Agape (Eros e Thanatos) – di Mirva Leoni

Quante volte ci siamo innamorati nella nostra vita?

Poche, tante, forse nessuna…

Ma arriva sempre l’Amore, inesorabile e profonda come la più ulcerosa delle ferite, per tutti.

Pochi fortunati lo vivono come una favola, capaci di estrema tolleranza, pazienza e desiderio di far funzionare le cose: sono quelle rare persone equilibrate o “educate” a un concetto predefinito. Altri lo vivono come un bisogno, una dipendenza, un riflesso del proprio ego.

Entra nella nostra vita sotto forme diverse sin dalla nascita: parentale, d’amicizia, d’innamoramento, di passione. Sono tutte perle della stessa collana, infuse della stessa sostanza ma a dosi leggermente diverse.

Mi è stato “sussurrato” che ogni persona che incontra il nostro cammino è destinata a noi, o noi siamo destinate a loro: questo solo le sfumature della vita ce lo sapranno dire.

Ogni essenza che ci sfiora ci contagia, ci arraffa, ci sorprende, incuriosisce o semplicemente ci scivola via come se non ci avesse quasi attraversato. Cosi esistono persone fatte di fuoco, terra, aria e acqua… Quelle che ci incendiano e ci trasformano, quelle che ci rendono pazienti e stabili, quelli che ci insegnano a volare e a fare dei sogni una ribellione, e quelli che ci travolgono come uragani e ci rendono fecondi.

Poi arriva quel giorno dove tutti questi elementi diventano uno, perché qualcosa dentro di noi si completa o deve completarsi in qualche modo…Questa alchimia fonde gli elementi insieme, creandone uno Unico : l’Etere o l’Anima che dir si voglia.

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La voce del popolo – di Cristina Regis

La voce del popolo.
Urla, grida, ignoranza.
Appesa al palo, Florenza era stordita dal rumore e da quell’odore di legna che ardeva. Sentiva caldo, una sensazione strana, di smarrimento… tanto caldo. Ricordava a malapena quelle mani, e quegli occhi colmi di odio ed eccitazione. Avevano abusato di lei, percuotendola ed insultandola; mentre la chiamavano strega, sfogavano la loro paura e come animali seguivano brutali istinti. Non le veniva in mente però un motivo valido per tale atroce punizione.

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Ineluttabilità – di Gabriele Luzzini


Ineluttabilità – di Gabriele Luzzini

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Il Gatto – di Simona Giaveri

I gatti hanno una connessione al mondo invisibile della magia.
Come i cani sono i nostri guardiani nel mondo fisico, i gatti sono i nostri protettori del mondo dell’energia.
Durante il tempo che passa sveglio, il gatto va “ripulire” la casa dai poteri intrusivi, dalle energie negative.
Quando dorme, filtra e trasforma questa energia. Il gatto può essere spesso in luoghi con scarsa circolazione dell’energia vitale Prana o Chi e attiva questa zona.

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Nulla è Come Appare – di Simone Dellera

Titolo: Nulla è Come Appare
Autore: Simone Dellera
Editore: youcanprint
Prezzo: 3,49 euro

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Un uomo si risveglia progressivamente da ripetuti incubi in cui di volta in volta progredisce di livello alla ricerca della memoria perduta. Strani accadimenti non dettati dalla logica, cui dovrà far fronte, lo accompagneranno con l’evolversi dei risvegli...

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Tanti papaveri rossi come il sangue inebriano – di Mirva Akai Hana

Ogni tanto mentre percorro le stesse strade di sempre, con quei paesaggi che non cambiano mai….
Penso che tu non ci sei più e che te ne sei andato in silenzio…
Apparentemente….Nulla è cambiato.
Ascolto questa melodia che è uscita dalle tue dita, le sento che pizzicano le corde di una chitarra acustica che sarà stata il tuo Amore dall’inizio alla fine dei tuoi respiri.

