Il salice delle Anime – di Daniele Vacchino

– Questo fatto che il corpo è mortale e si deforma e decompone senza sosta… Mentre l’anima, l’anima non lo è! Sappiamo per certo che, di notte, i vecchi fanno gli stessi sogni dei bambini e la nostra anima immortale pare sopravvivere al nostro corpo nei luoghi che l’hanno incisa come una superficie di legno scavata da un punteruolo.

Giù al paese si diceva che i poteri di Giuditta fossero figli della migrazione delle anime: nel suo corpo di adolescente doveva albergare lo spirito di una vecchia fattucchiera. Non sarebbe stato possibile, per quella esile biondina con le efelidi e i seni acerbi, conoscere tanti rituali e tanti filtri.

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Kenneth Laing Herdy inspiration – di Kendra Moon

Kenneth Laing Herdy inspiration – Kendra Moon

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Le tentazioni dell’Occulto – di Davide Rosso

scienza ed esoterismo nel cinema gotico (inglese)

Nel rileggere un bellissimo lavoro di Germana Parenti ho immaginato di abbinarlo al cinema gotico che, più di altri, ha saputo – giocando in casa – inscenare l’800 (vittoriano) con le sue contraddizioni, soprattutto quelle tra la scienza e il suo doppio, ossia tutte quelle manifestazioni di occulto, fantastique, quindi il cinema gotico inglese degli anni ’60 e ’70. Citerò comunque anche dei film americani (e in un caso obbligatorio una pellicola celeberrima tedesca) che mi pare si prestino agevolmente alle forzature del discorso.

Dunque.
Il Secolo XIX vede fare passi da gigante alle scienze. Naturalismo, evoluzionismo, positivismo, sono tutte correnti che occupano un posto centrale negli studi dell’Ottocento e formano una mentalità (almeno nelle classi agiate) più rigorosa, in linea coi progressi anatomo-fisiologici del mondo.

Nonostante le certezze evoluzionistiche, i gentiluomini del XIX non riescono mai a liberarsi del tutto dall’idea spaventosa della fine e dal problema di certificare o meno un’esistenza oltre la morte.

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Brian Boru, L’Ard-Rig di Erin – di Daniele Bello

Qualcuno sostiene che la strada verso la salvezza consiste nel placare l’aggressore, nel ricompensarlo affinchè non ci uccida. Io affermo che questo atteggiamento ci rende solo vittime passive dell’estorsione e conferisce a quei selvaggi il diritto di disprezzarci e di attaccarci nuovamente ogni qualvolta lo desiderino. Sono le vittime che dobbiamo aiutare e proteggere e di cui dobbiamo avere pietà. Difendiamo gli innocenti e distruggiamo i colpevoli”.

Discorso di Brian Boruma
Tratto da Il Leone d’Irlanda di Morgan Llywelyn

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Ca’ Dario, la La vecchia “puttana” di Venezia – di Massimilano Masiero Del Tiferno

La vecchia “puttana” di Venezia. Così la voleva ricordare Gabriele d’Annunzio “inclinata come una cortigiana decrepita sotto la pompa dei suoi monili”
In effetti guardando bene quella facciata ci si rende conto che il peso della sua opulenza grava sulle ossa fragili e malinconiche del sestriere Dorsoduro, direttamente sul Canal Grande e in una posizione di altissimo pregio e importanza, soprattutto al tempo della nobile classe dignitaria Veneta. Ca’ Dario, la si riconosce a prima vista. Piegata su se stessa a causa dei cedimenti strutturali dei secoli. Ha un aspetto goffo, affaticato dalla poca cura, negata per via della sua fama incontrastata di “palazzo Maledetto”, capace di uccidere e impoverire chi ne rivendica il possesso.
“El palason sensa el paron”. Cosi i veneziani lo chiamano da tempo immemore talmente nitida nell’immaginario collettivo che l’iscrizione messa a ricordo del fondatore, “VRBIS GENIO IOANNES DARIVS” (Edificata da Giovanni Dario) è diventata per i veneziani “ SVB RVINA INSIDIOSA GENERO “ (generata sotto insidia e rovina).

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interZonE, polizia nova, Ah-Pook, impiccagioni & eiaculazioni in William S. Burroughs – di Davide Rosso

Autore tra i più radicali e originali del panorama sci-fi degli anni ’60 e ’70, William Burroughs ha sempre goduto, strano a dirsi, di una buona fortuna editoriale in Italia; dapprima tradotto per i tipi della SugarCo, oggi lo scrittore americano è entrato definitivamente nel pantheon della case editrice Adelphi di Milano.

Il suo libro più conosciuto è quel Pasto Nudo, trasposto sullo schermo da David Cronenberg, il regista della nuova carne anni ’80.

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La simbologia del corvo – di Gabriele Luzzini

Col termine ‘Corvo’ molto spesso indichiamo indistintamente tre specie diverse ma che consideriamo unica nel nostro immaginario e cioè il Corvo Imperiale (Corvus Corax), il Corvo Nero (Corvus Frugilegus)e la Cornacchia (Corvus Monedula),contraddistinti da abitudini differenti (il primo e la terza sono stanziali mentre il secondo è migratorio) ma con una sviluppatissima intelligenza in comune.
Secondo il folklore di buona parte dell’Europa, il Corvo non è un animale di buon auspicio e viene considerato un messaggero di Morte: uccelli profetici, spesso attribuiti alle forze oscure per via del colore, in contrapposizione alla colomba bianca.
Così non è in Estremo Oriente… e infatti in Cina è collegato addirittura al Sole mentre in Giappone è simbolo dell’amore familiare.
Nella mitologia scandinava il nero volatile gode di fama positiva poiché sulle spalle di Odino ne sono appollaiati due, che fungono sia da messaggeri che da guardiani: Hugin (“Il Pensiero) e Munin (“La Memoria). Entrambi, come il Dio Norreno, hanno capacità precognitive.

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‘Di Corvi e di Ombre’ di Gabriele Luzzini – Recensione di Monika M.

“Prima arrivarono i Corvi .
Sopraggiunsero poi le Ombre .
Infine non rimase Nulla .”
Gabriele Luzzini .
Di Corvi e di Ombre è una raccolta di racconti suddivisi in tre sfumature:
– Corvi, narrazioni cruente ma reali , possibili storie di cronaca nera.
– Ombre, il sottile confine tra i mondi viene meno ed il paranormale sconfina nella vita quotidiana .
– Nulla, ….

Lo stile di Gabriele Luzzini è essenziale.

Le descrizioni sono ben equilibrate con la narrazione, fondendosi con essa, donando al lettore gli elementi determinanti. I racconti catturano sapientemente l’attenzione, lasciando crescere un pathos dovuto alla imperscrutabilità degli eventi, al mistero che essi lentamente svelano.

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Sfumano… I ricordi sfumano – di Kendra Moon

 

Sfumano… I ricordi sfumano – Kendra Moon

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La Morte contadina – di Daniele Vacchino

Senza che ce ne fossimo accorti, la notte era sopraggiunta con il suo corpo muto. Dai campi di riso salivano esili rumori, come se bambini acquattati lungo i fossi stessero bisbigliando tra loro. Vanni, il mio fraterno amico, ed io stavamo camminando sulla strada, parlando delle nostre faccende, per allontanare la calura estiva che aveva assediato la città...

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