Murum Daemoni – di Gabriele Luzzini

 

Murum Daemoni – Gabriele Luzzini

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‘Il Diavolo Dentro’ di Roberto Ottonelli – Recensione di Simone Dellera

L’Autostrada per L’Inferno!!!
Liberamente ispirato alla vicenda delle Bestie di Satana…
Il romanzo è inizialmente ambientato negli anni’80, più precisamente nelle sue fasi iniziali, tolto il prologo, nell’86 quando avviene l’incidente della centrale nucleare di Chernobyl.
In parallelo la narrazione segue un doppio filo, quello della famiglia Miconi e dell’adolescente Manuela al di fuori dell’istituto con la sua nuova famiglia ado...

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Manichini & sonnambuli – di Davide Rosso

Scrivo qui nel santuario e non so da dove cominciare. Scrivo di qualunque cosa pur di non far calare le palpebre sugli occhi e scivolare nel sonno, quindi comincio da questo posto, da quel che so o che mi ricordo. Del santuario se ne conservano tracce già nel 1500. Una leggenda parla di un taglialegna eretico, che, nell’abbattere con l’ascia un castagno, sentì un lamento provenire dal tronco, poi, sulla cima dell’albero, apparve una Madonna con un bimbo in grembo. L’altare maggiore della chiesa custodisce ancora l’affresco della Madonna recante sul volto di Maria le tracce dipinte del sangue uscito dalle ferite procurate dall’ascia. All’altare si accede salendo un gradino che immette nel modesto vano che racchiude il tabernacolo col legno originale del castagno dell’apparizione. Ne rimane solo un ciocco annerito, il resto se lo sono portati via, negli anni, i vari pellegrini, che ne strappavano dei frammenti come preziosa reliquia. Il tabernacolo è in un muro pieno di ex voto lasciati in cambio della guarigione, messaggi scritti sui muri, scongiuri, riti penitenziali, fino all’offerta di cibarie: un bastone appeso da uno che ha avuto la grazia di non essere più zoppo, un fiocco celeste per la nascita di un bimbo, dei rosari, la foto di una bimba col violino in mano e la dedica alla Madonna perché la faccia diventare una brava musicista così da poterci poi sfamare il resto della famiglia. Prendo degli opuscoli (opuscoli che uso per scrivere con precisione storiografica questa pagina) e due santini. Poi esco. Mi affaccio da un balconcino di terra che precipita e si dissolve sulla piana frastagliata: il paese non esiste, diviso com’è in micro frazioni spezzate dal fiume, dagli argini, dai canali. Le ombre si rincorrono tra le muraglie arabescate dei germogli, grovigli morti di gemme congelate e luce affumata che indugia tra l’ossatura degli olmi centenari e i sassi di strada, scogli per legioni di larve…

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Il bambino nel prato (Real Ghost Stories)

Jackie Rhame di Florian (Alabama) si trovava al parco divertimenti Six Flags Great America ad Arlington, in Texas quando scattò la foto, cercando di catturare nell’immagine le imponenti montagne russe conosciute come ‘Texas Giant’, una delle attrazioni principali.

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Appunti per una Letteratura dell’Orrore nel XXI secolo – di Davide Rosso

Potrebbe essere caduto in un circolo di reincarnazioni e forse non è la prima volta che si ritrova al proprio capezzale. Capisce che cosa gli è successo e già sa che cosa succederà a colui che gli sta davanti, quello che non è più lui, eppure lo è. Trelkovsky ha risolto il mistero, suo e di Moscarda: “in quale preciso istante un individuo cessa di essere la persona che egli – e chiunque altro – pensa di essere?”. Risposta: nel momento in cui si rende conto di essere stato intrappolato in un paradosso di identità e che per lui non c’è via d’uscita fintanto che crede di essere qualcosa che non è. Domandatelo a qualsiasi marionetta convinta di essere una persona.”