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Le aggressioni di ‘Spring-heeled Jack’ – di Gabriele Luzzini

Una misterioso individuo, soprannominato ‘Spring-heeled Jack’ (Jack dai tacchi a molla) terrorizzò la brumosa Londra a partire dal 1837, per poi ricomparire in periodi successivi e alimentando una sorta di aura soprannaturale attorno a sé.
Ma proviamo a raccontare i fatti con maggiori dettagli partendo dal 1837, quando avvennero i primi avvistamenti.
Infatti, proprio nel settembre di quell’anno, Polly Adams stava attraversando un parco londinese e la serata sembrava insolitamente fredda, nonostante il mese.
La donna vide un’ombra mostruosa muoversi nell’oscurità, per poi emergere con un balzo e sfigurandola con quelli che poi lei definì dei lunghi artigli.
Le successive indagini della polizia non portarono ad alcuna conclusione e il caso venne archiviato.
Ma era solo l’inizio…

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À la recherche du fantastique – di Davide Rosso

Bilancio critico di un’Italia magica, notturna, fantastica (1946 – 2014)

Nel 2016 Le Monnier Università ha editato un volume mastodontico e indispensabile per chiunque si interessi di letteratura fantastica. Si tratta di Il fantastico italiano, bilancio critico e bibliografia commentata (dal 1980 a oggi), a cura di Stefano Lazzarin, Felice Italo Beneduce, Eleonora Conti, Fabrizio Foni, Rita Fresu e Claudia Zudini (insomma un team di docenti universitari e di Liceo). Il libro (di ben 986 pagine) è una summa critica su quanto si è scritto sulla letteratura fantastica italiana, in pratica una critica della critica. Tra i tanti meriti del volume vi è quello di tracciare una lineare e chiara storia delle teorie letterarie dedicate a questo genere. Nel leggere il bel saggio introduttivo di Stefano Lazzarin (a capo del progetto) “Trentacinque anni di teoria e critica del fantastico italiano (dal 1980 a oggi)” le sorprese non mancano: anzitutto il dibattito italiano sul fantastico ha origini recenti. La data precisa è il 1970, quando viene pubblicato Introduction à la littérature fantastique di Todorov, imprescindibile contributo che rinnoverà gli studi letterari sui generi. In Italia i primi dibattiti nascono sulla scia di questo lavoro e appaiono nel 1971, ma è ancora poca roba. Lo spartiacque sono due antologie letterarie, una curata da Calvino nel 1983 per Mondadori, intitolata Racconti fantastici dell’Ottocento, l’altra del 1984 a cura di Enrico Ghidetti & Leonardo Lattarulo, il Notturno italiano della Editori Riuniti.

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‘Le Streghe’ Di Paolo Prevedoni – Recensione di Simone Dellera

IL GRANDE DUBBIO!!!
Sin dalle prime pagine ci addentriamo nella conoscenza di un particolare paese, Bellula! Detto anche “La Casa della Masca”, oppure “Il Bassin”, che nel dialetto locale vuol dire “Il Catino” a causa delle frequenti piogge che avvolgono quella porzione di cielo che ricopre l’intera area del paese. Eppure, l’appellativo più fastidioso abbinato al paesino o piccolo borgo, è sicuramente “Il Paese dei Bambini Scomparsi” che per certi versi può essere collegato, se vogliamo fare una citazione, a “The Blair Witch Project”. Com’è ovvio che sia, il romanzo è impregnato di folklore nero dall’inizio alla fine. Il sipario si apre sul palcoscenico del “Covo”, l’unico bar del paese, in compagnia di due interessanti personaggi… Scheggia (all’anagrafe Bruno Scheggiato) e il forestiero Morgan Villa giunto a destinazione per carpire informazioni all’unico uomo che pare abbia avuto un incontro ravvicinato con la Masca. Apprendiamo quindi che l’Inquisizione romana, catturò 13 streghe ma riuscì a bruciarne solo 12. La tredicesima si narra, che viva ancora in una sperduta radura nei pressi del “Nascondiglio del Diavolo”… in una casa con neri laterizi, sperduta fra oscuri alberi dagli scuri bracci contorti e intrecciati.

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Credo di ricordarmi orba .smidollata – di Romina Capo

Credo di ricordarmi orba .smidollata
giunco nella sete esiliata .terra rossa
tra i palmi di me commossa .da te

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