I pericoli della magia e dello spiritismo
di Alberto Rossignoli
Si sa, è un argomento
assai vasto, trattato in innumerevoli volumi e la cui pratica si
ritrova in tutta la storia umana e presso tutti i popoli.
Ai nostri giorni sono
molti che, per imperizia,incuria, superficialità, avventatezza, si
procurano dei guai a causa delle pratiche magiche.
La Bibbia ci stupisce
per
la frequenza con cui parla contro la magia e i maghi, sia nell'Antico
che nel Nuovo Testamento. Così ci mette in guardia; perchè uno dei
modi più comuni che il demonio usa per legare a sé l'uomo e per
abbruttirlo è la magia, la superstizione, tutto ciò che rende a
Satana un culto diretto o indiretto.
In particolare, gli
operatori di magia credono di poter manipolare forze superiori, che
in realtà li asserviscono.
Gli stregoni si credono
padroni del bene e del male; gli spiritisti e i medium, dal canto
loro, si prodigano nell'invocare gli spiriti superiori o degli
spiriti dei defunti. In realtà, sono facile preda delle forze
demoniache, dalle quali sono usati per fini distruttivi.
Ora, chi è lontano da
Dio è infelice,(anche se, in molti casi, non si rende conto di
esserlo) e desidera fama, ricchezza, potere, piaceri materiali, e
sembra che il demonio gli dica: «Ti
darò tutto questo, perchè è in mio potere e lo darò a chi voglio,
se tu ti prostri davanti a me»
(Luca 4, 6-7).

Ecco allora giovani e
vecchi, operai,professionisti, politici, attori, curiosi di ogni
ceto sociale e di ogni età in cerca di risposte sul proprio futuro,
ed ecco, conseguentemente, profilarsi una schiera di maghi, indovini,
cartomanti, pranoterapeuti, sensitivi o veggenti di vario tipo.
Costoro vengono avvicinati per caso, o per speranza, o per
disperazione, o per prova: alcuni ne restano colpiti, altri legati,
altri ancora entrano nei circoli chiusi delle sette.
Nella maggioranza dei
casi, dietro a tutto ciò non c'è solo superstizione e business...
La magia non è soltanto
una vana credenza, un qualcosa privo di fondamento. È
un ricorrere a forze oscure per influenzare il corso degli eventi e
per influire sugli altri a proprio vantaggio. Anche se in forme
diverse a seconda delle differenti culture, il risultato, alla fine,
è il medesimo: allontanare l'uomo da Dio.
La magia è di due tipi:
imitativa e contagiosa.
La magia imitativa si
basa sul criterio della somiglianza nella forma e nel procedimento,
fondandosi sul principio che ogni simile genera un suo simile. Un
pupazzo, nello specifico, rappresenterà la persona che si vuole
colpire e, dopo opportune invocazioni di rito, si colpirà il
simulacro con aghi o quant'altro: la persona interessata avrà dolori
e malattie nei punti del corpo colpiti dagli aghi nel pupazzo.
La magia contagiosa si
basa sul principio del contatto fisico, o contagio. Per influire su
una persona, il mago ha bisogno di qualcosa che le appartiene:
capelli, unghie, peli, vestiti; anche una fotografia, meglio se a
figura intera, ma sempre a volto scoperto.
Una parte sta per il
tutto: ciò che viene fatto a quella parte influirà su tutto
l'individuo. Il mago svolgerà il suo lavoro con appropriate formule
o rituali, in tempi determinati dell'anno e del giorno, con
l'intervento degli spiriti che egli invoca per rendere efficace la
sua opera.
La magia, però,
abbraccia un campo assai più vasto delle semplici fatture, e più
vasto del maleficio.
Che armi avrà il
cristiano, il credente contro il maleficio?
La verità, la giustizia,
la fede e , soprattutto, la Parola di Dio.
Il mago, invece, avrà
poteri di distruzione, maledizione, preveggenza, sdoppiamento,
guarigione e altri ancora....Ma sarà, al contempo preda e strumento
di spiriti maligni, e con lui anche la sua famiglia e le persone che
a lui si rivolgono.
Il risultato è che la
vittima acquisterà, come minimo, una marcata avversione a tutto ciò
che è sacro, con l'aggiunta di molti mali, molto variabili.
Questo può accadere
anche a chi ha commissionato il lavoro al mago, una volta offerto il
“sacrificio”, rappresentato da un'offerta, anche molto piccola, e
consegnato il materiale richiesto, magari rispettando certi precetti
suggeriti (ad esempio oggetti da portare addosso, polveri da spargere
e così via).
In tal modo, si contrae
col demonio un legame più o meno pesante, con conseguenze negative
per l'anima e il corpo.
Ora, è chiaro,
puntualizza padre Amorth, che se ci si colloca sul terreno del
demonio, del nemico, si cade in suo potere, anche se si è agito in
buona fede, e solo la mano di Dio può liberare dai legami contratti.
Le operazioni della
cosiddetta alta magia vengono per lo più classificate in
sacralizzazioni, consacrazioni, benedizioni, destituzioni,
scomuniche, maledizioni. Si intende così trasformare gli oggetti e
le persone in “simboli sacri” (ma sacri a chi? A che cosa?). Il
materiale magico viene “magnetizzato” in determinati momenti, che
sono oggetto dell'astrologia magica. Ogni mago reca su di sé, o
prepara per altri, dei “pentacoli” (dal greco panta – klea); in
generale, si tratta di medaglie i cui simboli sono “catalizzati di
energie”. Essi hanno, secondo il mago, una particolare forza
celeste.
Altra cosa sono i
“talismani”, che richiamano i particolari della persona che
vorrebbero proteggere.
