La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il
senso del
mistero; sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza.
(A.Einstein)
La vita è l'infanzia della nostra immortalità.
(Johann Wolfgang von Goethe)
I misteri sono nutrimenti, potenze eccitanti; le spiegazioni
sono misteri digeriti.
(Novalis)
Misteri in via Mecenate (Milano)
di Gordon Miles
Premetto che ciò
che sto per
raccontare non è supportato da alcuna base scientifica e
testimonianza diretta. Riporto semplicemente alcune dicerie
particolarmente suggestive raccolte tra gli abitanti di via Mecenate,
a Milano, dove un tempo sorgeva la celeberrima officina aerea "Caproni".
Chissà, magari c’è molta più
verità di quanta ne osiamo immaginare…
Lo spettro di un
uomo
piuttosto robusto si aggira per via Mecenate indossando un vecchio
giubbotto di pelle, simile a quelli utilizzati dagli aviatori. Sembra
gravato da un’oscura incombenza o da qualcosa che lo vincola a
questa dimensione che ormai non gli appartiene più.
Alcuni anziani che
abitano in via Mecenate sostengono che si tratti di Giovanni Battista
"Gianni" Caproni, Primo Conte di Taliedo (1886 –1957), il celebre
ingegnere aeronautico e pioniere dell'aviazione italiano.
Il fantasma sta cercando
la sua officina, dove si costruivano i velivoli per la Regia
Aeronautica, ormai ridotta a capannoni prima dimessi ed ora
riadattati per altri scopi.

La
perplessità che mi
sfiora è data dall’abbigliamento. Le fotografie che ho visionato
dell’ing. Caproni lo ritraggono sempre in eleganti abiti di
sartoria e l’immagine di lui in giubbotto sembra fuorviante… a
meno che non voglia suggerire un indizio.
Lasciamo
in sospeso per
un istante questa vicenda ed cominciamo ad esaminarne un’altra, che
ha sempre Caproni o, meglio, le sue officine nel ruolo di
protagonista.
Il
13 giugno 1933 un
oggetto volante non identificato fu avvistato nel cielo milanese.
Alcuni dicono sia precipitato e che Benito Mussolini diede l’ordine
di recuperare l’oggetto e di portarlo alle officine di Caproni per
studiarlo.
Infatti,
all’interno
della fabbrica era presente un bunker anti-aereo, un luogo ideale per
nascondere e proteggere un simile oggetto.

Qui la storia finisce,
ma
un dubbio può sfiorare il lettore… E se lo spettro cercasse di
raccontare cosa vide o cosa accadde nell’officina? La scelta del
giubbotto per ricordare quel particolare periodo storico? Che sia
questo il "segreto" che lo tiene vincolato? Oppure sono solo
leggende metropolitane, da raccontare davanti ad un complice
bicchiere di vino?