Miracoli e misteri a Pisa – di Gabriele Luzzini

A Pisa sorge il complesso architettonico conosciuto come ‘Piazza dei Miracoli’, dichiarato patrimonio dell’Unesco nel 1987 in cui la contemporanea presenza del Battistero, del Duomo con la sua torre campanaria e del Camposanto riassumono il percorso dell’uomo: Nascita-Vita-Morte.

Da un punto di vista squisitamente gnostico ed alchemico, questa disposizione sembrerebbe rappresentare l’ Ouroboros(il serpente-drago che si morde la coda) e quindi la natura ciclica delle cose, non essendo gli edifici posti in sequenza, uno dietro all’altro, bensì in tondo e quindi riassumendo il principio della rigenerazione e dell’eterno ritorno, dove l’inizio ricomincia dalla propria fine.

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Ora faremo un rapido giro tra le ombre e le leggende che albergano nella piazza, muovendoci tra i vari edifici…

BATTISTERO
Posizionato davanti alla facciata ovest del Duomo e dedicato a San Giovanni Battista, sostituì un altro battistero più piccolo.

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Tra i vari capolavori, è possibile notare un pergamo di Nicola Pisano in cui alcuni bassorilievi presentano la vita di Gesù Cristo, partendo dalla nascita, transitando per la crocefissione e giungendo al Giudizio Finale (Quindi Nascita – Vita – Morte – Rinascita Spirituale), rispettando quindi la circolarità suggerita dagli edifici. L’eco che si produce all’interno del Battistero è in grado di ripetersi diverse volte e battendo le mani si produce un suono oscuro che rimbalza in tutto l’edificio.

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L’architrave di marmo della porta principale del Battistero è stata realizzata utilizzando una parte di un tempio pagano distrutto dai pisani. Il Battistero risulta inclinato, con una pendenza verso est, dove sorge la cattedrale.

DUOMO
Dedicato a Santa Maria Assunta, il Duomo offre numerose leggende e superstizioni che meritano di essere conosciute.

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Entrando, ci si imbatte nella ‘lucertola’ scolpita sulla porta centrale. L’animale, caratterizzato da due code, è una specie di amuleto per coloro che si stanno diplomando. Infatti, il rito di accarezzarla a 100 giorni dalla maturità garantirebbe la buona riuscita dell’esame. Inoltre, sfiorando il ranocchio e il cane che si trovano nella parte sinistra della porta, i propri desideri verranno realizzati.

Esaminando il lato nord del Duomo, proprio davanti al Camposanto, è possibile trovare un pezzo di marmo (presunta origine romana) caratterizzato da una serie di piccoli fori e graffi. Il folklore sostiene che furono fatte dal diavolo quando cercò di fermare la costruzione della Chiesa.

Una circostanza davvero insolita è che, cercando di contare tali segni, non si ottiene mai lo stesso numero (anche se, ad onor del vero, più che un’influenza diabolica credo che il ‘prodigio’ avvenga a causa di alcuni segni, più leggeri, che vengono omessi inconsapevolmente nei vari conteggi).

Su una colonna posta a destra dell’abside è collocata un’anfora che la tradizione sostiene essere proprio quella utilizzata da Gesù Cristo durante le nozze di Cana, per mutare l’acqua in vino.

Di grande interesse anche il lampadario di bronzo posto sotto la cupola che propose a Galileo Galilei la teoria dell’isocronismo del pendolo. In breve, egli verificò che il periodo di oscillazione di un pendolo non dipende dalla sua ampiezza. Lo scienziato studiò le relazioni tra la lunghezza e il peso del pendolo e il suo periodo di movimento. Tutto questo nel 1581. Ma, al solito, il mistero è dietro l’angolo: in realtà il lampadario fu appeso nel 1587 e cioè 6 anni dopo tali studi. Cosa ispirò quindi Galileo? Peraltro, il lampadario originale si trova nell’adiacente Camposanto, conservato nella cappella Aulla.

