Quello che è più incomprensibile è che ci sia ancora qualcosa
di comprensibile.
(A.Einstein)
C’è sopra, sotto, dentro, intorno a questo mondo un altro
mondo insospettabile. Solo a volte lo ascoltiamo un po’ mormorare,
frusciare e allora diciamo “è poco, è niente”. Ma questo niente è
l’infinito.
(J. Michelet)
Se i filosofi vogliono chiamare spettri le cose che ignoriamo,
io non avrò nulla in contrario, perché vi è un'infinità di cose che mi
sono nascoste.
(B. Spinoza)
Conca, la città sommersa
di Gabriele Luzzini
Articolo pubblicato sul n°
19 del mensile MYSTERO - Ed. Mondo Ignoto
- Versione integrale -

Quante ombre inquiete si agitano nelle
rassicuranti acque dell'Adriatico... E la sagoma di una città
dimenticata ed inghiottita dal mare accompagna il lento solcare delle
navi... Quasi che fosse la mitica Ryleh sognata da H.P. Lovecraft…
Sto parlando dell'antica Conca, le cui rovine giacciono nello specchio
marino che si trova davanti a Cattolica, città balneare nei pressi di
Rimini.
Chiamata anche Crustumium e Valbruna, la sua esistenza venne citata già
dal poeta Lucano, dallo storico Biondo Flavio, vissuto nel XV secolo e
da Raffaele Adimari, studioso del 1600.
Da questi illustri cronisti, riusciamo ad evincere una descrizione
della città, fatta di solide mura e torri svettanti. La struttura
quindi potrebbe facilmente rammentare una roccaforte, supposizione
giustificata anche dal fatto di trovarsi in una zona marittima e quindi
esposta ad attacchi di predoni.
Addirittura, nelle descrizioni più dettagliate ricaviamo informazioni
riguardanti preziose porte di marmo e statue di notevoli dimensioni.
Non è raro incontrare a Cattolica qualche pescatore che sostiene di
aver impigliato ed irrimediabilmente danneggiato le sue reti in enormi
massi od improvvisati sommozzatori che si sono imbattuti in misteriose
rovine, le cui parti più alte sfiorano il pelo dell'acqua.

La tradizione suggerisce che gli
attuali abitanti di Cattolica siano i diretti discendenti degli
abitanti di questa misteriosa città, probabilmente di origine greca.
Qualche risultato sull'esatta ubicazione è stato ottenuto da un
sub-club di Cattolica che pare abbia individuato alcune mura
fortificate.
In tali acque sono stati rinvenuti oggetti di notevole fattura e,
nonostante lo scetticismo di diversi esperti sull'effettiva esistenza
della città, i continui reperti che continuamente vengono estratti
supporterebbero il contrario.
Il ritrovamento di anfore, lacrimatoi e preziosi piatti, nonché
addirittura mosaici realizzati con rara maestria farebbero pensare a
Conca come un luogo elitario, rifugio di Famiglie ricche e nobili.
Ma l'esatta locazione del nucleo è ancora da scoprire, quasi che, come
la mitica Avalon, Conca non sia visibile agli occhi di tutti,
nonostante il fatto che le acque che l'hanno inghiottita siano
costantemente battute da pescherecci, motonavi turistiche e battelli
d'ogni tipo.
Stime approssimative e leggende marinare situano cronologicamente la
catastrofe attorno al 1000 a.C., ma anche riguardo a questo ed alle
effettive cause aleggia una densa foschia…
Umberto Cordier, nel suo eccellente "Dizionario dell'Italia misteriosa"
sottolinea i fattori contraddittori nelle due teorie più accreditate.
La prima, che identifica la causa in un terremoto, non è sostenuta
dalle dicerie che parlano di alte torri sommerse. Infatti, una
catastrofe di quel tipo le avrebbe rase al suolo.
La seconda, che presuppone un "lento bradisismo", non può essere
supportata dal costante ritrovamento di oggetti e suppellettili, quasi
che fossero stati abbandonati di fronte ad un cataclisma improvviso.
Ma cosa può davvero aver fatto sprofondare Conca, risparmiando però la
costa antistante? Un inspiegabile cataclisma estremamente circoscritto?
Un'ultima cosa… Non è affatto casuale che un torrente a nord di
Cattolica si chiami proprio "Conca"…