La Strige – di Gabriele Luzzini

La Strige, o Strix, è una creatura che originariamente faceva parte della mitologia greca, per poi integrarsi con quella romana e successivamente con quella religiosa dell’Europa medioevale.

Secondo la leggenda, questo mostro si cibava di sangue e carne umana e aveva l’aspetto di un uccello, con ali e un lungo becco sottile, che utilizzava per succhiare il sangue alle sue vittime. Ma osservandolo, ci si accorgeva di due anomalie piuttosto evidenti e cioè la presenza di 4 zampe, nere come la notte, e occhi gialli e rotondi, senza pupilla.

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La prima narrazione al riguardo è inevitabilmente greca e si trovava nell’opera ormai perduta di Boios, intitolata Ornithologia (ma alcuni brani sono giunti fino ai giorni nostri poiché inseriti nelle ‘Metamorfosi’ di Antonino Liberale): Agrios e Oreios, figli di Polifonte, furono trasformati in Strix a causa di atti di cannibalismo che li videro protagonisti, e ‘condannati a una vita a testa in giù, senza cibo o bevande, e le loro grida disperate sarebbero echeggiate durante la notte’. Plinio ne parla all’interno del suo ‘Storia Naturale’ anche se ammette di non saperne poi molto al riguardo. Orazio, negli ‘Epodi’, indica le piume di strige come ingrediente essenziale per realizzare una pozione d’amore. Come facilmente intuibile, dal termin Strix derivano il termine latino ‘Striga’, l’italiano ‘Strega’, l’albanese ‘Shtriga’ e il rumeno ‘Strigoi’.

Una legge francese risalente del IV secolo recita: ‘se qualcuno dice ad alta voce di una donna che è una strige (stryge) o una prostituta sarà condannato ad una ammenda di 2.500 denari…Se una strige ha divorato un uomo […] sarà condannata a pagare 8.000 denari’. Anche se in questo caso, con ogni probabilità, i legislatori intendevano parlare di streghe.

Carlo Magno, re cristiano ma che non credeva all’esistenza di entità malefiche, nei suoi capitolari condannò a morte i Sassoni, che avevano bruciato alcuni uomini e donne accusati di essere diventati strigi.

Secondo alcuni testi medioevali, l’essere ha l’aspetto di un uccello da preda durante il giorno, per poi trasformarsi in una strega di notte. Essendo i bambini le loro vittime preferite ai quali succhiano il sangue, un rimedio efficace è mettere un amuleto fatto di aglio attorno al loro collo, così da evitare che vengano attaccati (elemento che troveremo per contrastare le epidemie di vampirismo). Le strigi e i vampiri hanno diversi elementi in comune, anche se le prime sono il risultato di una metamorfosi (quindi più assimilabili ai licantropi) mentre gli altri sono non-morti. Nella tradizione rumena, però, gli strigoi sono veri e propri vampiri, risorti come una piaga per tormentare i vivi.

Infine, da un punto di vista puramente ornitologico, col termine Strix si indica un genere di uccelli, tra cui l’Allocco comune (Strix aluco) e la Civetta Marezzata (Strix virgata).