Hai rovinato tutto – di Andrea C.

Si appoggiò al lavandino, sospirando. Non lo trovava un lavoro piacevole, non in quel momento. Le guance ed il collo gli dolevano e continuare a passarci sopra la mano non aiutava di certo. Anche il resto del corpo era malconcio e gli faceva male, ma i vestiti lo avrebbero coperto per bene.
Alzò il volto e si osservò al di là del vetro.
«Perciò adesso che si fa?»
Aveva qualche vaga idea.
«Certo, qualche idea. Io lo so cosa vorresti. Spargi bene a sinistra, si vede ancora. La tua sinistra tesoro. E’ solo che non puoi prendere e fare i bagagli così di colpo. Non sei abbastanza sveglio per sopravvivere di stenti. E poi, lui ti troverebbe.»
Riccardo si passò il fondotinta sullo zigomo sinistro, cercando di spargerlo e creare un effetto il più realistico possibile.
«Ti consiglio di rifletterci. La vita comporta delle scelte Riki. La tua vita non la sua.»
Osservò la sua immagine nel grosso specchio appeso alla parete del bagno. Si tranquillizzò, guardando attraverso quel riflesso.

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Intervista a Chiara Cazzato (Tempesta Editore), Editoria e Libertà

(Intervista raccolta da Gabriele Luzzini)

Chiara Cazzato è l’EditorA  o Lady Tora(come spesso viene indicata) nonché la ‘Dea ex Machina’ (inconsueto definire un’atea così, non trovate?) che anima Tempesta Editore, una realtà indipendente e libertaria, conseguentemente quasi un’anomalia in un business troppo spesso ‘ingessato’.
La dichiarazione d’intenti è piuttosto chiara e non dà adito ad ambiguità: “Siamo convinti che l’uso della cultura sia un’arma potente per combattere gli integralismi e le privazioni di diritti”.
Parliamo con lei di editoria, libertà e, inevitabilmente, di insolito.


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Cartoline immaginarie da Monte Magro (omaggio a H.P.Lovecraft e Thomas Ligotti) * 1° Parte – di Davide Rosso

Ho fatto delle fotografie (e ricerche etnografiche) da un paese abbandonato (uno veramente abbandonato) del vercellese.
un posto inquietante che, negli anni ’70, ospitò una sorta di comune hippy di autocoscienza con strane idee sulla fine della razza umana.
Le foto sono delle polaroid digitalizzate, scattate su dei rullini scaduti comprati ai mercatini delle pulci, così da avere dei colori violenti e acquerellati.

(1° SET da 10 FOTOGRAFIE)


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The Creative Network – N° 5

Il nuovo numero di ‘The Creative Network’!

Webmagazine
Nel nuovo numero di ‘The Creative Network’ troverete come sempre articoli sull’insolito, il paranormale e la magia oltre che racconti, poesie e recensioni.
Inoltre, in questo numero potrete leggere un’interessante intervista a Cristiana Astori, la ‘Dama del Giallo’ e la monografia ‘Appunti per una Letteratura dell’Orrore nel XXI secolo’.

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L’impronta dall’Aldilà – di Gabriele Luzzini

Ci sono storie vere così straordinarie da confondersi con la miglior narrativa. Eppure sono accadute. Questa, è una di quelle.
Francis Leavy era un vigile del fuoco esperto che faceva parte di una squadra d’intervento nella Chicago degli anni ’20.
Di carattere affabile ed estremamente socievole, con una buona parola sempre per tutti, era molto amato dai colleghi che però il 18 aprile 1924 notarono un repentino mutamento nel suo carattere. Era improvvisamente diventato ombroso.
Stava ultimando di lavare una grande finestra del Chicago Fire Departement senza guardare nessuno quando infine annunciò di avere avuto una strana sensazione… che sarebbe morto il giorno stesso.
Subito dopo il telefono della centrale squillò: un incendio stava infuriando in un edificio che sorgeva piuttosto lontano dalla caserma.
Giunti sul posto, la squadra di Francis Leavy intervenne immediatamente e cominciò ad aiutare le persone intrappolate nei piani superiori. Tutto sembrava procedere per il meglio, con alcune aree messe in sicurezza, quando il fuoco divorò alcuni sostegni del piano inferiore facendo cadere il tetto e soprattutto provocando il crollo di una porzione di muro sui malcapitati pompieri e sugli abitanti che non erano ancora riusciti a mettersi in salvo. Tra le vittime, lo stesso Leavy che vide avverarsi la cupa premonizione.

