La simbologia del corvo – di Gabriele Luzzini

Col termine ‘Corvo’ molto spesso indichiamo indistintamente tre specie diverse ma che consideriamo unica nel nostro immaginario e cioè il Corvo Imperiale (Corvus Corax), il Corvo Nero (Corvus Frugilegus)e la Cornacchia (Corvus Monedula),contraddistinti da abitudini differenti (il primo e la terza sono stanziali mentre il secondo è migratorio) ma con una sviluppatissima intelligenza in comune.
Secondo il folklore di buona parte dell’Europa, il Corvo non è un animale di buon auspicio e viene considerato un messaggero di Morte: uccelli profetici, spesso attribuiti alle forze oscure per via del colore, in contrapposizione alla colomba bianca.
Così non è in Estremo Oriente… e infatti in Cina è collegato addirittura al Sole mentre in Giappone è simbolo dell’amore familiare.
Nella mitologia scandinava il nero volatile gode di fama positiva poiché sulle spalle di Odino ne sono appollaiati due, che fungono sia da messaggeri che da guardiani: Hugin (“Il Pensiero) e Munin (“La Memoria). Entrambi, come il Dio Norreno, hanno capacità precognitive.

La Bibbia associa il pennuto al primo omicidio, poiché indica a Caino come raschiare il terreno per nascondere il corpo di Abele mentre nella Mitologia Greca è l’animale oracolare di Apollo.
Nella religione Mithraica, tale uccello era una manifestazione del Dio e il termine ‘Corax’(appunto ‘Corvo’) indicava il discepolo ammesso al primo grado dell’organizzazione ecclesiale.
Esaminando l’iconografia alchemica, il Corvo è associato al ‘Nigredo’ o Putrefazione e cioè la fase in cui viene reso manifesto l’Occulto.

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