Il luogo che non c'era
di Gabriele Luzzini
Articolo pubblicato sul n°
21 del mensile MYSTERO - Ed. Mondo Ignoto
- Versione integrale -
Talvolta l'inspiegabile si
cela nelle
pieghe del reale, assumendo le spoglie rassicuranti della quotidianità.
E si riesce a percepire lo stupore fantastico solo quando ci si rende
conto della straordinarietà smarrita... come le ombre della notte al
sopraggiungere dell'aurora.
Ma ora analizziamo i fatti... Nella prima metà degli anni 90, la
signora G.P., in seguito al protrarsi di fastidiosi indolenzimenti
vertebrali, decise di tornare in un Centro chiroterapico dove, dieci
anni prima, le avevano risolto il problema e che era situato
all'interno di uno stabile in una nota via milanese.
La figlia l'accompagnava in auto ogni volta e la osservava attraversare
il cortile che conduceva all'edificio in questione.
Come nella precedente terapia, la donna trasse subito enormi benefici e
si compiaceva del fatto di aver scelto nuovamente tale centro, che
ovviamente si avvaleva di abili professionisti.
Ma il giorno della quinta seduta terapeutica accadde qualcosa di
"sbagliato" o, più semplicemente, d'incomprensibile...

Al solito, la figlia
l'accompagnò davanti
allo stabile e vide la madre recarsi all'interno. Dopodichè ripartì
come tutte le altre volte poichè aveva degli impegni personali.
G.P., come sempre, attraverò il cortile e salì le scale, fino a
raggiungere le stanze dell'ambulatorio. Ma quel giorno la porta che
conduceva all'interno era chiusa ed impolverata. La donna tentò
ripetutamente di aprire, girando la maniglia, ma non riuscì a sortire
alcun effetto. Picchiettò poi sul vetro, per vedere se qualcuno era
all'interno. Del resto, le avevano fissato l'appuntamento proprio per
quel giorno!
Ma non accadde nulla... Delusa, scese rapidamente le scale e si recò
nella tintoria che si trovava proprio accanto al portone che aveva
varcato poco prima per accedere al cortile dell'edificio.
Chiese se era noto il motivo per il quale il Centro era rimasto chiuso
quel giorno e si accorse dell'espressione perplessa del negoziante.
G.P. ripetè la domanda e le fu risposto che il Centro era chiuso da
almeno cinque anni. La donna replicò che era in cura da loro e che era
stata lì solo una settimana prima mentre l'uomo la osservava con
sguardo incuriosito e spaventato.
Infastidita dall'atteggiamento del negoziante, uscì ed entrò nell'altro
esercizio pubblico adiacente, un bar. Chiese le medesime
informazioni... ed ottenne le stesse risposte.
Pensando che la ragione la stesse abbandonando si confidò con la figlia
che le consigliò di analizzare le fatture che le avevano rilasciato ad
ogni prestazione terapica. Ma certo! Aveva una prova fisica che non si
era sognata tutto.
Aprì lo scrittoio dove conservava tali documenti e si rese conto che
tali fatture erano bianche, non compilate.
Tuttora G.P. è convinta di aver vissuto un'esperienza reale, anche se
non riesce a spiegarsela.
Mi sembra utile sottolineare alcuni punti riguardanti la protagonista
di questa bizzarra vicenda per rimarcare l'attendibilità della
testimonianza.
G.P. all'epoca degli accadimenti aveva circa quarant'anni ed a parte il
problema vertebrale di cui soffriva non aveva disturbi di natura fisica
o psichica manifesti..Al contrario, è tuttora nota per la sua
obiettività e capacità di esaminare i fatti. Laureata, benestante ed
originaria di Vicenza, non presenta evidenti retaggi superstiziosi.
Lo sviluppo della vicenda
può
indubbiamente rammentare diversi casi analoghi, primo fra tutti quello
citato da Charles Berlitz in "World of strange phenomena" a proposito
di un albergo francese e in cui si possono ravvisare inquietanti
similitudini.In sintesi…
Nel 1979 due coppie inglesi, Geoff e Pauline Simpson e Len e Cynthia
Sisby, stavano attraversando la Francia per raggiungere la Spagna, dove
intendevano trascorrere le vacanze. Cercando un luogo dove trascorrere
la notte, imboccarono una strada al cui inizio si trovava un manifesto
di un circo (è un elemento importante, poi vedremo perchè) ed infine
trovarono un albergo che li potesse ospitare. L'ambiente aveva qualcosa
di "particolare" , non solo per la mancanza di ascensori o telefoni.
