I mesi trascorrevano e la mia sofferenza procedeva a fasi
alterne alleviata, talvolta, dalle opinioni che prendevano forma nella
mia mente a seguito delle varie letture a cui mi dedicavo.
Leggevo per ore, un libro iniziava e finiva in pochissimo tempo (ho
sempre letto e tuttora leggo molto velocemente).
Nel frattempo era arrivata l'estate e con essa cominciò a
verificarsi un episodio alquanto strano.
Un giorno improvvisamente trovai un quadrifoglio in un'aiuola e come
prevede la leggenda lo regalai ad un'amica.
Il giorno successivo ne trovai un altro e regalai anche questo, come
molti altri nei giorni a venire.
Durante l'estate ne trovai circa una trentina e la cosa più bizzarra,
se già non era già abbastanza inconsueto trovare tanti quadrifogli in
poche settimane, era che fino al momento in cui lo tenevo con me non ne
comparivano altri sul mio cammino, mentre non appena me ne separavo
entro 10 minuti al massimo trovavo il rimpiazzo.
Ora tutti sapete che trovare un quadrifoglio non è impresa tanto
facile, trovarne trenta in breve tempo è difficilissimo, aggiungete a
tutto questo che io non li cercavo e ditemi (se avete il coraggio) che
vi sembra un evento consueto e "normale".
Non li cercavo appunto, cioè non stavo in un prato con lo sguardo fisso
(da squilibrata) tra milioni di trifogli!!!
Li trovavo a colpo d'occhio, passando, camminando piuttosto
velocemente, insomma (credetemi vi prego, guai a voi se non lo fate!)
erano talmente evidenti, più alti, più grandi dei trifogli che non
sarebbero mai potuti passare inosservati.
Una notte non appena chiusi gli occhi ebbi per pochi istanti una
visione nitida e coloratissima di un enorme quadrifoglio e la mattina
dopo trovai l'ennesimo esemplare mentre andavo a lavorare; era
esattamente come l'avevo visto nella mia mente!!!
Allora feci alcune ricerche sul significato del quadrifoglio come
simbolo ma non ne ricavai nulla di più di ciò che normalmente si dice e
cioè che porti fortuna se regalato.
Regalai quadrifogli per tutta l'estate e non ne conservai nessuno per
me.
Pregherei chi fosse in grado di fornirmi spiegazioni più accurate ed
approfondite in merito di farsi avanti perché ancora oggi non ho una
chiara visione (non sono una visionaria dunque!) del significato di
quella estate.
Oltre a ciò in quel periodo mi capitò di sperimentare nuove
strade sulle quali poi mi documentai apprendendo così che ero in grado
di fare "sogni lucidi".
Il fatto era che io volevo così tanto parlare con questa persona
defunta che, non avendo altri mezzi "a portata di mente", riuscii ad
indurre uno stato tale per cui la notte quando sognavo ero consapevole
di questo e di proposito manovravo il sogno per poter ottenere ciò che
più desideravo.
Infatti ad un certo punto dicevo a me stessa: "ok sto sognando, ora
posso fare quello che voglio, non ci sono leggi, non ci sono regole,
tutto è possibile".
Quindi mi trovavo in un posto enorme pieno di "gente" e partivo alla
ricerca della "persona" con cui volevo parlare.
Talvolta venivo avvicinata da "personaggi" che esordivano con: "Ciao
Silvia, ti stavamo aspettando da un po' di tempo".
Il giorno dopo raccontavo a mia madre dell'incontro avvenuto e venivo a
scoprire di avere un tale parente, cugino del cugino di tal del tali
morto prima che io nascessi che corrispondeva al nome e alla
descrizione.
Mia madre non si è mai stupita di nulla perché lei convive con questi
fenomeni da sempre e in maniera molto più frequente e chiara di me (ma
di lei non parlerò perché non vorrebbe).
Una notte sognai mio nonno, morto da poco, mi apparve avvolto da una
luce intensa, in un piazza molto estesa, mi disse: " sai Silvia non è
vero che dopo non c'è niente!".
Dopo avermi detto questo si unì ad una lunghissima fila di "persone"
completamente avvolte dalla luce.
Sinceramente non ho mai capito perché mi abbia detto questo,
considerato il fatto che ho sempre creduto che non finisca tutto con la
morte fisica.
In un sogno successivo mi parlò molto di vari aspetti relativi alla
morte, della reincarnazione e mi diede tutte le risposte che avevo
cercato incessantemente sui libri per mesi.
Ricordo che annotai tutto su un libretto con la copertina nera e
ricordo di un albero disegnato in cima alla prima pagina.
Ricordo anche, in particolare, che nel parlarmi della reincarnazione io
pensai: "ma dai è ovvio che sia così, era così semplice, così naturale
come ho fatto a non arrivarci da sola?"
Peccato che al risveglio io ricordassi il sogno solamente fino alla
copertina del libro e non ricordassi invece assolutamente nulla di
quanto avevo scritto!!!!( non potete immaginare il nervoso!!!)
Successivamente passai dai sogni lucidi a quelli ricorrenti che più che
altro definirei incubi.
Dario Argento stesso non avrebbe potuto reggere il confronto con ciò
che il mio inconscio era in grado di concepire durante il sonno.
Anche in quel caso, ad un certo punto, ricorsi alla mia capacità di
"manovrare" l'incubo e una notte misi fine al tormento di uno dei tanti
sogni ricorrenti di allora.
Succedeva, appunto, che una donna, a prescindere dai molteplici e
differenti contesti, comparisse e tentasse di accoltellarmi.
Ogni volta io tentavo di fermarla e mi tagliavo le mani nel bloccare il
coltello (la sensazione come sapete nel sogno era viva ed intensa, non
provo quindi a descrivere il dolore).
All'ennesimo incubo prima di addormentarmi mi proposi di intervenire
più o meno lucidamente nel sogno e parlarle.
E così accadde, lei si presentò e io più che parlarle la insultai e le
dissi di scomparire.
Lei obbedì e non si fece più viva.
Purtroppo non fui in grado di intervenire in incubi ben peggiori che
per fortuna sparirono da soli.
Di questo genere di sogni ne potrei raccontare mille e ancora ma alla
fine sono solo sogni!
Sono solo sogni???? Chissà...
Ultimamente non faccio quasi più sogni lucidi (solo rare volte) ma mi
accade un altro fatto strano che davvero non ho mai saputo spiegare.
Succede che mentre sono nel dormiveglia (cioè non completamente sveglia
ma nemmeno del tutto addormentata) sento il letto rimbalzare come se
qualcuno ci camminasse (anzi ci saltellasse sopra), sento qualcuno che
tocca il cuscino di fianco al mio, a volte mi sento toccare, alte volte
sento il fruscio tipico di una gonna lunga sul pavimento, qualcuno
(sembrerebbe la donna con la gonna lunga) che mi accarezza la fronte e
sinceramente un po' mi spavento ma nemmeno tanto. In quel momento mi
costringo ad aprire gli occhi perché so che tutto finirà se mi sveglio.
Questa cosa mi piacerebbe davvero poterla spiegare in qualche modo, ma
forse è meglio di no... chissà... Se mi chiedete se ho mai visto un
fantasma la risposta è NO. Se mi chiedete se ho mai udito (da sveglia)
una voce la risposta è sempre NO. Se mi chiedete se credo che esista
una dimensione parallela in cui forme di energia si muovono la risposta
è SI'.
FINE 2° PARTE