Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri,
mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
(Bertrand Russell)
Non c’è nulla di bello, piacevole o grandioso nella vita che
non sia più o meno misterioso. I sentimenti più meravigliosi sono
quelli che producono impressioni difficili da spiegare…
8F. R. Chateaubriand)
I misteri sono nutrimenti, potenze eccitanti; le spiegazioni
sono misteri digeriti.
(Novalis)
Misteri a Villa Simonetta
di G. Miles

Tra le leggende che
caratterizzano Milano, ce n’è una in particolare che proietta alcune tenebre
sulla figura dell’aristocratica Clelia Simonetta, vissuta nella città meneghina
nel ‘500.
L’attuale Accademia
Internazionale di Musica, appunto Villa Simonetta, fu teatro di vicende oscure
che ebbero proprio la nobildonna come protagonista.
Proviamo a ricostruire ciò che il
folclore ci ha tramandato ma prima sono necessarie alcune informazioni sull’edificio,
situato in via Stilicone 36…
Gualtiero da Bascapé, cancelliere
di Ludovico il moro, lo fece costruire alla fine del 1400 e inizialmente era
noto come “La Gualtiera”.
Dopo varie modifiche e passaggi
di proprietà, divenne una delle dimore del governatore di Milano Ferrante
Gonzaga e successivamente passò alla famiglia Simonetta.
La villa era molto nota anche
fuori dall’Italia per via di un’acustica straordinaria, in grado di generare
fenomeni di eco molto prolungati.
Una diceria sosteneva che la
parola “amore” potesse essere ripetuta fino a 30 volte. Ciò era
possibile a fronte del particolare colonnato che caratterizzava il pianterreno
del palazzo.
Addirittura, Stendhal sostenne
che nel 1816, durante il suo soggiorno a Milano nella villa, un colpo partito
accidentalmente dalla sua pistola risuonò 50 volte.
Nel 1943 la villa fu danneggiata
seriamente a seguito dei bombardamenti su Milano. Successivamente fu restaurata ma il
prodigioso gioco acustico si perse per sempre.
Facciamo un salto indietro nel
tempo e giungiamo ai tempi in cui la giovane vedova Clelia Simonetta si insediò
nella dimora rinascimentale.
Celebri erano le feste danzanti
che venivano tenute tra le mura della villa patrizia e le dicerie popolari
suggerivano anche orge in cui la nobile signora facesse poi strangolare gli
amanti ai quali si era concessa.
Da lì a poco, si sparse anche la
voce che il fenomenale eco fosse prodotto dai lamenti delle vittime di tali
azioni scellerate.
Inoltre, si diffuse anche la
convinzione che Clelia detenesse una profonda conoscenza delle scienze occulte
e che conducesse studi su esseri umani nel
suo laboratorio alchemico, situato nei sotterranei della villa.
Alcune cronache sostengono che
almeno 11 uomini entrarono nel palazzo per poi scomparire, inghiottiti in
esperimenti innominabili per creare
artificialmente la vita.
Si sussurra che tuttora un’ombra
spettrale si aggiri nella sala 18 dell'Accademia internazionale della Musica di Milano.
E’ forse Clelia che sta cercando un modo per portare a termine i suoi studi?