L’impronta dall’Aldilà – di Gabriele Luzzini

Ci sono storie vere così straordinarie da confondersi con la miglior narrativa. Eppure sono accadute. Questa, è una di quelle.
Francis Leavy era un vigile del fuoco esperto che faceva parte di una squadra d’intervento nella Chicago degli anni ’20.
Di carattere affabile ed estremamente socievole, con una buona parola sempre per tutti, era molto amato dai colleghi che però il 18 aprile 1924 notarono un repentino mutamento nel suo carattere. Era improvvisamente diventato ombroso.
Stava ultimando di lavare una grande finestra del Chicago Fire Departement senza guardare nessuno quando infine annunciò di avere avuto una strana sensazione… che sarebbe morto il giorno stesso.
Subito dopo il telefono della centrale squillò: un incendio stava infuriando in un edificio che sorgeva piuttosto lontano dalla caserma.
Giunti sul posto, la squadra di Francis Leavy intervenne immediatamente e cominciò ad aiutare le persone intrappolate nei piani superiori. Tutto sembrava procedere per il meglio, con alcune aree messe in sicurezza, quando il fuoco divorò alcuni sostegni del piano inferiore facendo cadere il tetto e soprattutto provocando il crollo di una porzione di muro sui malcapitati pompieri e sugli abitanti che non erano ancora riusciti a mettersi in salvo. Tra le vittime, lo stesso Leavy che vide avverarsi la cupa premonizione.

Il giorno successivo, la squadra di pompieri che era intervenuta nel tragico incendio si riunì per commemorare i defunti, tra cui il loro collega.
Pensarono agli avvenimenti del giorno prima e notarono un’impronta sulla vetrata, la stessa che Francis Leavy aveva pulito il giorno prima, mentre era in preda a quella sensazione di sventura imminente.
I pompieri lavarono la finestra, ma non riuscirono a rimuovere il misterioso segno, come se volesse ricordare ostinatamente lo sfortunato eroe.
Per diversi anni la misteriosa , l’impronta è rimasta sulla finestra nonostante l’utilizzo di svariati detergenti e sostanze chimiche utilizzati per tentare di rimuoverla.

Forse Leavy era riuscito a imprimere psichicamente una traccia di sé, in quei minuti in cui aveva percepito quell’anticipazione del suo destino?

Nel 1944 il ragazzo che consegnava i giornali ne gettò uno contro la finestra, infrangendo irrimediabilmente la stessa e l’aura di mistero che perdurava da circa vent’anni.