Quello che è più incomprensibile è che ci sia ancora qualcosa
di comprensibile.
(A.Einstein)
C’è sopra, sotto, dentro, intorno a questo mondo un altro
mondo insospettabile. Solo a volte lo ascoltiamo un po’ mormorare,
frusciare e allora diciamo “è poco, è niente”. Ma questo niente è
l’infinito.
(J. Michelet)
Vi sono realtà che esistono al di fuori delle nostre
percezioni normali dei nostri sensi; e vi sono problemi e conflitti,
dove tali realtà hanno più valore di tutte le nostre più ricche
esperienze.
(M. Planck)
Il castello di Manta
di C. Regis
- Spiritus
intus alit-
A Manta, paese nella
provincia di Cuneo, tra le morbide colline di Saluzzo, paradossalmente
ubicato in un contesto dall'atmosfera quasi Naif sorge "il Castello di
Manta".
Divenuto patrimonio del FAI nel 1984, grazie alla donazione di
Elisabetta Provana De Regge, è ora meta di numerosi turisti attirati
per lo più dagli aloni di mistero che aleggiano intorno ad esso.
Secondo la leggenda, tre sono i fantasmi che ancora oggi si aggirano
tra le antiche mura ; il primo è quello di una nobildonna
infedele,uccisa durante una gita nei pressi del Po, grazie ad uno
stratagemma del marito.
Egli non fece abbeverare per alcuni giorni i
cavalli che avrebbero condotto la carrozza : durante il viaggio quando
le povere bestie sentirono l'odore dell'acqua si precipitarono nel
fiume,facendo annegare la donna. Testimonianze attuali parlano del suo
profumo di Gelsomino all'interno del castello e di ripetuti dispetti ai
danni di chi visita gli alloggi al terzo piano chiamati "le stanze
rosse".
Il secondo fantasma appartiene a un giovane straniero di aspetto molto
gradevole, profondo conoscitore di erbe medicinale e riti magici; pare
che la figlia del castellano si innamorò di lui facendo indispettire il
padre,che per separarli la mandò in un convento lontano.Il ragazzo
stremato dal dolore salì sul torrione più alto e si gettò nel vuoto. Lo
spirito è stato visto nelle notti di luna piena,e viene descritto come
un giovane alto,dalla carnagione scura e un lungo mantello.
L'ultimo mistero,tratta di una bellissima contadina che a motivo del
suo aspetto, venne esonerata dal lavoro dei campi e insignita al
compito di mantenere colme le botti di vino bianco. Quando, durante una
battuta di caccia,lo scudiero suo innamorato morì, lei si rinchiuse
nella "crota d'l vin bianc" e si lasciò morire.
Sono molti i contadini che dicono di averla incontrata e udita piangere
nelle notti di primavera.

Il motto dei conti di
Manta,inciso sul camino posto al lato dell'ingresso recita "leit leit" e
invita a visitare il castello piano piano,con calma.
Come non accettare tale consiglio,considerando gli affreschi
quattrocenteschi che lo decorano ed i segreti ad essi legati.
Al secondo piano ,nel soffitto di una delle sale si cela uno dei più
grandi misteri del maniero: un mappamondo circondato da una grande "O"
e seguito dalla scritta "SPIRITUS INTUS ALIT" (lo spirito alita
dentro).Il globo ritrae in maniera pressochè esatta le coste
dell'America e quelle dell'Antartide, e tenendo conto che il dipinto
risale molto probabilmente ad un periodo compreso tra il 1418 e il
1430,quando Colombo doveva ancora nascere,ci si domanda come possa
essere stato creato.
Così , lasciando correre lo sguardo sulle pareti del salone baronale a
osservare gli affreschi o rilevando la torre principale attorniata dai
resti delle altre torri abbattute, tra arte e storia, "leit
leit", incrocio le dita e spero di poter incontrare almeno uno dei tre
spiriti per potergli domandare quanto delle leggende sul "Castello di
Manta" corrisponda alla realtà.