Le basi della dottrina spiritista
di Alberto Rossignoli
Negli
scritti di Allan Kardec, si
può scoprire l'impronta delle principali dottrine religiose occidentali
e
dell'antica tradizione orientale. L'idea di Dio, supremo creatore
dell'universo, è fondamentale per lo spiritismo.
Dio
ha creato l'uomo e gli ha
assegnato un'anima immortale, che è sua creazione. Quindi Dio è il
creatore
degli spiriti . Gli angeli non sono più, per gli spiritisti, esseri
speciali di
natura intermedia tra l'uomo e Dio, ma spiriti eletti che hanno
superato tutte
le prove e hanno raggiunto il grado più elevato.
Il
Cielo non è un luogo, ma sta
in ogni dove, poiché è lo stato di beatitudine, di pace e felicità
raggiunto
dagli spiriti buoni, in qualsiasi luogo si trovino. Inoltre, le pene
eterne non
sono altro che una metafora per illuminare la nostra ignoranza: non vi
è né
fuoco né inferno, ma solo una profonda angoscia che opprime gli spiriti
negativi mentre percorrono il cammino che li conduce alla loro
evoluzione.

Gli
spiritisti non negano la
figura di Gesù Cristo né la sua importanza nella storia dell'umanità,
ma lo
considerano nella sua natura umana, ritenendolo uno spirito superiore,
senza
pari, destinato a servire da esempio agli altri uomini. I fatti narrati
dal
Vangelo, i miracoli e le profezie, vengono interpretati alla luce di
questa
visione della persona di Cristo.
L'idea
del perispirito, la
dottrina della reincarnazione, il cammino di perfezionamento che le
anime
devono percorrere per raggiungere lo stato di suprema beatitudine, sono
tutti
concetti caratteristici dell'induismo. Sempre derivati dall'induismo
sono il
passaggio delle anime disincarnate a un altro mondo, fino a quando non
ritornano sulla Terra per una nuova incarnazione, e la legge del Karma,
ossia
gli effetti delle azioni degli uomini che fino alla loro morte pesano
sull'anima.
Non
meno evidente è l'influenza
dell'educazione protestante ricevuta da Kardec; in particolare, è
sorprendente
la profonda conoscenza delle Sacre Scritture. In questo senso, è anche
molto
significativo il fatto di aver concepito una dottrina senza gerarchie
né
ministri, e senza culto. Questo aldilà in cui abitano gli spiriti ci
viene
presentato come la faccia invisibile del mondo materiale, ed è la base
di una
religiosità quotidiana, elementare, senza misticismi alienanti o
rituali
equivoci.
La
teoria spiritista non si
limita a catalogare e a studiare i rapporti che le entità possono
stabilire con
i vivi attraverso i medium. Nei suoi scritti, Allan Kardec volle andare
oltre,
rivedendo le idee tradizionali circa l'origine dell'universo e
dell'uomo e il
suo destino alla luce degli insegnamenti superiori racchiusi nel
messaggio
degli spiriti.
Cerchiamo
di riassumere la
visione del mondo e dell'uomo professata dagli spiritisti.
L'universo
è opera di Dio.
Dio
è la causa prima di tutte le
cose e l'armonia universale che l'uomo contempla nella Creazione è
frutto della
Sua Intelligenza suprema. Dio è l'essere infinito ed eterno che la
religione ci
insegna onnipotente, buono e giusto. Dio ha creato l'universo per un
atto della
Sua volontà divina ed egli è anche il creatore degli spiriti.
Nell'ambito
della natura, la
materia coesiste con lo spirito.
La
sfera spirituale è stata
costituita per volontà divina, partendo dal principio universale e
intelligenza
universale.
Il
mondo della materia proviene
da un solo elemento fisico, comune e originario: il mondo minerale,
rappresentato dalla materia inerte, inanimata, è pura massa latente;
gli esseri
vegetali corrispondono a materia vitalizzata; il regno animale è
materia
animata da un'intelligenza inferiore che opera a favore della
sopravvivenza e
della conservazione della specie. Gli animali, nello specifico,
possiedono
un'anima simile a quella umana e che, come quest'ultima, sopravvive
alla morte
del corpo; tuttavia, l'anima degli animali possiede facoltà più
limitate, se
paragonata all'anima dell'uomo, per gli spiritisti.
Secondo
lo spiritismo, Adamo non
è che un mito utilizzato per rappresentare la creazione dell'uomo da
parte di
Dio. L'apparizione dell'uomo ebbe luogo in parecchi posti del mondo e
avvenne
nell'arco di diverse epoche.
Tutti
gli esseri viventi sono
stai originati da embrioni primari nati in seno alla Creazione. Quando
le
condizioni sulla Terra divennero favorevoli, questi incominciarono a
svilupparsi fino a raggiungere forme più evolute. Tuttavia, non
possiamo
considerare l'uomo come un semplice anello in più nella catena
evolutiva del
regno animale: esiste una differenza originaria.
L'uomo
è costituito da tre
elementi distinti: il corpo materiale, l'anima e il perispirito. Il
corpo è il
veicolo attraverso cui l'anima prosegue in questo mondo il suo cammino
di
perfezionamento; l'anima è il principio immortale e intelligente che
esiste in
ogni uomo, elemento immateriale che governa il corpo fisico, origine
del
pensiero, della volontà e del senso morale. Il perispirito, o corpo
astrale,
che unisce il corpo e l'anima, è un frammento dell'energia universale.
Con
la morte, l'anima perde il
suo involucro materiale: il corpo. Restando libera dai legami carnali
che le
limitavano sulla Terra, le rimane solo il perispirito, che è l'elemento
fluidico-semimateriale grazia al quale l'anima può abitare lo spazio e
manifestarsi. Gli spiriti, pertanto, così come li ha studiati la
dottrina
spiritista, sono esseri invisibili e costituiti dall'anima (principio
intelligente) e dal perispirito.
