo del libro nel cuore del lettore. Quando scrivo non mi auguro di vendere milioni di copie, ma sogno e spero che il lettore terminato il romanzo proverà nostalgia di un amico che lascia tra quelle pagine.

9) ‘Margot’ nonostante il periodo cupo in cui è ambientato, comunque è supportato da un’incrollabile speranza. Ci puoi anticipare quale sarà l’elemento-chiave di ‘Come un’isola’?

Come un’isola è forse scritto unicamente per noi donne , noi donne che ci amiamo così tanto da saper amare in modo unico, senza però tradirci mai . E’ una storia d’amore non convenzionale, complessa, forse malata, tenace che rivela la fragilità e la forza stessa della protagonista. E’ un invito a darci una possibilità anche quando tutti i segnali indicano pericolo, vivere un amore sapendo che si verrà feriti non per ingenuità ma per coraggio, vincendo la paura del dolore che sappiamo arriverà ma che sarà nulla confrontato ad una assenza di rimpianto. E’ consapevolezza di sé, è controllo, è scelta .

10) Prossimamente, hai un mistero storico che intendi studiare e, magari, svelare?

Credo che chi come noi ama tutto ciò che è insolito ( cit ) il mistero si annidi ovunque. Recentemente una visita a Ferrara mi ha portato a visitare le segrete del castello ed annesse prigioni. Come ho già rivelato in passato avvertivo presenze e capita di provare la classica “pelle d’oca” dove rivelo oggi queste presenze. Ho così scattato foto, chiesto ai custodi che mi hanno narrato di avvistamenti di fantasmi da parte delle guardie notturne, il tutto mi è stato rivelato con non poco imbarazzo, non sapevano di aver davanti il vostro consulente esoterico! Effettuate le dovute ricerche potrebbe scaturire un nuovo articolo per La Soglia Oscura …. quindi a presto !

Se volete conoscere le opere di Monika M., qui di seguito troverete il link al suo blog: https://autricemonikamblog.wordpress.com/