La richiesta di
talismani
è una delle maggiori attrattive dei clienti, che si sentono colpiti
dalla sfortuna, dall'incomprensione, dalla mancanza di amore, dalla
povertà e quant'altro; e questi stessi clienti sono disposti a
pagare cifre da capogiro per questi portafortuna, che li dovrebbero
liberare dai loro mali.
E invece si portano
addosso, nella migliore delle ipotesi, un oggetto di nessun valore,
e, nella peggiore delle ipotesi, una carica negativa tale da
danneggiare non solo loro, ma anche i componenti della loro famiglia.
Altre forme di magia
guidano alla fabbricazione di filtri o miscele che provocano
suggestione o chissà che altro in chi, mescolati a cibo o bevande,
ingoierà gli intrugli preparati dal sedicente mago. Per fare un
esempio, è noto il cosiddetto “filtro d'amore”, in grado di
imporre un orribile legame (chiamato anche “legatura”).
La Bibbia, dal canto
suo,
ci parla per la prima volta del demonio quando tenta i progenitori
sotto forma di serpente.
Nella mitologia, il
serpente è sempre implicato con gli emblemi della conoscenza.
In Egitto, Iside è colei
che conosce i segreti delle pietre, delle piante, degli animali;
conosce i mali e i loro rimedi, per cui può rianimare il cadavere
di Osiride.
Il serpente è
rappresentato annodato su se stesso e con la coda in bocca, come
emblema del ciclo eterno della vita. Si pensi anche al serpente boa
imperatore degli Incas o al boa divino degli Indiani.
Nel Voodoo, il serpente
androgino Danbhalah e Aida Wédo ispira i suoi adepti con una
certezza e precisione che fornisce risultati stupefacenti in
qualsiasi ora del giorno e della notte. Questo serpente afferma di
conoscere tutti i segreti del Verbo creatore mediante la “lingua
magica”, magnificata dalla musica sacra.
Si tratta di una magia
haitiana, di origine africana, che insieme alla magia africana
originaria e a quella importata in Sudamericana (in particolare in
Brasile), col nome di “macumba”, ha una spiccata potenza
malefica.
La modernità e la
post-modernità hanno fuso, ma non cambiato, certi costumi; per cui,
coabitano insieme scienza e magia, religione e antiche pratiche.
Ancora oggi, specie
nelle
nostre campagne, c'è gente religiosissima che ricorre a santoni
(uomini o donne) per risolvere le proprie difficoltà più svariate
(malattie, malocchio, lavoro, amore ecc.).
Alla magia è sempre
accompagnata la divinazione: voler conoscere il nostro futuro
attraverso vie traverse. Basti pensare al diffusissimo uso di farsi
leggere le carte, ossia di farsi predire il futuro attraverso la
lettura dei tarocchi. Pare che l'origine dei tarocchi risalga al XIII
secolo, ad opera degli zingari, che avrebbero condensato in questo
“gioco” il loro potere di predire il futuro.
Alla base c'è la
dottrina esoterica che fissa lo schema di corrispondenza fra l'uomo e
il mondo divino. Ora, l'ingenuo, abbagliato da come è stato rivelato
con esattezza il suo passato, ne esce con angoscia e diffidenza o
vane speranza, spesso con sospetti nei confronti di parenti o amici,
e soprattutto con una certa forma di dipendenza da chi gli ha letto
le carte, che lo accompagnerà anche in seguito. Tutto questo potrà
causargli inquietudine, incertezza, rabbia; avrà il desiderio di
ricorrere a pratiche magiche, o di fornirsi di talismani che gli
neutralizzino quel nemico interiore che lui stesso si è procurato.
La più pericolosa magia
di origine africana è basata sulla stregoneria, che è la pratica di
chi vuole far del male agli altri e conseguire vantaggi materiali
attraverso vie magiche; e sullo spiritismo, attraverso cui ci si
intende mettere in contatto con gli spiriti dei defunti o con gli
spiriti superiori. Lo spiritismo è noto in tutta le culture. Il
medium fa da intermediario tra gli spiriti e gli uomini, prestando la
sua energia allo spirito che vuole manifestarsi. Può accadere che
questi spiriti evocati, specie se sono entità maligne, si
impossessino di qualcuno dei presenti. La Chiesa ha sempre condannato
le sedute spiritiche e la partecipazione ad esse.
Molti vengono ingannati
per la loro ignoranza e superficialità. L'uso di certe danze, canti,
costumi, candele e quant'altro, dal punto di vista
etnico-folkloristico, può presentarsi interessante. Quattro candele
ai quattro angoli di una strada, o un triangolo di candele di cui una
con la punta rivolta in basso, possono sembrare un gioco o un'innocua
superstizione... In realtà non è così, e i rischi ci sono.
Secondo Padre Amorth, è
possibile che il demonio si serva di una persona per colpire gruppi
anche numerosissimi, che possono addirittura prendere in mano il
potere di una nazione, o influire su più nazioni (e la Storia è
piena di esempi in tal senso...).
Anche certe musiche e
certi gruppi musicali possono instillare violenza e, comunque,
pensieri negativi.
Ad ogni modo, rileva
Padre Amorth, praticamente in tutti i casi di vessazione demoniaca si
nota un consenso umano, una colpa umana di libera adesione all'opera
maligna: o per interesse, o per vizio, o per ambizione, o per chissà
quali altri motivi.
Parlerò ancora dei
pericoli della magia e dello spiritismo, poiché è necessario che
tutti ne prendano coscienza: chiamatemi pure bigotto (non lo sono) e
retrivo, ma, personalmente, non sarò così imprudente da organizzare
una seduta spiritica o un rituale magico per poi ritrovarmi con la
casa infestata, o peggio.
Bibliografia:
Padre Gabriele Amorth, Un esorcista racconta, Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna 2007.