Cenarono e passarono una notte piacevole nella medesima camera,
spaziosa ma dotata di "tubature antiquate".
La mattina seguente, dopo aver avuto un'abbondante colazione, decisero
di ripartire. Quindi chiesero il conto ma il prezzo richiesto era
davvero irrisorio: solo 19 Franchi. Segnalarono l'errore al direttore
il quale, dopo aver analizzato la ricevuta, sostenne che era tutto
corretto.
Chiesero ad alcuni gendarmi presenti nell'albergo e che indossavano una
strana uniforme delle informazioni riguardanti al modo migliore per
raggiungere l'autostrada. I tutori dell'ordine sembravano non capire
cosa gli venisse chiesto e suggerirono una vecchia arteria stradale.
Controllando sulle carte topografiche, i quattro inglesi individuarono
una via più rapida e diretta rispetto a quella proposta dai loro
interlocutori, decisamente più lontana.
Trascorse le due settimane nella penisola iberica e dovendo transitare
nuovamente in Francia, decisero di fermarsi nuovamente in quel
particolare ma convenientissimo albergo. Individuarono la strada ed
addirittura il manifesto del circo che aveva attirato l'attenzione
all'inizio di tutta la vicenda… Ma dell'albergo nessuna traccia. Dopo
aver percorso diverse volte il tratto di strada si arresero e passarono
la notte in un motel a Lione, spendendo 247 Franchi.
Ma esisteva davvero quell'albergo fuori dal tempo? Le fotografie
scattate al suo interno dagli inglesi non erano presenti, anche se la
perforazione del rullino appariva danneggiata proprio a metà, dove si
sarebbero dovute trovare tali scatti. Quasi che la macchina fotografica
avesse cercato di riavvolgere la pellicola.
In seguito scoprirono che le uniformi indossate dai gendarmi incontrati
risalivano ad un periodo precedente al 1905.
Anche sotto ipnosi il racconto dei protagonisti non cambiò ed alla
perplessità dello scrittore Randles sul fatto che il direttore avesse
accettato le banconote senza stupirsi o che i gendarmi non si fossero
sorpresi a causa della loro automobile e dei loro abiti "moderni" la
risposta laconica di Geoff fu "Noi abbiamo la certezza che sia
accaduto".
Ma ritorniamo a ciò che è
accaduto a
Milano ed analizziamo con cura gli elementi a disposizione.
Il luogo descritto da G.P. esiste fisicamente anche se non è più
adibito ad ambulatorio. Inoltre, l'attonita protagonista di questa
bizzarra esperienza non si è mai contraddetta e non ha mai arricchito
il suo resoconto con nuovi particolari, cosa che avrebbe denotato una
certa forma di mitomania svilendo quindi la testimonianza. Al
contrario, è rimasta ferma nelle sue convinzioni. Certo, si è rifiutata
di sottoporsi a tecniche regressive d'ipnosi ma la spiegazione è
piuttosto semplice… Essendo una persona dalla logica inoppugnabile ha
preferito evitare un approccio che le avrebbe potuto causare uno
scompenso emotivo.
La spiegazione più semplicistica, in base al sempre più inflazionato
"rasoio di Occam" (secondo il filosofo Guglielmo da Occam, tra due
possibilità quella corretta è sempre la più lineare) è che la signora
G.P. abbia vissuto un'allucinazione "localizzata". Il ricordo delle
sedute terapeutiche avvenute anni prima causava tale perverso
meccanismo e la signora G.P. trascorreva un'ora in catarsi estatica
davanti alla polverosa porta di ciò che era stato l'ambulatorio. Ma
quale meccanismo l'aveva allora fatta rinsavire? Personalmente non
credo a questa ipotesi, anche se è più accettabile. Si potrebbe
rivelare un errore.
L'ipotesi di un varco dimensionale non sarebbe da escludere a priori…
Senza smarrirci nelle teorie che suppongono l'esistenza di infiniti
universi paralleli ma accettando il fatto che lo spazio-tempo sia un
susseguirsi di "fotogrammi", quasi fosse un filmato, non potrebbe
essere accaduto che G.P. abbia varcato una sorta di "soglia" e vissuto
un evento passato modificandolo? Perché è un fatto dimostrato che in
queste cinque sedute al limite dell'incredibile la protagonista di
questa vicenda abbia risolto in parte i suoi problemi fisici.
Forse si è trattato di spettri o Doppelganger residui… Ognuno può
sviluppare una sua precisa e personale visione della cosa…
Si potrebbe anche parlare di Autosuggestione… Ma se per questa volta
Guglielmo da Occam si fosse sbagliato?