Al
momento della morte, l'anima
attraversa una fase di confusione: non si riconosce subito nel suo
nuovo stato,
bensì vaga per qualche tempo, persa nel suo turbamento.
Negli
esseri molto legati alla
materia, la separazione dal corpo mortale costituisce per l'anima una
fase
lunga e dolorosa. Per coloro che invece, già in vita, si sono elevati
al di
sopra delle cose materiali il trapasso avviene rapidamente e senza
sofferenza.
L'anima,
una volta che si è
trovata fra i disincarnati, può vedere se stessa così com'è, con le sue
qualità
e i suoi difetti. Le sue abitudini e le sue imperfezioni persistono
senza
modificarsi durante tutta la vita errante, fino a che, durante il ciclo
di una
nuova reincarnazione, non sarà in grado di liberarsi di alcune sue
impurità e
di elevarsi di qualche gradino verso la perfezione.
Il
sentiero del perfezionamento
viene percorso dall'anima attraverso successive incarnazioni. La
reincarnazione
non ha sempre luogo sulla Terra, a volte gli spiriti possono incarnarsi
anche
su altri pianeti. Tuttavia, in ogni caso, il ritorno al mondo materiale
significa per essi il ritorno a un luogo di esilio e di espiazione, in
cui
viene offerta loro l'opportunità di progredire e di meritarsi nel
futuro un
altro mondo migliore.
Il
grado di evoluzione che
l'anima raggiunge in ciascuna di queste tappe che conducono allo stato
finale
di beatitudine suprema è definitivo. L'anima può anche abbassarsi nella
categoria sociale da un'esistenza all'altra, ma non può mai retrocedere
rispetto al livello spirituale ottenuto durante le precedenti
incarnazioni.
Gli
spiriti sono esseri asessuati
e, passando da una vita all'altra possono cambiare sesso
indifferentemente. La
stessa confusione che sconvolge l'anima al momento della morte si
produce anche
quando avviene il passaggio inverso, ossia con la rinascita che porta a
una
nuova incarnazione. È molto penoso, per un'entità, abbandonare il mondo
spirituale e sottoporsi alle prove che lo attendono nel mondo
materiale.
L'unione con il corpo che nascerà ha inizio al momento del
concepimento, ma si
completa solo all'atto della nascita. Una volta terminata
l'incarnazione, nella
sua nuova vita lo spirito perde il ricordo delle vite precedenti e si
concentra
sullo sviluppo del corpo appena nato.

Considerando
questo mondo come il
tragitto che le anime devono percorrere nel loro pellegrinaggio verso
la
perfezione, lo spiritismo prescrive un codice morale di dieci precetti,
che
l'uomo è tenuto a seguire per mettersi sul cammino del bene e per
assecondare
il progetto divino della creazione.
1) Adorazione
Si
tratta dell'amore nei
confronti di Dio, al di sopra di tutte le cose, e lo si pratica
mediante la preghiera
e la bontà.
2) Lavoro
È
una legge alla quale non si può
sfuggire nel mondo della materia. Sotto diverse forme è imprescindibile
in
tutti i mondi per superare le prove e avanzare nel cammino
dell'evoluzione.
3) Riproduzione
La
riproduzione è un principio
sacro nel mondo degli vivi, dato che offre lo strumento carnale agli
spiriti.
In genere, lo spiritismo è contrario al celibato, tranne in quei casi
in cui
costituisca un vantaggio per il bene dell'umanità.
4) Conservazione
L'uomo
deve rispettare tanto la
propria vita quanto quella del prossimo. Il suicida e l'assassino
commettono
uno dei peccati più gravi contro l'ordine universale.
5) Distruzione
Il
principio della distruzione è
una legge della materia, ma non del mondo spirituale.
6) Società
Solamente
nell'ambito della
società, aiutando i suoi simili, l'uomo può progredire.
7) Progresso
L'universo
avanza verso la
finalità del progetto divino nonostante tutte le contrarietà. Il
progresso
universale è, quindi, malgrado le apparenze, un fatto innegabile.
8) Uguaglianza
Tra
gli uomini, così come tra gli
spiriti, l'uguaglianza originaria è assoluta. Le diseguaglianze che
vediamo in
questo mondo sono transitorie, frutto dell'errore e dell'ignoranza.
9) Libertà
L'essere
umano è schiavo del
corpo, ma l'anima immortale è stata creata assolutamente libera. Lo
spiritismo
propugna la libertà di pensiero e condanna tutte le forme di
oppressione.
10) Giustizia
e amore
Quest'ultimo
precetto è un
riflesso del precetto evangelico “ama il prossimo tuo come te stesso
per amore
di Dio”.
L'influenza
della morale
tradizionale cristiana, in questo decalogo, è evidentissima, tuttavia
emergono
anche, in alcuni punti, le differenze che separano la dottrina
spiritista da
quella cattolica (e anche cristiana in generale?). Ad esempio, il
celibato, il
misticismo, il votarsi a Dio, prescritti dagli ordini religiosi,
possono
arrivare a opporsi al progresso universale. Inoltre, per gli
spiritisti, né il
peccato né l'ignoranza vengono condannati con un castigo, né il bene è
premiato: Dio non castiga e non premia gli uomini.
Il
bene ci conduce a Lui ed è
fonte di ogni felicità; il male ci allontana da Dio ed è origine di
sofferenze.
Articolo
correlato:
Allan
Kardec
(clicca
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Bibliografia:
T. Rilk, Guida allo spiritismo, Giovanni De Vecchi Editore,
Milano 1994.