La terra è immortale, per questo in lei si trova il mistero
della creazione.
(Anwar al- Sadat)
Nella vita tutto è mistero.
(René Magritte)
I misteri sono nutrimenti, potenze eccitanti; le spiegazioni
sono misteri digeriti.
(Novalis)
La terra è immortale, per questo in lei si trova il mistero
della creazione.
(Anwar al- Sadat)
Nella vita tutto è mistero.
(René Magritte)
I misteri sono nutrimenti, potenze eccitanti; le spiegazioni
sono misteri digeriti.
(Novalis)
Accadde alla Pinacoteca di Brera
, il 24 giugno di alcuni anni fa...
I contorni sono sfumati, le
testimonianze dirette confuse e potremmo semplicemente considerare la
situazione come una delle decine di leggende che caratterizzano Milano. Ma la
vicenda è decisamente bizzarra e merita di essere approfondita.
Nel corso della notte
di San Giovanni, il circuito di videosorveglianza catturò le immagini di una
fanciulla evanescente che usciva dal dipinto “La Ninfa dei Boschi” (XVI sec.),
attribuito a Bernardino Luini.
La figura femminile, nuda e
circonfusa da misteriose luminescenze, additò il quadro dal quale era uscita
per poi svanire nel nulla.
I guardiani rimasero sbigottiti
nell’osservare lo straordinario evento. Ma questo era solo l’inizio del mistero.
Tempo dopo, il quadro
fu
sottoposto ai raggi X e quel che risultò fu altrettanto sorprendente.
Sotto al
dipinto esisteva un secondo soggetto, risalente al XII secolo, che
raffigurava un’ambientazione
bucolica e al centro della stessa un disco dalla forma allungata.
Completavano l'immagine alcune figure umanoidi ma con quattro
braccia, intente ad esplorare la zona.
Dopo la scansione, il quadro non
fu più esposto al pubblico. Le informazioni attuali sostengono che se ne sia
persa traccia.
Proviamo ora a fare qualche
considerazione.
La notte di San Giovanni, pur
non essendo esattamente quello del solstizio d’estate, ha comunque forti legami
con lo stesso.
Secondo la tradizione Indù, in quel periodo viene aperta la
‘Pitri Vana’ (la Porta degli uomini) che si contrappone alla ‘Deva Vana’ (la
porta degli Dei, la cui apertura avviene nel corso del solstizio invernale).
E’ quindi un momento particolare di
transizione, che peraltro si trova in diverse altre culture, dall’Antica Grecia
ai nativi americani.
La cultura popolare, poi, la
considera come una sorta di notte incantata e vengono compiuti particolari
rituali per tenere sotto controllo le energie che attraversano l’apertura della
porta solstiziale.
Già in età pre-cristiana il 24
giugno era considerato sacro ed esisteva la possibilità di eseguire sortilegi
per conoscere il destino ed evitare inganni.
Inoltre, sempre in tale data, si
celebra la festa Wiccan denominata Foris e legata alla fortuna e alla
consapevolezza.
E se il quadro fosse stato una
sorta di ‘portale’, attivatosi in seguito a particolari circostanze od energie?
Forse la sagoma era un’entità fuoriuscita da un'altra dimensione, poiché
escluderei l’ipotesi di uno spettro.
Chissà, magari Bernardino Luini
decise di nascondere un segreto appartenente ad alcuni secoli prima oppure,
semplicemente, riutilizzò una tela che per lui non aveva alcun
valore.
Purtroppo, il fatto che il quadro
non sia più disponibile non supporta un’analisi adeguata.
Ma del resto, se anche
Shakespeare decise di far svolgere gli eventi di ‘Midsummer night’s dream’ il 24 giugno, qualche motivo ci
sarà…