La sindrome di Renfield
di Azraeel
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maturo, non facilmente suggestionabile e soprattutto cosciente.
Giocare con il sangue e' pericoloso, bere sangue puo' comportare la
trasmissione di malattie.
La lettura dell'articolo e' sconsigliato ad utenti facilmente
impressionabili.
Le informazioni proposte sono presenti a solo scopo informativo.
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declina ogni responsabilita'; i visitatori che scelgono di leggere
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La sindrome di Renfield,
descritta per la prima volta dallo psicologo Richard Noll, si sviluppa
nella maggior parte dei casiattraverso tre fasi: inizialmente, di
solito durante l'infanzia, viene praticato l'auto-vampirismo. Chi ne e'
affetto cioe' si infligge ferite per poterne bere del sangue, il cui
sapore e la cui visione provocano piacere; dopo la puberta' la pratica
viene spesso accompagnata da masturbazione.
La seconda fase della
malattia, vede invece svilupparsi nel soggetto la zoofagia: il
desiderio cioe' di cibarsi di animali, in particolare di berne il
sangue. Il malato, in una buona percentuale di casi, accompagna i
propri gesti con pratiche sessuali.
La fase conclusiva della sindrome infine, porta chi ne e' affetto a
desiderare sangue umano; il malato puo' procurarselo con il consenso
della vittima, ma in alcuni casi si verifica ricorso a violenza e,
all'estremo, addirittura omicidio.
La componente sessuale associata al sangue e' molto forte nella
maggioranza dei casi; inoltre si possono verificare anche associazioni
di orientamento piu' spirituale, che identificano nel sangue una fonte
di vita e potere.
La maggioranza dei soggetti colpiti dalla sindrome di Renfield sono di
sesso maschile, e sviluppano la malattia a causa di un forte trauma
subito in genere nell'eta' infantile.
Esistono molti elementi che differenziano un HLV da una persona
soggetta alla sindrome descritta sopra: innanzitutto, molti real
vampires affermano di non essere in alcun modo sessualmente eccitati
nei momenti in cui ottengono sangue. Bere sangue porta piacere, ma
nessun rv trova questa sensazione assimilabile a quella data da un
rapporto sessuale; piuttosto molti la esemplificano paragonandola
quella provata quando, avendo molta fame, si assaggiano i primi bocconi
di cibo. Piu' che uno stimolante, il sangue per un HLV sembra essere un
qualcosa che calmi un bisogno dunque.
Oltre a questo, la maggioranza dei real vampires non si nutre di sangue
animale, e non attraversa la fase di zoofagia. Alcuni affermano inoltre
di non aver mai attraversato nemmeno la fase di auto-vampirismo, non
trovano alcuna attrattiva nel proprio sangue; molti altri invece, pur
desiderando il sangue di un donatore, ricorrono alla pratica
dell'auto-vampirismo quando non e' possibile ottenerne. Mentre nella
sindrome di Renfield pero' le fasi sono successive, e dunque
irreversibili, molti RV testimoniano un'oscillazione tra le due,
assumendo sangue proprio solo casi estremi.
La sindrome di Renfield colpisce principalmente soggetti maschili,
mentre all'interno dei real vampires non vi e' la dominanza netta di
uno dei due sessi.