Osservando il Duomo dall’esterno, con le preziose lavorazioni che lo caratterizzano, ad est del tetto l’attenzione si posa sulla statua di un grifone di bronzo, di chiara fattura islamica. Tale animale mitologico, nel medioevo, era considerato l’acerrimo avversario di basilischi e serpenti e quindi, in senso più ampio, delle creature diaboliche. Non è da escludere quindi una funzione apotropaica, così da tutelare la l’edificio. Per alcuni Ermetisti, il grifone rappresenta Gesù Cristo, inteso come entità divina reale che irrompe nel quotidiano. La scultura in bronzo appartiene al bottino di guerra preso ai saraceni, nel 1061 a Palermo. E, infatti, è proprio grazie a tali ricchezze che l’attuale‘Piazza dei Miracoli’ cominciò ad essere realizzata.

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Le colossali colonne di granito di stile corinzio che si trovano tra la navata e l’abside, invece, provengono dalla moschea di Palermo, razziate dopo la battaglia nella Cala dai Pisani nel 1063.

LA TORRE CAMPANARIA
E’ il monumento caratteristico di Pisa, ben assiso nell’Immaginario di chiunque. Tutti gli edifici della Piazza dei Miracoli hanno un’inclinazione più o meno marcata, a causa del terreno argilloso sul quale sono costruiti, ma tale problema è davvero evidente nella Torre, diventata uno dei simboli di Pisa noti in tutto il mondo.

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Alta più di 56 metri, per arrivare alla sommità è necessario affrontare 294 gradini in spirale a chiocciola.

Esaminiamo più nel dettaglio il numero 56:

-Numero presente nel triangolo di Pascal (noto anche come Triangolo di Tartaglia o Khayyàm); – Somma di 6 numeri primi successivi e cioè 3+5+7+11+13+17

Ora, poniamo l’attenzione sul 6 (la quantità dei numeri primi coinvolti per dare appunto 56):

-Numero perfetto e cioè uguale alla somma di tutti i suoi divisori escluso se stesso. – Fattoriale di 3, che è il numero della Trinità cristiana, della Triade pagana e con valenze magiche ben note. – Unico numero, tra quelli con meno di 660 cifre, il cui quadrato fornisce un numero triangolare (cioè rappresentabile geometricamente con un triangolo, con tutte le implicazioni esoteriche immaginabili). – Numero atomico del carbonio, base di ogni organismo vivente.

Secondo la simbologia, rappresenta l’opposizione della creatura al creatore e perciò origine della sua stessa ambiguità tra positività e negatività (come ignorare il 666?). Nella Qabbalah è il patto di alleanza tra Abramo e Dio. Potremmo discettare davvero a lungo su questo numero, a causa del suo profondo legame con l’Esoterismo. A proposito… Abbiamo detto che i gradini sono 294… 2+9+4 = 15 = 5+1 = 6. Che coincidenza!

Passeggiando attorno alla torre, che svetta e sfida il cielo, notiamo un capitello che come stile e soggetto ha poco da spartire con tutti gli altri: una testa mostruosa tiene incatenata a sé due demoni, con denti appuntiti e coda…

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Qual è il suo significato? Perché è così differente e con un simile soggetto? Un tributo oscuro per consentire alla Torre di rimanere in piedi? Oppure è semplicemente il grifone che riesce a soggiogare il male?

IL CAMPOSANTO
Il Camposanto deve il suo nome al fatto che parte della terra provenga dal Golgota, portato dal vescovo di Pisa Ubaldo de Lanfranchi al ritorno da una crociata. La leggenda vuole che tale terreno abbia il potere di decomporre in un solo giorno i corpi dei defunti.

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Tra le meravigliose sculture presente al suo interno, è sicuramente da segnalare la statua di Leonardo Fibonacci, il celeberrimo matematico noto per i suoi studi e la sua ‘successione’ numerica (0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55…) che trova riscontri ed applicazioni in moltissime discipline.

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Non è da dimenticare l’importanza alchemica della morte e della putrefazione, elemento ricorrente nel Camposanto, in quanto rappresenta la divisione degli elementi che compongono il corpo, con conseguente predisposizione alla rigenerazione, il mutamento che porta novità.

Infine, siamo giunti al termine nella nostra ‘passeggiata’, pronti a ricominciare per via della circolarità concettuale esplicata all’inizio…

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