Mitologia e alchimia, il giardino delle Esperidi – di Matrona Malice

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Frederic Leighton The Garden of the Hesperides Data 1892

Dopo aver chiacchierato con due buon amici, mi sono incuriosita sulla mitologia delle Esperidi,”l’Albero dalle Mele d’Oro”, dono della madre Gea a Zeus ed Era per le loro nozze.

Era lo pose all’estremo Occidente del mondo, fuori dai confini delle terre abitate, insomma, oltre le “Colonne d’Ercole” quelle italiche ( lo stretto di Messina), le più antiche. Era, dopo aver piantato l’albero, chiese alle Esperidi di custodirlo e prendersene cura, ma per il timore che le tre fanciulle si sfamassero con i frutti dell’albero,mise il dragone (serpente molto grande) Ladone a guardia delle Esperidi.

Le Esperidi, erano ninfe la cui genealogia rimane spesso confusa: vengono talvolta nominate come figlie della Notte, di Teti e Oceano, di Zeus e Temi, di Forco e Ceto ed anche, secondo la teoria più accreditata, di Atlante ed Esperide. Anche il loro numero varia da mito a mito,ma quello più riconosciuto è il 3: Egle, Aretusa, Esperia o Egle, Erizia ed Esperaretusa.

Immagine Atlante era uno dei Giganti, figlio dei Titani Giapeto e di Climene; esso è famoso per via della punizione che gli inflisse Zeus, a causa della alleanza con Crono, durante la Titanomachia, che consisteva nel tenere sollevata la volta celeste con le costellazioni.

Ladone era un drago, figlio di Forcide e di Ceto, o Tifone ed Echidna, anchesi quattro Titani La leggenda dice che aveva ben cento teste.

La storia dovrebbe finire così con questo albero che produce frutti che donano l’immortalità e la conoscenza, se non fosse per la superbia e la paura di re Euristeo e una promessa ed espiazione dell’eroico Ercole.

Direi che fin qui il simboli alchemici si sprecano come i coriandoli a a Carnevale. Infatti non ci vuole uno studiato, per vedere il simbolo della coppia in matrimonio di Zeus ed Era (i più grandi e potenti tra gli Olimpi) con il Re e la Regina dell’alchimia. Anche la madre Gaia, la Terra primordiale, che può auto generare i suoi figli, di cui uno, Urano, ne divenne lo sposo,può essere un simbolo alchemico del Caos primordiale. Curioso è anche il dono che fece alla coppia di sposini… un albero dai Pomi d’oro; non c’è bisogno che spieghi la valenza dei pomi nella mitologia, non solo greca, ma una qualche parola la voglio spendere per il colore. Come si sà,l’alchimia ha come uno dei tanti obbiettivi la creazione dell’oro, ma pochi sanno che non è l’oro volgare, Au chimico di numero atomico 79, ma è un oro più speciale, un oro Filosofico. Si è vero che è possibile moltiplicare dell’oro (au) con “arti” alchemiche.. ma sono convinta che non è l’oro che parlano i Filosofi ermetici, che non è il traguardo finale.

Ma torniamo hai pomi: è curioso anche i doni che produce questo albero, immortalità e conoscenza! Desideri umani da sempre ricercati dall’uomo, a causa della sua paura di invecchiare e del non conosciuto; Queste paure sono intrinseche nella parte più profonda di noi, poichè come i nostri antenati preistorici, abbiamo paura della vecchiaia (debilitazione del corpo umano, incapacità fisica e mentale) e del non conosciuto (ignoto, il non governabile). Nelle leggende ne esistono tanti di alberi magici, ma di sicuro qualcuno si è ricordato dell’albero “del Bene e del Male” biblico, però l’unica differenza è che quello non dona l’immortalità, poichè il figlio di Elohim, sdoppiato nella sua natura in Adamo ed Eva, a causa dell’assunzione di quei frutti la perse l’immortalità. Quindi si può dire che l’albero delle Esperidi è il contrario dell’albero del Bene e del Male… la via del “ritorno” contro la via della “fuga”.

Molto interessante è anche il numero delle figlie di Atlante, infatti le fanciulle sono 3 e stanno a prendersi cura dell’albero. Ammetto di non essere un esperta, non ancora,in questo campo, ma ho pensato subito hai tre “giocatori” di questa bellissima “partita” che è la Grande Opera: Zolfo; Mercurio; Sale. Senza le cure amorevoli di queste 3 fanciulle (non donne cioè privi della verginità, e non adolescenti cioè con il mestruo, ma fanciulle, delle Kore), l’albero morirebbe, come senza questi 3 giocatori, l’opera non si compirebbe. Ne basta la mancanza o la poca purezza (castità), di uno solo di loro per incontrare il fallimento.

Ad aggiungere ancora più divertimento a questo “gioco” stà nel fatto che la Regina Era abbia messo a guardia di queste 3 fanciulle, un drago, Ladone. In alchimia, si sono versati fiumi di parole sul drago, su ciò che simboleggia e su ciò che serve, quindi non sto a perdere tempo ^^

L’immagine in alto,lo scelta anche per una fattore estetico: notate le vesti delle tre kore, rosso,bianco e scuro (sembra un verde molto scuro). Questa “acrobazia mentale” personale, mi collega alle tre fasi principali dell’opera. Un’altro motivo è che quest’immagine ha 2 cigni che stanno covando le proprie uova,chiaro riferimento a Leda e hai suoi figli.