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I monaci di Hull House (Real Ghost Stories)

Dale Kaczmarek nel novembre del 1980 scattò alcune foto in bianco e nero ma utilizzando una macchina a infrarossi nella Hull House, un edificio nel centro di Chicago con la fama di essere un luogo infestato.

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Murum Daemoni – di Gabriele Luzzini

 

Murum Daemoni – Gabriele Luzzini

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‘Il Diavolo Dentro’ di Roberto Ottonelli – Recensione di Simone Dellera

L’Autostrada per L’Inferno!!!
Liberamente ispirato alla vicenda delle Bestie di Satana…
Il romanzo è inizialmente ambientato negli anni’80, più precisamente nelle sue fasi iniziali, tolto il prologo, nell’86 quando avviene l’incidente della centrale nucleare di Chernobyl.
In parallelo la narrazione segue un doppio filo, quello della famiglia Miconi e dell’adolescente Manuela al di fuori dell’istituto con la sua nuova famiglia ado...

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Manichini & sonnambuli – di Davide Rosso

Scrivo qui nel santuario e non so da dove cominciare. Scrivo di qualunque cosa pur di non far calare le palpebre sugli occhi e scivolare nel sonno, quindi comincio da questo posto, da quel che so o che mi ricordo. Del santuario se ne conservano tracce già nel 1500. Una leggenda parla di un taglialegna eretico, che, nell’abbattere con l’ascia un castagno, sentì un lamento provenire dal tronco, poi, sulla cima dell’albero, apparve una Madonna con un bimbo in grembo. L’altare maggiore della chiesa custodisce ancora l’affresco della Madonna recante sul volto di Maria le tracce dipinte del sangue uscito dalle ferite procurate dall’ascia. All’altare si accede salendo un gradino che immette nel modesto vano che racchiude il tabernacolo col legno originale del castagno dell’apparizione. Ne rimane solo un ciocco annerito, il resto se lo sono portati via, negli anni, i vari pellegrini, che ne strappavano dei frammenti come preziosa reliquia. Il tabernacolo è in un muro pieno di ex voto lasciati in cambio della guarigione, messaggi scritti sui muri, scongiuri, riti penitenziali, fino all’offerta di cibarie: un bastone appeso da uno che ha avuto la grazia di non essere più zoppo, un fiocco celeste per la nascita di un bimbo, dei rosari, la foto di una bimba col violino in mano e la dedica alla Madonna perché la faccia diventare una brava musicista così da poterci poi sfamare il resto della famiglia. Prendo degli opuscoli (opuscoli che uso per scrivere con precisione storiografica questa pagina) e due santini. Poi esco. Mi affaccio da un balconcino di terra che precipita e si dissolve sulla piana frastagliata: il paese non esiste, diviso com’è in micro frazioni spezzate dal fiume, dagli argini, dai canali. Le ombre si rincorrono tra le muraglie arabescate dei germogli, grovigli morti di gemme congelate e luce affumata che indugia tra l’ossatura degli olmi centenari e i sassi di strada, scogli per legioni di larve…

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Il bambino nel prato (Real Ghost Stories)

Jackie Rhame di Florian (Alabama) si trovava al parco divertimenti Six Flags Great America ad Arlington, in Texas quando scattò la foto, cercando di catturare nell’immagine le imponenti montagne russe conosciute come ‘Texas Giant’, una delle attrazioni principali.

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