di S. Bologni
Secondo la teologia Eliopolitana, fu
da Nun l’Oceano primigenio,
l’inerte, il non esistente, dal quale Atum fece emergere la prima terra
solida.
Nun era allo stesso tempo, parte integrante del mondo creato e del duat.
Nonostante il potere rigenerante, le sue acque celavano forze
minacciose per
l’ordine del mondo, tuttavia nelle profondità del Nun, nel “luogo della
distruzione” il luogo non esistente ove l’esistente diventava
non-esistente
attraverso l’annullamento, Ra acquisiva nuove energie e si rigenerava
illuminando ogni giorno il mondo.
L’alba era la creazione ripetuta del mondo, ogni giorno dal Nun nasceva
il sole
dal luogo in cui “era uscito la prima volta”.
Ra moriva nelle acque del Nun unendosi ad Osiride, ed era in quel
momento e in
quel luogo che la nuova vita nasceva.
Com’era il mondo egizio prima della creazione?
Inerte, buio, profondo.
Senza spazio e senza tempo.
Il Nun, l’abisso primordiale era alla base di tutto.
Il Caos era un’enorme massa liquida immersa nell’oscurità, una massa
non
inerte, una materia che racchiudeva la sorgente della vita, l’elemento
attivo e
creatore.
Secondo la teologia ermopolitana il Nun aveva generato spontaneamente
otto
divinità primordiali:
”Atum diviene dal ba di
Ra,
come spazio
indeterminato,
come abisso primordiale,
come tenebre,
come invisibile.
O otto dei del caos che
siete usciti da Shu
i cui nomi sono stati
creati dalla carne di Atum
secondo la parola
dell’abisso,
come spazio
indeterminato,
come abisso primordiale,
come invisibile,
come tenebre”.
I teologi egizi hanno inserito il Caos nella creazione per un buon
motivo.
Simboleggiando il Caos, considerato non esistente, con il Nun hanno
evitato
l’inerzia in cui il dio-sole non si sarebbe potuto rigenerare.
Secondo Jung, la discesa di Ra nel Nun, può essere considerata una
consapevole
discesa dell’energia divina nell’inconscio collettivo o sovrapersonale.
Questo rapporto rappresenta un’estensione dell’essere umano al di là di
se
stesso, che muore e rinasce in una nuova dimensione.
L’inconscio è il ritorno inconsapevole del passato che varca la flebile
soglia
del cosciente, questo era uno dei concetti già intuiti da teologi.
Nel dualismo delle forze contrapposte per reggere l’universo,
probabilmente il
male prevaleva sul bene, infatti il caos preesisteva all’ordine creato.
Il tempo nel caos aveva un'evoluzione diversa dal mondo creato e
ringiovanendo
aveva la capacità di regredire, quindi anche Ra regrediva nelle acque
del Caos,
si rinnovava ad una nuova esistenza attingendo energia proprio da esso.