L’intruso da un’altra dimensione – di Gabriele Luzzini

Era un giorno soleggiato del 1964 quando la famiglia Templeton decise di fare un picnic ma mai avrebbe immaginato di scrivere una impenetrabile pagina di mistero che perdura ancora adesso.
Proviamo a ricostruire i fatti, accertando fin dove è possibile se i dettagli disponibili siano coerenti.

Il 23 maggio 1964, Jim Templeton, un vigile del fuoco di Carlisle, Cumberland (ora parte della Cumbria – Inghilterra), fece una gita insieme alla moglie e alla figlia che allora aveva 5 anni a Burgh Marsh, zona affacciata sul Solway Firth.
Il cielo era terso e il sole tiepido, quindi una giornata ideale per un’escursione giornaliera di tarda primavera.

Le uniche persone che la famiglia Templeton incontrò furono due donne anziane sedute in un’auto all’estremità dell’area.
Jim immortalò la figlia e la moglie in alcune fotografie e tutto andò per il meglio. L’unica cosa che notò fu un certo nervosismo tra le mucche che stavano pascolando nella zona, senza alcuna causa manifesta.

Nei giorni successivi, l’uomo portò il rullino a sviluppare e con enorme sorpresa, si accorse di una presenza anomala alle spalle della figlia: una figura antropomorfa e vestita di bianco che sembrava osservare qualcosa.
Si recò alla polizia con la strana immagine ma fu congedato senza che fu dato troppo peso a quanto mostrato. Passò qualche ora e il giornale locale, Il ‘Cumberland News’, pubblicò l’insolita fotografia, permettendone una diffusione incredibile e alimentando un enigma ancora senza soluzione certa.
I media cominciarono ad interessarsi massicciamente alla vicenda, ribattezzando la strana sagoma bianca ‘Solway Firth Spaceman’ e rimarcandone una natura extra-terrestre.

Dopodiché, irruppe la mitologia contemporanea fatta di cospirazioni con Jim Templeton che venne prelevato al lavoro da due uomini che dichiararono di essere agenti governativi.
I misteriosi individui, vestiti di scuro e a bordo di un’auto lussuosa, si identificarono solo coi numeri 9 e 11(senza però esibire alcun documento d’identificazione ma solo un distintivo recante l’incisione ‘Security’).
Dopo aver condotto il signoir Templeton a Burgh Marsh, lo interrogarono a lungo, chiedendogli anche di un ipotetico secondo intruso.
Quando Jim dichiarò di non aver visto nulla al riguardo, i due uomini lo lasciarono lì, visibilmente contrariati, costringendolo a rincasare a piedi, camminando per oltre 5 miglia.

Gli scettici spiegano il mistero in due modi:
1. La signora Templeton ha inavvertitamente attraversato l’inquadratura senza che il marito se ne accorgesse. L’effetto ‘bianco evanescente’ è dovuto al fatto che l’immagine sia stata presa controsole, sbiadendo perciò l’azzurro del suo vestito.
2. Il tecnico del laboratorio fotografico ha voluto fare uno scherzo al povero Jim.

Proviamo a vedere se una delle due spiegazioni può essere soddisfacente e in grado di assopire il desiderio di comprendere fino in fondo l’identità del misterioso astronauta.

L’ipotesi della signora Templeton entrata casualmente nell’immagine è supportata da diversi analisti. L’azzurro pallido del vestito controluce potrebbe aver generato l’effetto luminescente e la postura ricorda proprio una persona di spalle.
La struttura muscolare massiccia dell’intruso, però, sembrerebbe ben diversa dall’esile corporatura della donna, come si evince chiaramente da un’altra foto scattata il medesimo giorno.

La stessa Kodak si espresse sulla genuinità del negativo della pellicola, escludendo di fatto la seconda ipotesi e cioè di una burla del tecnico.

Tra le altre spiegazioni più o meno ortodosse emerse nel corso degli anni, c’è quella di una sensitiva che identificò la figura come il fantasma di un pilota della RAF ucciso in un incidente nella base di test missilistici che sorgeva lì vicino. Nella sua teoria, proprio la piccola Elizabeth, che presumeva dotata di poteri psichici, aveva permesso la straordinaria fotografia facendo da tramite tra il mondo terreno e quello degli spiriti.

Forse più circostanziata la segnalazione di un tecnico che si occupava del missile Blue Streak a Woomera (Australia), il quale sottolineò una significativa rassomiglianza nell’abbigliamento con due figure viste nei pressi dell’area operativa, poco prima che il lancio abortisse.
Suggestivo considerare che il Blue Streak fosse stato costruito dalla RAF di Spadeadam, in Cumbria, a pochi chilometri dal luogo dove Jim scattò la fotografia.

Un rapido esame dell’immagine sottolinea comunque la ‘fisicità’ della strana figura che emerge oltre la piccola, escludendo in ogni caso eventuali formazioni nuvolose dalla forma bizzarra.

Un anno dopo, nel 1965, Jim tornò nei pressi della palude per scattare altre fotografie. Quindi consegnò il rullino per essere sviluppato (sempre allo stesso tecnico di laboratorio dell’anno prima) ma qualche giorno dopo gli fu restituita una nota che sosteneva l’impossibilità di sviluppare la pellicola.

Jim Templeton è morto nel 2011, senza mai ritrattare la sua versione dei fatti.