1.000.000 di Visitatori!

Era il 13 ottobre 2003 quando nacque il dominio sogliaoscura.org che andò a sostituire sogliaoscura.cjb.net.
Anche il layout artigianale del sito iniziale incontrò ad un significativo cambiamento che sfociò in una costante evoluzione nel corso degli anni.
A quel tempo, non immaginavamo quanti utenti unici potessero transitare per la Soglia e perciò fu inserito un semplice ed essenziale counter, immaginandone qualche migliaia nel corso ...

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La bambina del lago (Real Ghost Stories) – di Gordon Miles

L’immagine qui a lato è stata scattata nel Wisconsin, nei pressi del lago Dorothy Dunn.
Quel che sembra una semplice foto-ricordo di una battuta di pesca in realtà cela una stranezza che trasfigura la rassicurante quiete bucolica della stessa.
Infatti, sembra di intravedere una bambina con un berretto e un abito antiquato, vicino all’uomo con la canna.
Il presunto spettro sembra non curarsi del pescatore, quasi che appartenesse ad una linea temporale differente.
Sia la persona ritratta che il fotografo sono certi che non ci fossero bambine nella zona e inoltre lo specchio lacustre è lontano da ogni casa o strada.

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Opere di Yuri Abietti – Recensioni di Simone Dellera

Qui parlerò di due brevi trattati a opera di Yuri Abietti, l’uno incentrato sulla conosciutissima creatura di Lovecraft che risponde al nome di Cthulhu, l’altro sull’ambigua figura si Slender man. Infine, l’ultima recensione, riguarda la Saga degli Oniromanti, che si preannuncia sin dal Libro I… ottima!

CTHULHU: CHI ERA COSTUI? VIAGGIO ALLE ORIGINI DI UN MITO POP MODERNO.
Di Yuri Abietti

NEL NOME DI CTHULHU!
Interessantissimo trattato che prende spunto dalla creazione più famosa di Lovecraft, per dare un giusto ordine concettuale al lavoro del solitario di Providence. È davvero singolare leggere la metamorfosi che è stata applicata alle creature di HPL al fine di giustificare nuovi racconti o romanzi di chi in un modo o nell’altro ha tentato di portare avanti l’opera del solitario, creando nuovi spunti o di chi gli ha solo reso omaggio. Del resto non è assolutamente inusuale che uno scrittore che vuole ricalcare un tema specifico, che si tratti del solitario di Providence o di un altro Autore famoso, applichi delle variazione o delle modifiche per adattare “così giustificandolo” il proprio racconto o romanzo, ma è altresì indubbiamente necessario che il lettore conosca il vero “originale” pensiero dell’Autore, senza che sia dato in pasto ai mass media “storpiato” e facendolo passare come proprio dell’Autore.

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La Bestia della brughiera di Bodmin – di Gabriele Luzzini

Vi piacciono i gatti? Forse avrete sentito parlare del criptide felino avvistato a partire dal 1978 nei dintorni della Brughiera di Bodmin (Bodmin Moor – Cornovaglia).
Le testimonianze raccolte descrivono un grosso predatore, simile a un leopardo o un puma ma sicuramente di una specie sconosciuta che nei successivi anni ’80 e ’90 fu la probabile causa delle uccisioni di alcuni capi di bestiame allevati dagli agricoltori della zona.

Nel 1995 il governo britannico, a seguito delle continue denunce da parte degli abitanti di quell’area rurale, inviò alcuni esperti per indagare cosa stesse effettivamente accadendo. Dopo 6 mesi, non fu individuata alcuna creatura ignota ma non fu esclusa la possibilità della sua esistenza.

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Una settimana di festeggiamenti (Gotico vercellese) – di Daniele Vacchino

Tanti anni fa, viveva in paese un vecchio avido che aveva fatto fortuna trasportando attraverso il fiume certa merce di contrabbando. Era mal messo, zoppo e completamente sordo da un orecchio, ma tardava a rimetterci la pelle. Era inviso a tutto il paese, per via dei modi di fare spigolosi e del suo ottuso egoismo. Non aveva avuto figli; i parenti, tutta gente che tirava a campare, non vedevano l’ora di ballargli sulla tomba. Le malelingue dicevano che passasse le notti dalla maga, per scongiurare il trapasso. Nonostante la sua avversione alla morte, aveva avuto grande cura nel prepararla. Nei momenti di ottimismo, guardava al suo funerale come al primo giorno di una seconda vita. In quest’ottica, come molti compaesani abbienti, aveva provveduto ad accaparrarsi una lapide in un punto soleggiato del camposanto. Ma si era spinto oltre: nel tentativo di controllare il momento dell’ultimo saluto, in gran segreto aveva già fatto incidere sulla lapide il suo nome e fatto apporre la fotografia. Per una questione di superstizione, aveva fatto coprire la lapide incisa. Non voleva certo che la morte, invitata dalla nuova lapide, anticipasse la sua venuta! Era un vecchio spilorcio che sapeva fare i suoi conti.

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Tutto Quel Buio – di Cristiana Astori

Titolo: Tutto quel buio
Autore: Cristiana Astori
Editore: Elliot
Prezzo: 17,50 euro

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Susanna Marino, una studentessa squattrinata laureata in cinema, viene incaricata da un misterioso collezionista torinese di ritrovare una preziosa pellicola degli anni Venti, scomparsa durante l’occupazione nazista. Il regista è l’ungherese Károly Lajthay, il titolo “Drakula halála”...