Sono queste lucidissime considerazioni di Thomas Ligotti (contenute nella parte finale del saggio filosofico nichilista La cospirazione contro la razza umana) a guidare le brevi e sconnesse considerazioni letterarie che seguiranno. Il paradosso che ci interessa è squisitamente culturale. Pirandello, Topor, Ligotti sono alcuni autori che si sono confrontati con queste tematiche. In Ligotti la questione è limpida: quale miglior paradosso identitario se non la confusione di una marionetta che si crede umana (Pinocchio del nostro Collodi) o di un essere umano che si crede una marionetta. Quasi tutta la letteratura breve dell’autore americano è una spirale su queste tematiche. Quando un individuo cessa di essere ciò che credeva di essere?

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I cavalli spettrali del Berry Pomeroy Castle – di Gabriele Luzzini

Il Barry Pomeroy Castle sorge nel Devon meridionale ed è stato realizzato all’interno di un precedente castello. In stile Tudor, risale al XV secolo e fu costruito dalla famiglia Pomeroy, di cui porta appunto il nome, che poi lo vendette a Edward Seymour, il primo duca di Somerset.
L’edificio vanta una grande tradizione di spettri, come ad esempio la ‘Dama Blu’, una figura evanescente dalle sfumature indaco che chiama i passanti dalla torre in cui appare. La storia che la riguarda parla della figlia di un cavaliere normanno che piange la perdita del figlio ucciso poiché nato dal rapporto incestuoso con lo stesso padre. Se gli sventurati salgono da lei accogliendo l’invito o semplicemente per capire chi sia, vengono gettati dal fantasma sul selciato sottostante. O almeno, così racconta il folklore.

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‘La Stazione del Dio del Suono: The Dragon Trilogy 2’ di Danilo Arona – Recensione di Simone Dellera

Una Metastasi Sulla Schiena del Drago!!!
La nuova veglia che si svolge alla stazione ferroviaria abbandonata di Piano Orizzontale, a cui assistiamo più che spettatori in questo secondo romanzo dedicato alla trilogia del Drago, oltre ai già conosciuti Antonio Carlos Aztarain, Sergio Mecucci e Piergiovanni Andronico (Ruscin e il Corso sono morti un paio d’anni prima la nuova veglia), il circolo acquista due nuovi ospiti: Gabriele Ideo, laureat...

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Comunicato Novilunio Stampe Amatoriali – di Daniele Vacchino e Davide Rosso

Vi segnaliamo questa interessante iniziativa editoriale, direttamente con le parole di coloro che l’hanno sviluppata e cioè Daniele Vacchino e Davide Rosso.


Cari amici, stufi di farci spillare soldi da editori farlocchi e penosi, abbiamo deciso di sfruttare l’auto-pubblicazione e, per gioco, inventarci una nostra sigla editoriale...

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Approccio al problema della Maschera nella letteratura grottesca di Thomas Ligotti – di Davide Rosso

Thomas Ligotti è uno degli autori più originali del panorama letterario degli ultimi anni. Grazie all’opera meritoria di un editore come Ugo Malaguti e di un traduttore/curatore come Armando Corridore, l’opera di questo autore è stata diffusa anche in Italia.

Ligotti inizia a pubblicare racconti (arte alla quale si dedicherà in massima parte) agli inizi degli anni ’80 su riviste amatoriali, rimanendo un autore di nicchia fino a pochi anni fa.

Armando Corridore, nel saggio postfazione a I canti di un sognatore morto, scrive delle considerazioni importantissime per entrare nell’universo di questo scrittore di Detroit, refrattario e isolato. Nella sua prosa è possibile rinvenire tracce culturali molto varie, da Poe, Lovecraft, Chambers, fino a Leopardi, le dottrine esoteriche, alchemiche, i poeti simbolisti miscelati in racconti ancora (parlo dei Canti di un sognatore morto) abbastanza classici con personaggi e intrecci che via via divengono lacerti narrativi di un’introspezione velata, un incubo personale che riverbera un incubo universale, una visione onirica orientata a svelare le trame d’incubo dell’esistenza umana.

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Se le notti all’inferno – di Daniele Vacchino

Titolo: Se le notti all’inferno
Autore: Daniele Vacchino
Editore: GDS
Prezzo: 8,90 euro

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Tre amici di lungo corso si ricongiungono dopo diversi anni. Sono trentacinquenni le cui vite sono segnate da divorzi, crack finanziari e problemi personali...

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