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Body Count, the original screenplay – di Davide Rosso

…Now the woods are alive with the sound of screaming…

Il camping del terrore è un film slasher prodotto nel 1985 e uscito in America nell’86, da noi l’anno successivo. La regia è di Ruggero Deodato, la sceneggiatura originale di Alessandro Capone & Luca D’alisera. Musiche di Claudio Simonetti. Il cast: Mimsy Farmer, Bruce Penhall, David Hess, John Steiner, Ivan Rassimov, Nancy Brilli, Charles Napier, Stefano Madia.

La trama: Un gruppo di ragazzi arriva in un campeggio semi abbandonato per trascorrere una vacanza e scopre che anni prima la struttura era stata chiusa in quanto teatro dell’efferato omicidio di due giovani. La comitiva decide di rimanere ma la follia omicida del misterioso assassino (forse uno sciamano indiano, metà mostro, metà uomo) si abbatterà su di loro. Alla fine, i superstiti, scopriranno che il folle non è altri che il giovane figlio della coppia che gestiva il camping, rimasto traumatizzato da piccolo nell’assistere all’omicidio del vero sciamano.

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Dov’è Anna? di B. Proietti e D. Crispo – Recensione di Simone Dellera

A distanza di anni, era il 1976 quando venne trasmesso lo sceneggiato, gli Autori ripropongono una nuova stesura del testo nel 2014 mantenendo invariato l’intreccio narrativo.
Un giallo intrigante a tutti gli effetti dove le numerose piste battute, forse più numerose del gatto a nove code di Argento, non portano a niente di decisivo. Anzi, risolvono il mistero d’alone che svanisce intorno alla singola pista battuta, mettendo in evidenza altri crimini ma non risolvono mai il problema principale: dov’è Anna? Rispetto al vecchio sceneggiato, il romanzo varia solo in una parte che vede Carlo confondersi con il mondo della mala, nella ricerca spasmodica della moglie che potrebbe essere finita sulla strada, al posto della vicenda televisiva di Anna che cerca di adottare un figlio illegalmente, pagando la ragazza madre che deve ancora partorire.
Ma come le altre piste battute, anche questa si rivelerà un clamoroso buco nell’acqua. In questo inedito frangente, incontra più personaggi ma quello di spicco è certamente il Lusini, anima per certi versi affine a Carlo per la ricerca del figlio scomparso.
I personaggi sono ben delineati, l’intreccio
è decisamente ottimo e il romanzo è ben scritto e arricchito dalle ambientazioni ben descritte senza arrivare all’eccesso!

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Le Ombre dell’Etna, tra storia e leggenda – di Viviana Donato

“L’Etna nevosa, pilastro del cielo,
nutrice dell’acuto inverno perenne lo domina.
Dal profondo sgorgano
purissime sorgenti di fuoco inaccessibile,
fiumi nel giorno che portano flusso di fumo acceso,
e la notte la fiamma rossa travolge pietre fragorose,
verso la piana d’un profondo mare.
Queste immani  fontane di fuoco suscita il drago.
Prodigio che stupisce chi lo vede,
e stupisce il racconto di chi vive.”

Questi versi ispirò a Pindaro la vista dell’imponente e maestosa montagna, con la sua fumante cima innevata e i fiumi di fuoco che tra possenti boati ne sgorgano copiosi, che domina la grande distesa color cobalto del mare e la città che sorge ai suoi piedi, Catania, offrendo agli occhi uno spettacolo unico al mondo, che suscita delle intense emozioni e che nel corso dei secoli ha ispirato poeti e cantori, dal succitato Pindaro a Callimaco, da Ovidio a Dante, Carducci, Goethe, Byron, Verga e altri.

“Tutto ciò che la Natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile si può paragonare all’Etna, e l’Etna non si può paragonare a nulla”, scriveva lo storico dell’arte ed egittologo francese Vivant Denon nel suo “Voyage en Sicile”.

Il vulcano più alto d’Europa, le cui balze partono da tremila e più metri d’altezza, sono caratterizzate da un incantevole susseguirsi di deserti di lave nere e rosse, costellati da macchie di boschi di Abeti, Pini e Betulle, profumatissime Ginestre, castagneti, vigneti ed agrumeti fino a tuffarsi nelle acque dello Ionio.

L’Etna, dispensatrice di vita, perché è dalle sue nere lave che nasce una delle terre più fertili che esistano, ma anche di morte e di distruzione, per gli antichi abitanti dell’isola è sempre stata una montagna sacra.

Veniva considerata la bocca del mondo sotterraneo, e le sue spettacolari eruzioni un’occasione per le forze segrete della natura di rivelarsi agli uomini.

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Il Troll di Berge – di Gabriele Luzzini

Da un po’ di tempo è reperibile un’immagine attribuita ad uno scatto fortunato effettuato nel dicembre del 1942 dall’equipaggio di un aereo della RAF durante un volo di ricognizione in Norvegia. L’immagine è inequivocabile e potrebbe essere la prova definitiva dell’esistenza dei Troll, gigantesche creature umanoidi che arricchiscono le leggende scandinave.

Le descrizioni che incontriamo nel folklore parlano di  mostri pelosi e molto forti, caratterizzati da un grosso naso e la coda, oltre ad avere solo quattro dita per ogni mano e piede ed un’avversione molto forte alla luce (addirittura, in alcune storie i raggi solari sono in grado di trasformarli in pietra).

I Troll possono essere di due tipi e cioè giganteschi ma di natura maligna oppure piccoli e benevoli nei confronti dell’uomo.
Facendo una rapida stima con la foresta dalla quale emerge, l’essere potrebbe essere alto decine di metri e quindi apparterrebbe alla prima tipologia sopra indicata. Insomma, non proprio il miglior incontro da fare in una landa desolata in Norvegia.

Sospendiamo il senso di meraviglia per un attimo e proviamo a fare una rapida ricerca iconografica…

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